Condividi

Westminster, l’Isis rivendica l’attentato

Quaranta le persone rimaste ferite nel corso dell’attentato, sette in maniera grave – L’attentatore è Khalid Massood, un cittadino britannico, noto all’intelligence – Theresa May: “Attacco disgustoso” – Otto arresti e sei perquisizioni domiciliari sono state effettuate nella notte a Birmingham, dove secondo alcuni media l’obiettivo era la casa dell’assalitore, e nella capitale britannica.

Westminster, l’Isis rivendica l’attentato

Ieri, 22 marzo, primo anniversario della strage di Bruxelles, un attentato terroristico ha colpito Londra, causando morti e feriti.  L’Isis ha rivendicato l’attacco. Lo riferisce il sito Site che cita come fonte l’Amaq News Agency, organo di propaganda dello Stato islamico, che attribuisce l’attentato ad un “soldato del Califfato”. Si chiama Khalid Massood l’attentatore, come ha reso noto Scotland Yard. 

Poco prima delle 16 (ora italiana), in base alle ricostruzioni, l’assalitore ha prima investito i passanti su Westminster Bridge, affollato come sempre dai turisti. Successivamente, armato di coltello ha pugnalato un agente di guardia all’interno del Parlamento, tentando di fare irruzione al suo interno attraverso i cancelli del compound di Westminster.



Lavori sospesi alla Camera dei Comuni, mentre la premier britannica Theresa May, che si trovava all’interno quando è avvenuto l’attacco, è stata portata in un posto sicuro.

Quaranta persone sono rimaste ferite, sette delle quali in maniera molto grave. Tra i feriti, secondo quanto comunicato dall’ambasciatore italiano Pasquale Terraciano, una donna romana e una giovane di bologna già dimessa dall’ospedale. Una donna, caduta nel Tamigi, è stata recuperata dalle acque del fiume ed è ferita gravemente. Quattro i morti, tra cui l’assalitore stesso, un’insegnante spagnola di 43 anni, un uomo di 55 anni e un poliziotto. 

L’assalitore, di origini asiatiche, avrebbe agito da solo. È stato colpito e ucciso dalle guardie del corpo del ministro della Difesa britannico, Jimmy Fallon. In base a quanto affermato dalla Premier, Theresa May, che ieri ha parlato di “attacco disgustoso”, si tratta di un cittadino britannico era “già conosciuto dai servizi segreti britanni, l’MI5, ma era considerato un elemento marginale”.

L’attacco di ieri a Westminster è “legato in qualche forma al terrorismo islamico”, ha detto stamattina il ministro della Difesa Fallon, in un’intervista radiofonica alla Bbc. Gli investigatori, ha sottolineato, “hanno lavorato duro nella notte sul retroterra (dell’attentatore), oltre che per stabilire come si sia procurato l’automobile (con cui ha investito i passanti), dove la vettura sia stata negli ultimi 1-2 giorni e chi abbia potuto o non potuto aiutarlo”. L’attentatore dell’attacco di Londra “è stato ispirato dal terrorismo internazionale”. 

Otto arresti e sei perquisizioni domiciliari sono state effettuate nella notte a Birmingham, dove secondo alcuni media l’obiettivo era la casa dell’assalitore, e nella capitale britannica. “In questa fase non divulgheremo il nome del killer, che riteniamo abbia agito da solo. Non stiamo cercando altre persone per la strage di Westminster, quindi non ci aspettiamo ulteriori minacce” ha dichiarato il capo dell’Antiterrorismo Mark Rowley per il momento non vuole rilasciare altri dettagli sull’indagine.

Commenta