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Wall Street affonda le Borse: crollano lusso e auto

L’avvio in netto ribasso della Borsa americana e l’andamento dei T-bond mettono in difficoltà le Borse europee e Piazza Affari perde l’1,71% – Lusso e auto sotto tiro e Moncler, Ferrari e Fca ne fanno le spese – Male anche Stm – Tassi Bot ai massimi da 5 anni.

Wall Street affonda le Borse: crollano lusso e auto

Pioggia di vendite oggi sui mercati, con i listini europei che chiudono in profondo rosso accelerando al ribasso dopo l’apertura negativa di Wall Street. Piazza Affari perde l‘1,71% e scende a 19.719 punti, travolta da una fuga dal lusso che porta Moncler a perdere il 10,85%. “Beni di lusso: non più di moda” è il titolo di un report di Morgan Stanley che teme un rallentamento della domanda cinese, taglia la raccomandazione sul settore a “underweight” e scatena questa valanga di vendite che coinvolge anche Cucinelli -9,45%, Tod’s -2,17%; Ferragamo -4,24%. A Parigi va a picco Lvmh -7,14%, dopo gli ottimi conti trimestrali, ma anche dopo aver confermato che la domanda cinese è in calo. Il listino francese lascia sul campo il 2,11%. Pesante il bilancio anche per Francoforte -2,19%, Madrid-1,09%. Londra -1,27%.

Wall Street intanto viaggia ampiamente in ribasso, con perdite superiori ai 2% percentuali sul Nasdaq e i tecnologici a terra. Male il lusso con Tiffany e Estee Lauder. Pesa sull’azionario il rally dei rendimenti dei titoli di Stato. Si fanno sentire le tensioni con la Cina e le preoccupazioni del Fondo monetario internazionale sulla tenuta dei mercati emergenti.

Come se non bastasse perde quota il petrolio: Brent -1,77%, 83,04 dollari al barile; Wti -1,66%, 72,85 dollari al barile. Fiacco l’oro in area 1189 dollari l’oncia. Il dollaro s’indebolisce e il cambio con l’euro viaggia intorno a 1,153. In questo panorama sconnesso, respira la carta italiana: il rendimento del Btp 10 anni scende al 3,51% e lo spread con il Bund si porta a 295.90 punti base, -2,79%.

La situazione resta molto volatile però e la tempesta di dichiarazioni sulla manovra da parte di esponenti diversi del governo non fa che innervosire i mercati. Nonostante quanto si sta facendo sia “come giocare d’azzardo con la salute economica e fiscale di lungo termine dell’Italia”. Per usare le parole di Mark Zandi, capo economista di Moody’s Analytics, la maggioranza giallo-verde resta convinta delle scelte messe in campo e per il 2019 prevede interventi per 36,7 miliardi, che dovrebbero aiutare il pil a salire di un ulteriore 0,6% dallo 0,9% fin qui stimato. 

Finanziare il debito però costa di più: sul primario il rendimento del Bot a un anno vola ai massimi dal 2013. Nell’asta odierna il Tesoro ha assegnato il target massimo previsto di 6 miliardi di euro, ma con rendimento più che raddoppiato allo 0,949% dallo 0,436% del collocamento di settembre. E gli oneri sono destinati a crescere. Domani è in agenda un collocamento di BTp per massimi 6,5 miliardi di euro e i rendimenti, secondo fonti di mercato interpellate da Radiocor, sono attesi in netto rialzo: in area 2,30% per il BTp benchamrk a 3 anni (dall’1,25% dell’asta di settembre) e in area 3,20% per il BTp a 7 anni (al 2,55% nell’asta di settembre). Già nel solo mese di settembre il Tesoro ha registrato una crescita della spesa per interessi pari a circa 400 milioni di euro. I titoli di Stato in pancia alle banche italiane intanto risultano in calo in agosto (dopo sette mesi di rialzi): 364 miliardi di euro contro i 373 miliardi di luglio. 

Tornando in Piazza Affari le vendite colpiscono pesantemente anche l’automotive: Ferrari -8,14%;; Brembo -5,86%; Pirelli -5,98%; Fiat -5,55%. Sul fronte acquisti: il titolo migliore è Bper +2,18%, dopo lo scivolone di ieri. Le banche nel complesso sono moderatamente positive con la vistosa eccezione, fra le mid cap, di Banca Carige -5,77%. Sale Atlantia,+1,72%, più vicina, con Acs, a ottenere il via libera del governo spagnolo all’acquisto di Abertis. Intanto una nuova batosta si abbatte sulla controllata Aspi, con il pm di Avellino che chiede 10 anni per i vertici a seguito dell’incidente del bus precipitato dal viadotto Acqualonga nel 2013. Bene Telecom +1,33%; Unipolsai +1,25%; Unipol +1,24%. Fuori dal listino principale, s’inabissa nuovamente Astaldi -16,94%.

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