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Eni: sale il dividendo, calano gli utili

Il Ceo Descalzi ha confermato l’acconto da 0,43 euro, su una previsione di dividendo annuo di 0,86 euro – Al netto dell’acquisto di riserve in Alaska e in Algeria, gli investimenti hanno raggiunto i 3,8 miliardi nei sei mesi

Eni: sale il dividendo, calano gli utili

“Intendo confermare al Cda del 19 settembre la proposta di un acconto dividendo di 0,43 euro per azione”. Lo ha annunciato l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, nel comunicato sui risultati semestrali del gruppo. 

Eni precisa quindi che la proposta di acconto di dividendo 2019 di 0,43 euro per azione è a valere sulla previsione di dividendo annuo di 0,86 per azione. L’anno scorso l’acconto deliberato fu di 0,42 euro per azione, a valere sul dividendo annuo di 0,83 euro per azione.

Per quanto riguarda i conti, Eni archivia i primi sei mesi del 2019 con un utile netto pari a 1,52 miliardi di euro, in calo del 31% su base annua. La flessione si riduce all’11% per il dato adjusted, che si attesta a 1,55 miliardi, e al 6% per l’utile operativo adjusted, a 4,63 miliardi. Il gruppo fa sapere che l’andamento negativo dei profitti è dovuto essenzialmente al deterioramento dello scenario.

Se si restringe lo sguardo soltanto al secondo trimestre, l’utile netto evidenzia una flessione su anno del 27%, a 0,42 miliardi, mentre il dato adjusted del 24%, a 0,56 miliardi, escludendo gli effetti Ifrs 16. L’utile operativo adjusted scende invece dell’11%, a 2,28 miliardi. Escludendo per omogeneità il risultato di Eni Norge del 2018 e al netto dell’effetto scenario e di Ifrs 16, la variazione si ridetermina in +9% (+7% nel semestre).

I ricavi sono migliorati nel semestre del 3% rispetto allo stesso periodo del 2018 a 36,98 miliardi di euro e la produzione di idrocarburi è stata pari a 1,83 milioni di boe al giorno nel trimestre e nel semestre, sostanzialmente invariata al netto del portafoglio. 

Positiva la generazione di cassa operativa: +27% nel semestre, a 6,61 miliardi, e +49% nel trimestre, a 4,52 miliardi. Tuttavia, il dato è condizionato dal pagamento straordinario di 330 milioni legato alla definizione di un arbitrato.

Nei sei mesi, gli investimenti netti hanno raggiunto quota 3,79 miliardi, al netto dell’acquisto di riserve in Alaska e in Algeria.

Per quanto riguarda il debito netto, escludendo l’applicazione dell’Ifrs 16 il dato si attesta a 7,87 miliardi al 30 giugno, il 5% in meno rispetto al 31 dicembre 2018. Se si includono gli effetti dell’Ifrs 16, l’indebitamento sale a 13,59 miliardi.

A poco meno di un’ora dall’avvio degli scambi, il titolo in Borsa di Eni cede lo 0,9%, a 14,22 euro.

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