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Wall Street a caccia di tre record storici ma la ripresa che non c’è frena Piazza Affari

La cicogna fa volare la Borsa di Hong Kong ma stamani Piazza Affari inizia con il piede sbagliato – Fuochi d’artificio al salone aeronautico di Dubai: pieno di ordini per Boeing e Airbus – Wall Steet a caccia di nuovi record – Milano paga i difficili conti delle società – Oggi 4 società staccano il dividendo – Ki Group (controllata da Bioera) debutta all’Aim

Wall Street a caccia di tre record storici ma la ripresa che non c’è frena Piazza Affari

LA CICOGNA FA VOLARE LA BORSA DI HONG KONG +2,6%
I CONTI SOCIETARI FRENANO LA CORSA DI PIAZZA AFFARI

Viva la cicogna. Stamane ad Hong Kong il produttore di latte in polvere Yashili avanza del 12 %, davanti a Goodbaby +6% alimenti per l’infanzia. E’ la reazione dei listini alla notizia, ufficiale da venerdì, che la Cina si accinge a cancellare il vincolo del figlio unico. Non è la sola conseguenza della pubblicazione delle 60 direttive emerse dal Plenum del Pcc: dopo la delusione iniziale, i mercati hanno preso atto che Xi Jingping fa sul serio. Ad Hong Kong l’indice H, che comprende le società della Repubblica Popolare, avanza del 3,9%. L’indice Hang Seng avanza del 2,6%%, positiva anche Shanghai +0,9%.

L’altra notizia positiva dall’economia globale arriva da Dubai: nel primo giorno del salone aeronautico Boeing ha piazzato ordini per 100,5 miliardi di dollari. Airbus segue a prenotazioni con prenotazioni in crescita del 20% per l’A-380, cui hanno rinunciato, dati i costi, le compagnie occidentali (unica eccezione Lufthansa) ma si è potuta consolare con gli acquisti da parte di Eitihad. La compagnia di Abu Dhabi ha annunciato anche l’acquisto della compagnia svizzera a medio raggio Darwin, attiva anche sulle rotte italiane.

WALL STREET A CACCIA DI TRE RECORD STORICI

Proseguirà la corsa di Wall Street? Sì, secondo JP Morgan. Thomas Lee, strategist della banca Usa, dopo aver preso atto che l’indice S&P ( +26% nel 2013) ha già superato l’obiettivo fissato per l’anno in corso, ha corretto le previsioni verso l’alto: il nuovo massimo è fissato a quota 1825, per price earning di 16 volte, superiore alla media degli ultimi cinque anni (14,6 volte).

L’esordio di Janet Yellen ha ridato fiato ai listini azionari, sia in Usa che in Giappone come nell’Europa “core”. Al contrario, l giudizio negativo di Bruxelles sui budget di Italia (e Spagna) ha interrotto, per il momento, il flusso di capitali verso l’Europa “periferica.

Il risultato, in sintesi, è:

Nuovi record storici a Wall Street. L’indice Dow Jones +1,64% è ad un passo dalla soglia dei 16 mila punti (15.849). L’S&P 500 +2,36% già sfiota la barriera dei 1.800 punti ( quota 1.788).

– Anche il Nasdaq a quota 3.985 rivede le vette del Duemila. Il listino di Time Square si è preso una rivincita sul Nyse: la compagnia nata dalla fusione tra American Airlines e Us Airways ha scelto il listini tecnologico, al contrario di Twitter che ha preferito la “vecchia” Wall Street.

– Intanto l’indice Msci World avanza dello 0,98%.

– E anche il Nikkei +1,9% è sopra quota 15 mila come non accadeva da maggio.

Francoforte (+1%) celebra nuovi record storici per la seconda settimana consecutiva.

A Piazza Affari l’indice FtseMib ha chiuso la seconda settimana consecutiva negativa con una perdita complessiva dell’1,5%, fortemente condizionata dalla discesa dei titoli bancari.

Milano è stato il listino peggiore della zona euro, considerando che Madrid, l’altra piazza periferica, ha ceduto complessivamente lo 0,6%.

CORPORATE ITALIA, PREVALE IL SEGNO MENO

La ripresa che non c’è si fa sentire sui conti di Piazza Affari. Il dato che emerge dai conti dei primi nove mesi segnala un fatturato complessivo che si è attestato a 415 miliardi contro 432 del 2012, con un calo del 3,9%.

Stessa tendenza per ebitda; sceso da 78,1 a 70.4 miliardi, con un calo del 9,9% nel giro di un anno. Anche il risultato operativo netto è in flessione, cos’ come gli utili netti 18,1 a 14,3 miliardi, con un calo del 21% circa. Pesa in questo caso la svalutzione dell’avviamento di Telecom Italia.

Stessa valutazione per le banche. Il campione delle prime 12 banche che hanno già consegnato i numeri del terzo trimestre registra un utile complessivo di 158 milioni contro 2,146 milioni di un anno fa. In questo caso pesa il taglio pesantissimo (1,3 miliardi) ai conti Carige.

Oggi staccano l’acconto dividendo: Mediolanum (0,1 euro; acconto).- Tenaris (0,13 dollari; acconto).- Terna (0,07 euro; acconto). – Recordati (0,22 euro; acconto).

Fa il suo esordio all’Aim Ki Group controllata di Bioera.

Riflettori accesi su Snai: la società ha chiuso il contenzioso relativo alla rete new slot integrando con un pagamento di 21,8 milioni quello già effettuato ad inizio mese (43,8 milioni).

Baxter International e Cell Therapeutics (+18% venerdì) hanno stipulato un accordo di licenza esclusiva su scala mondiale per lo sviluppo e la commercializzazione di pacritinib, attivo contro mutazioni genetiche correlate con l’insorgere di mielofibrosi e leucemia. Baxter effettuerà un pagamento anticipato di 60 milioni di dollari, somma che comprende un investimento azionario nella società quotata a Piazza Affari, pari a 30 milioni di dollari.

ANSALDO STS ALLA RIBALTA. SOFFRE MEDIASET

In testa alla classifica World Duty Free +8% cui ha giovato, oltre alla buona trimestrali, la conquista della licenza all’aeroporto di Helsinki.

Segue Ansaldo STS, che ha chiuso la settimana sui nuovi massimi dall’aprile 2010 a 8,17 euro, sull’onda di una prossima cessione d parte di Finmeccanica+2,5%.

Le trimestrali positive hanno dato slancio a Fondiaria Sai+3,7% e Salvatore Ferragamo.

La maglia nera della settimana spetta a Mediaset -11%.

Settimana negativa per le banche, vendute dopo le trimestrali : Banco Popolare -9% , Unicredit -5,5%, Pop Milano -5%, Banca Intesa -4%.

Azimut – 4.7% è stata penalizzata dall’emissione di 250 milioni di euro di obbligazioni subordinate convertibili.

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