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Vertice Ue: Recovery Fund verso un taglio da 100 miliardi

Venerdì a Bruxelles inizia il vertice (forse) decisivo sul piano di aiuti e per l’Italia la strada è in salita – L’Olanda chiede “condizionalità forti” per l’erogazione dei fondi e il potere di veto sulle riforme dei singoli Paesi beneficiari. Ma Macron incontra Sanchez e Conte

Vertice Ue: Recovery Fund verso un taglio da 100 miliardi

Un taglio di almeno 100 miliardi ai trasferimenti a fondo perduto, che scenderebbero così da 500 a 400, portando il valore complessivo del piano da 750 a 650 miliardi di euro. Questa l’ipotesi che si fa strada per trovare un accordo sul Recovery Fund, di cui si parlerà al Consiglio europeo di venerdì e sabato a Bruxelles, il primo in presenza da quando è scoppiata la pandemia. Un Consiglio straordinario che vedrà riuniti i 27 capi di governo in una sala da 300 posti, per la prima volta dalla fine del lockdown e che dovrà esaminare due dossier dal valore colossal per l’impegno finanziario: sul piatto ci sono sì i 750 miliardi del Fondi per il rilancio ma anche i 1.150 miliardi del bilancio settennale europeo. Ma oltre all’elemento finanziario è chiara la portata strategica del pacchetto per il futuro stesso dell’Europa.

La cancelliera tedesca Angela Merkel, presidente di turno dell’Unione, vorrebbe chiudere il negoziato al più presto, ma il rischio che il vertice di questo fine settimana non sia decisivo è alto, perché la sforbiciata da 100 miliardi potrebbe non bastare ai quattro Frugali (Olanda, Austria, Danimarca e Svezia). Il più intransigente rimane il premier olandese Mark Rutte, che continua a dare battaglia su vari aspetti del piano.

Innanzitutto, l’Aia continua a sostenere che i soldi dovrebbero essere trasferiti ai governi solo sottoforma di prestiti e solo in cambio di “condizionalità dure”, ovvero garanzie sulle riforme strutturali che ciascun Paese deve impegnarsi a varare.

Su questo fronte, le pretese di Rutte toccano anche la governance. Per l’approvazione dei piani nazionali di riforma (Pnr), che definiscono in che modo i governi intendono spendere gli aiuti europeo, all’Olanda non basta il voto a maggioranza qualificata proposto dal presidente del Consiglio europeo, Charles Michel. Secondo l’Aia, i membri dell’Unione dovrebbero esprimersi all’unanimità, in modo che ciascun Paese abbia potere di veto sulle riforme progettate dagli altri. Un livello simile di ingerenza non si è mai visto nella storia dell’Ue e per molti paesi – a cominciare dall’Italia – sarebbe inaccettabile. La richiesta non ha quindi molte speranze di essere soddisfatta: è probabile che Rutte insista su questo punto solo per alzare la posta nella trattativa.   

D’altra parte, a questo punto rischia di essere bocciata anche la richiesta di Conte, che vorrebbe ricondurre le decisioni sul Pnr alla Commissione (come previsto dal piano originario). La proposta da Michel si colloca infatti a metà strada fra le pretese di Italia e Olanda, permettendo ai Paesi di bocciare i programmi di riforma dei partner, ma solo se coalizzati in maggioranze di blocco. Merkel si è già espressa in favore di questa soluzione, scegliendo però di usare il condizionale: “Potrei approvarla”, ha detto la cancelliera il 13 luglio, al termine del bilaterale con Conte.

Ma la bozza di accordo targata Michel – che venerdì costituirà il punto di partenza della trattativa – non parla solo di governance. Il testo prevede anche di mantenere la dotazione finanziaria iniziale di 750 miliardi (500 a fondo perduto più 250 di prestiti), più alcune concessioni ai Frugali: una dotazione per il bilancio Ue 2021-2027 di 26 miliardi inferiore a quanto proposto da von der Leyen (a 1.074 miliardi) e il mantenimento dei rebates, ossia gli sconti concessi a Olanda, Danimarca, Svezia e Austria (ma anche alla Germania) per il contributo al bilancio Ue.

Insomma, il vertice si annuncia in salita per il premier italiano, Giuseppe Conte, che questa sera vedrà a Bruxelles il presidente francese, Emmanuel Macron, per l’ultimo degli incontri bilaterali organizzati in preparazione al Consiglio Ue. Proprio ieri Macron ha incontrato il premier spagnolo Sanchez, anche lui in cerca di allaenze per una posizione comune in vista del vertice.

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