Condividi

Wall Street e le prese di beneficio spingono la Borsa al ribasso

Wall Street in rosso contagia anche le Borse europee ma a Piazza Affari e sugli altri listini è arrivata l’ora dei realizzi dopo la corsa di aprile – Bruschi ribassi di Ferrari e Fca, Moncler e qualche banca – Si salvano Buzzi, Brembo, Terna, Banca Generali e Stm- La guerra dei dazi mette ansia ai mercati.

Wall Street e le prese di beneficio spingono la Borsa al ribasso

Il cattivo umore di Wall Street contagia nel pomeriggio le Borse Europee che, dopo una mattina in lieve ribasso, chiudono in rosso. Piazza Affari perde lo 0,83%, ma resta sopra la soglia psicologica dei 24mila punti, fermandosi a 24.064. Il titolo peggiore è Moncler, -3,95%, su cui prevalgono le prese di beneficio, dopo i molti guadagni da inizio anno. Il titolo sconta la retrocessione di Jefferies, a “hold” da “buy”, perché è “il momento di una pausa”, dopo i progressi degli ultimi mesi. Piatta Ferrari, -0,09%, nel giorno della trimestrale record. Andamento simile per il Dax di Francoforte, -0,88%; Parigi -0,5%; Madrid -0,5%; Londra -0,54%.

Gli indici di New York, dopo un’apertura debole, procedono ancora peggio, innervositi da una serie di trimestrali sotto le attese, dalle preoccupazioni per una Federal Reserve potenzialmente più aggressiva nell’alzare i tassi e per le tensioni commerciali tra Usa e Cina. L’indice delle 30 blue chip scende sotto la sua media mobile a 200 giorni per la prima volta dal 2 aprile. Stesso destino per l’indice benchmark mentre quello tecnologico resta al di sopra di quella media. Fra i titoli peggiori, Tesla, all’indomani di una call giudicata senza precedenti, visto che il Ceo si è rifiutato di fare chiarezza sulle esigenze finanziarie del gruppo. In netto calo  Aig, dopo aver annunciato utili trimestrali peggiori delle attese. Male Caterpillar e Boeing.

Il cambio euro dollaro è poco mosso, con la moneta unica che resta sotto quota 1,2. Fra le materie prime il petrolio arretra moderatamente, ancora in scia ai deludenti dati sulle scorte americane di ieri; Brent -0,35%, 73,1 dollari al barile. L’oro si apprezza e sale a 35,29 euro al grammo, +0,56%.

Sul fronte macro, l’inflazione dell’Eurozona cresce sotto le attese, mentre accelerano i prezzi alla produzione del mese di marzo. Le previsioni di primavera della Commissione Europea confermano la fase economica espansiva, anche se mettono in guardia dai rischi all’orizzonte. L’Italia resta sorvegliato speciale, anche perché, per ora, nel 2018, non ha fatto compiti a casa. Dopo “l’accelerazione” della crescita nel 2017, l’economia “continuerà a crescere allo stesso passo dell’1,5% quest’anno, sostenuta largamente dalla domanda interna”. Ma con i “venti di coda in calo e l’output gap che si chiude, la crescita del pil verrà moderata a 1,2% nel 2019”.

Il rendimento del Btp 10 anni oggi risulta in ogni caso in calo, all’1,74%, come per gli altri governativi della zona euro. Lo spread con il Bund si allarga a 121.10 punti base, +1,85%. Restano le incognite politiche, mentre il presidente della Repubblica Sergio Mattarella terrà nuove consultazioni nella giornata di lunedì per verificare, a nove settimane dal voto del 4 marzo, se esistono prospettive per una maggioranza di governo, dopo i fallimenti dei tentativi condotti con due mandati esplorativi.

Sul Ftse Mib in ribasso Fiat, -2,32%, con un calo delle immatricolazioni in Italia nel mese di aprile (-2,1% contro il +6,5% del mercato). Seduta negativa per le banche a partire da Ubi, -2,36%. Prysmian -2%; Exor -1,97%. Fra i titoli sotto i riflettori, Ferrari, chiude quasi piatta nel giorno di una nuova trimestrale record (utile netto +19,4% a 149 milioni di euro). Telecom, -0,02%, alla finestra alla vigilia della fatidica assemblea sul rinnovo del consiglio che vede contrapposti Vivendi e Fondo Elliott.

Le big cap migliori sono Buzzi, +1,17%; Terna +0,42%; Banca Generali +0,15%; Stm +0,11%; Ynap +0,08%. Fuori dal paniere principale Salini Impregilo lascia sul terreno l’8,47% dopo il rally dei giorni scorsi.

Commenta