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Unicredit sale al 29,5% di Alpha Bank: le mosse di Orcel. E sul golden power (usato per Bpm) l’Italia apre a modifiche

Unicredit rafforza la presenza in Grecia: strada spianata per Orcel dopo le tentate scalate in Germania e in Italia. Ma proprio sul golden power, usato dal governo per opporsi all’opa di piazza Gae Aulenti su Banco Bpm, Roma ora cerca di evitare lo scontro con Bruxelles

Unicredit sale al 29,5% di Alpha Bank: le mosse di Orcel. E sul golden power (usato per Bpm) l’Italia apre a modifiche

Unicredit, ottenuta dalla Bce l’autorizzazione a salire fino al 29,9% di Alpha Bank, una delle principali banche greche, subito ha portato la propria partecipazione complessiva al 29,5%, con un’operazione realizzata a sconto rispetto ai prezzi di mercato e coperta da strumenti derivati per contenere i rischi al ribasso. Si tratta dell’ultimo passo dopo gli aumenti di capitale di agosto e maggio di quest’anno, e porta la partecipazione di Unicredit a circa 2,38 miliardi di euro.

A Milano le azioni Unicredit in tarda mattinata sono in calo di oltre l’1%, mentre le azioni Alpha Bank ad Atene sono a +0,14%.

Ora l’ad Andrea Orcel, che sta perseguendo una strategia di espansione in Europa, è in attesa delle ultime approvazioni delle autorità greche per completare l’acquisizione indiretta nelle società regolamentate del gruppo Alpha, mentre alcuni analisti vedono la possibilità che l’operazione si espanda in un’opa totalitaria, anche se non nell’immediato. In questo caso l’integrazione con la banca greca sembra destinata a successo dopo le opposizioni che l’amministratore delegato ha dovuto affrontare nei suoi tentativi di acquisire la tedesca Commerzbank e il Banco Bpm.

Operazione con impatto minimo sul capitale

La strategia di Orcel per costruire una partecipazione nella quarta banca greca per asset è stata avviata nell’ottobre 2023 con una quota del 9%, l’acquisto della sua filiale rumena e la nascita di una joint venture nei prodotti assicurativi e pensionistici, AlphaLife, controllata al 51% dal gruppo italiano. Alpha Bank è stato uno degli istituti salvati dallo Stato greco attraverso il fondo Hfsf dopo la crisi finanziaria del 2009-2010. Negli anni successivi la banca ha completato il risanamento del bilancio, riducendo drasticamente i crediti deteriorati e tornando a generare utili solidi.

Nel corso della recente conference call sui risultati finanziari , l’ad ha detto di prevedere circa 1 miliardo di euro di utile netto interamente distribuibile entro il 2027 dal consolidamento delle partecipazioni in Commerzbank e Alpha Bank acquisite quest’anno. Inoltre a proposito dell’operazione di queste ore, Orcel ha precisato che “l’impatto sul capitale in caso di potenziale conversione completa degli strumenti finanziari per raggiungere una partecipazione diretta di circa il 29,5% rimane intorno a -80 punti base del coefficiente CET1 come precedentemente comunicato”.

Unicredit-Bpm: l’Italia pronta a modificare, almeno in parte, l’uso del golden power

Orcel nell’aprile scorso aveva dovuto bere un calice amaro: Palazzo Chigi aveva utilizzato il golden power per imporsi sull’ops lanciata dal suo istituto su Bpm, poi ritirata a luglio perché troppo onerosa. Ma quella posizione del governo italiano ora è diventato un dossier sul tavolo di Bruxelles per cui l’Italia rischia una procedura d’infrazione. Per cercare di evitarla, l’Italia si sta muovendo, secondo Reuters, per modificare, almeno in parte, l’uso del golden power, i poteri speciali che permettono al governo di intervenire a tutela dei settori strategici. Bruxelles il 13 novembre dovrebbe inviare all’Italia una lettera per metterla in mora – primo passo della procedura di infrazione – per poi aprire una trattativa. L’Unione vorrebbe rimuovere tutti gli ostacoli che frenano la nascita di gruppi finanziari di dimensioni europee e, di conseguenza, considera la normativa italiana troppo restrittiva.

Sono già in corso trattative tra funzionari italiani ed europei, dice Reuters, per capire come aggiornare le norme senza snaturarle. L’obiettivo di Roma è difendere il principio, già confermato da alcuni tribunali italiani, secondo cui il governo può intervenire per proteggere l’interesse nazionale. Ma secondo la Ue i poteri speciali si sovrappongono a quelli della Commissione e della Bce, ostacolando la libera circolazione dei capitali. Nel caso di Unicredit, sostiene sempre l’Europa, il governo avrebbe frenato il consolidamento bancario, necessario per fronteggiare lo strapotere di Usa e Cina nel settore.

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