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Usa, primo sì alla riforma fiscale. Carige fa tremare le banche

L’approvazione della riforma fiscale alla Camera Usa spinge Tokyo al rialzo, ma il russiagate preme sul dollaro. Wall Street riparte grazie anche alle trimestrali Wal-Mart e Cisco. Giù il petrolio: la Norvegia elimina l’oil&gas dal Fondo sovrano – In Italia se le banche soffrono, risalgono Mediaset e Telecom Italia. Bene Fca. Tra le medium caps brillano i lazer di El.En

Usa, primo sì alla riforma fiscale. Carige fa tremare le banche

La Camera degli Stati Uniti ha approvato un’ampia riforma fiscale, che dà una spinta in avanti al piano dei repubblicani di tagliare le tasse alle imprese e ai lavoratori per 1.500 miliardi di dollari. La Camera ha approvato la riforma con 227 voti a favore e 205 contrari, con tutti i democratici e 13 repubblicani che si sono opposti. Se approvata anche dal Senato, che sta però lavorando ad un’altra bozza, si tratterebbe della prima grande conquista dell’amministrazione Trump. Ma quante chance ha di arrivare al traguardo? In aiuto di Trump sono venute le recenti batoste repubblicane in Virginia e New Jersey oltre alla prospettiva di un disastro in Alabama di Roy Moore, il candidato di estrema destra coinvolto in uno scandalo sessuale. Di fronte al rischio di un’emorragia di consensi, il partito potrebbe ricompattarsi su un testo condiviso, che potrebbe arrivare già entro Natale sul tavolo di Trump, che lo approverà. 
 
AVANZA TOKYO. IL RUSSIAGATE PREME SUL DOLLARO 

Il via libera alla riforma ha dato una spinta ai listini asiatici che però si è affievolita nel corso della seduta. Hanno pesato sul dollaro le anticipazioni del Wall Street Journal sugli sviluppi del Russiagate: la commissione Mueller ha individuato nuove prove sulla connection tra il clan di Trump e Mosca.
 
Tokyo si avvia a chiudere la seduta in rialzo parecchio più in basso dei livelli di stanotte: l’indice Nikkei sale dello 0,3%, aveva aperto con guadagni superiori all’1%. La settimana si chiude con un calo dell’1,2%. 

L’indice Hang Seng della Borsa di Hong Kong è in rialzo dello 0,8%, trainata dai tecnologici. Sulla parità l’indice CSI300 dei listini di Shanghai e Shenzen, sostenuti dalla forte iniezione di liquidità (47 miliardi di dollari) da parte della banca centrale. Lieve rialzo per le piazze azionarie della Corea del Sud e dell’Australia. Molto più forte il movimento rialzista dell’India: indice BSE Sensex +1%.  
 
 
WAL-MART E CISCO DANNO LA CARICA A WALL STREET 

Le Borse Usa, oltre al propellente della riforma fiscale, hanno potuto contare sui buoni risultati di alcuni colossi, da Wal-Mart a Cisco. S&P 500 e Dow Jones sono saliti dello 0,8%, +1,3% il Nasdaq.  
Formidabile il balzo di Wal-Mart +11% dopo la pubblicazione de conti dai cui emergono i forti progressi nel commercio on line in aperta sfida ad Amazon.  
Cisco +5,2% è tornata sui livelli del febbraio 2001, in piena bolla Internet, grazie al boom delle nuove attività, a partire dalla sicurezza. 
Ancora in fermento in settore media. Vola Time +37% sull’oda dell’interesse dei fratelli Koch, i padrini della destra repubblicana in contrasto con Trump. Verizon e Comcast si sono fatte avanti per acquistare parti di 21° Century Fox in concorrenza con Walt Disney. 

LA NORVEGIA ELIMINA I PETROLIFERI DAL FONDO 
 
Il petrolio Brent è scambiato stamattina a 61,2 dollari il barile, in calo dello 0,3%, dal -0,8% di ieri sera, che è stato il quinto giorno consecutivo di ribasso. Ieri, parlando con i giornalisti a margine di un convegno sul cambiamento del clima tenutosi a Bonn, il ministro dell’energia dell’Arabia Saudita, Khalid Al Falih, ha esortato l’Opec ed i suoi alleati a estendere fino alla fine del 2018 il patto sulla produzione in scadenza a marzo.?  
 
Pesa sui prezzi anche la notizia che il fondo sovrano norvegese ha deciso di togliere i titoli Oil & Gas dall’indice di riferimento.  Lo Stoxx europeo oil & gas è l‘unico con il segno meno tra i vari settori (-0,4%). A Milano Eni ha ceduto circa un punto percentuale. Saipem – 0,29%. Tenaris -1,08%.

MADRID GUIDA IL RIMBALZO DELL’EUROPA 
  
Dopo la lunga striscia di ribassi l’Europa ha ripreso la strada della salita. Ma Piazza Affari non ha potuto concedersi più di un rimbalzino. 
A Milano, infatti, l’indice Ftse Mib è salito solo dello 0,22% a 22.206 punti. 
La Borsa migliore è Madrid +0.75%, che pure ha dimezzato il rialzo della mattinata. Il listino è reduce da dieci ribassi consecutivi. L’economia, nonostante l’effetto Catalogna, continua a sfornare dati incoraggianti: i prezzi delle?case in ottobre sono cresciuti del 9,7% su base annua, in accelerazione rispetto all’inizio dell’anno (+7,9%?a gennaio), ma in leggero rallentamento rispetto a settembre?(+9,8%).? 
Segno più per gli altri mercati: Parigi +0,66%; Francoforte +0,55%; Londra +0,19%.
 
