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Spread ai minimi ma le banche frenano la Borsa

Il differenziale Btp-Bund è ai minimi da maggio 2018. Nonostante lo slancio degli industriali, Piazza Affari chiude invariata zavorrata da banche, lusso e petrolio – Amplifon e Recordati i titoli migliori – Timido rialzo per le Borse europee che non si curano del PIL cinese – Boom di Risanamento, corre Astaldi –

Spread ai minimi ma le banche frenano la Borsa

Lo spread in calo, a quota 190 punti base, non basta alle banche che oggi frenano Piazza Affari, -0,02%, 22.178 punti e la confinano in fondo ai listini europei. Fanno meglio infatti Francoforte +0,5%, Parigi +0,1%, Madrid +0,3% e Londra +0,33%, mentre Wall Street, dopo un’altra partenza record, oscilla ora sulla linea di galleggiamento. È piatta Citigroup, che ha dato il via alla stagione delle trimestrali con utili e ricavi migliori del previsto. Sono in rialzo invece i prezzi dei Treasury, dopo una settimana in retromarcia. Gli investitori sembrano soffrire la frenata dell’economia cinese e si orientano così su asset considerati più sicuri. Il pil del celeste impero è infatti cresciuto “solo” del 6,2% nel secondo trimestre dell’anno ed è il risultato il peggiore da 27 anni a questa parte. 

La calma sembra in ogni caso la nota dominante di questa giornata. L’euro dollaro si muove nella fascia in cui ha oscillato negli ultimi tempi, intorno a 1,125, in un equilibrio creato dall’attesa delle prossime riunioni delle banche centrali, Bce (25 luglio) e Fed (30 e 31 luglio) e della conferma di una loro politica più accomodante. L’oro è poco mosso in zona 1412,75 dollari l’oncia. Il petrolio tipo Brent scende dello 0,13%, a 66,63 dollari al barile. In questo panorama svetta il secondario italiano, dove il rendimento del Btp 10 anni scende all’1,65% e il differenziale con il decennale tedesco arretra del 3,85%, a 190 punti base, minimi da maggio 2018. Merito, in parte, della conferma del rating (BBB) e dell’outlook stabile da parte dell’agenzia canadese Dbrs. Buone notizie  sul fronte del debito con Bankitalia che ne certifica il calo a maggio a 2.364,7 miliardi, 8,7 miliardi in meno rispetto al mese precedente.

Nonostante ciò sulle banche quotate alla Borsa di Milano prevalgono le prese di beneficio. Le vendite penalizzano in particolare Banco Bpm -2,29%; Ubi -1,92%; Finecobank -1,77%; Unicredit -0,88%; Mediobanca -0,75%. Fuori dal paniere principale Mps cede il 5,58%, dopo aver ampiamente guadagnato nella scorsa ottava. 

Perdono quota anche i titoli petroliferi, con Saipem -1,41%; Tenaris -1,11%; Eni -0,77%. I titoli della moda sono impensieriti invece dalla frenata del PIL cinese: Moncler -1,27%; Ferragamo -0,75%. Gli acquisti premiano Amplifon, +2,9%, che in seduta tocca nuovamente i suoi massimi storici di fine giugno. Recordati, +2,08%, in scia all’annuncio dell’accordo con Novartis per acquistare i diritti su alcuni farmaci per combattere malattie rare. Salgono Buzzi +1,3%; Hera +1,14%; Azimut +1,14%. Rimbalzino per Cnh +0,89%.

Fuori dal listino principale Mediaset cede l’1,16%, benché il Tribunale di Roma abbia condannato il portale francese Dailymotion, di proprietà di Vivendi, a pagare un risarcimento di 5,5 milioni di euro al Biscione per aver pubblicato illecitamente alcuni video coperti dal diritto d’autore. In una nota Mediaset ricorda che si tratta della prima sentenza di una serie di sette cause in corso e che, secondo questi criteri economici, il risarcimento finale potrebbe superare 200 milioni di euro.  Fra i minori prosegue il balzo di Risanamento, +12,72%, sulla scia dell’aggiudicazione al tandem Milano-Cortina delle Olimpiadi invernali 2026. Bene Astaldi +5,42%, giù Salini -1,73%.

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