BTP ITALIA RACCOGLIE 7,1 MILIARDI 
 
?Chiusura nel segno della debolezza per il secondario italiano, che ha cominciato a risentire delle massicce offerte della settimana sul primario. Un riflesso rallentato dall‘effetto dell‘upgrade di S&P, dalla politica accomodante della Bce e da buone cifre macroeconomiche. 
Archiviate le aste di metà mese, il Tesoro ha collocato ieri 3,35 miliardi di euro del Btp Italia presso gli istituzionali. Considerando i 3,757 miliardi sottoscritti dal retail, il titolo è stato assegnato per complessivi 7,107 miliardi di euro. 
Il differenziale di rendimento Italia-Germania ha toccato ieri i 148 punti base, massimi dallo scorso 31 ottobre, mentre il rendimento del decennale benchmark è arrivato a rendere 1,856%. 

ROULETTE RUSSA TRA BANCHE E MALACALZA SU CARIGE 

E’ esploso il caso Carige, sospesa ieri per tutta la seduta dopo la notizia che il consorzio bancario (Crédit Suisse, Deutsche Bank, Barclays) si era tirato indietro in assenza di un impegno formale dei grandi azionisti, cioè Malacalza, Gabriele Volpi e Aldo Spinelli. Una doccia fredda che ha condizionato il listino bancario nella prima parte della seduta. In realtà Vittorio Malacalza ha restituito al mittente le accuse: “Nelle ultime 48 ore – recita una nota – si sono succedute posizioni contraddittorie del consorzio delle banche… ?Nonostante lo sconcertante contesto della vicenda, Malacalza Investimenti intende confermare ancora la propria attitudine di sostegno, nell’interesse della banca, del territorio e dell’azionariato tutto”. 
 
PRECIPITA CREVAL, ANCORA VENDITE SU MPS

Il sistema bancario rischia così un altro collasso. Il Tesoro, in via precauzionale, ha già messo in preallarme l’eventuale piano B (che richiede l’autorizzazione di Bruxelles). A farne le spese per ora è l’altro (l’ennesimo) focolare di crisi:  Creval -19,1%?al nuovo minimo storico: anche la banca valtellinese è alle prese con un importante aumento di capitale.?Ma la crisi ha investito anche Banca Popolare di Sondrio -4,25%.
 
Vendite massicce sulle altre banche.?Bper Banca-3%,?Banco Bpm? -2,8%,?Banca Monte Paschi -3,7% 
Standard&Poor’s ha classificato il settore bancario italiano con un rating BBB e un outlook stabile. A favore degli istituti di credito italiano, ha spiegato l’agenzia di rating, giocano un’economia orientata all’export, lo scarso indebitamento dei proprietari immobiliari e un’ampia e stabile base di raccolta retail; fra gli elementi negativi, invece, spiccano l’alta esposizione di crediti non performanti per “almeno” i prossimi due anni. 
 
MOODY’S PROMUOVE STM, RIPARTE FCA 
 
Al di là del problema delle banche, la giornata di Piazza Affari è stata caratterizzata dal recupero delle società del risparmio gestito (Banca Mediolanum +1,1%) dell’industria (con l’eccezione di Leonardo -3%) e dell’automotive. 
In particolare:? 

Stm+2%. Moody’s ha aggiornato il rating sulla jv italo-francese?da Ba1 a Baa3, ma l’outlook è stato rivisto da positivo a stabile. Secondo l’agenzia americana la crescita dei ricavi a doppia cifra avviata nel secondo trimestre 201 continuerà anche nel 2018. L’outlook stabile riflette anche l’assunto che Stm manterrà il rapporto debito/Ebitda nel range tra 1 e 2 e un rapporto cash/debito vicino al 90%. Bene Prysmian +2,7% e Buzzi +3.01%. 

Fiat Chrysler?+1,8%. Le immatricolazioni di auto nell’Unione Europea a ottobre hanno registrato un aumento, anche se solo a una cifra: +5,9%. Fiat Chrysler si è limitata a un +1,5% a 76.292 veicoli con una quota di mercato scesa al 6,3%. Ha pesato il marchio Fiat. Ma nei primi 10 mesi le vendite del gruppo sono cresciute del 7,6%, il doppio di quelle del mercato europeo. Banca Imi conferma add. Ferrari?+1,7%.?
 
MEDIOBANCA PROMUOVE MEDIASET, BENE TELECOM 

Nel lusso rimbalza Ferragamo?+2,2% a 21,40 euro,?dopo il pesante -4% della vigilia che ha?spinto la quotazione sui nuovi minimi dell’anno a 20,46 euro. La società ha chiuso il terzo trimestre con risultati inferiori alle aspettative del consensus e tutti?i broker?sono corsi?ai ripari tagliando target/raccomandazione. Il consenso aggiornato vede soltanto 5 raccomandazioni di acquisto su un totale di 27 pareri raccolti da Bloomberg. Il target price medio si è ridotto a 23 euro. 
 
 Avanza?Mediaset +2,16%:  Mediobanca ?Securities ha confermato la raccomandazione outperform e il prezzo obiettivo a 3,76 euro. 
Positiva anche Telecom Italia +1,2%. La società, ha detto l’ad Amos Genish, vuole mantenere il controllo della propria rete fissa ma non ha bisogno di possederne il 100%. “Vogliamo controllare la rete, non c’è necessità che ne possediamo il 100%”. Parlando alla conferenza annuale di Morgan Stanley su tech, media e telecom. Genish ha aggiunto: “Non vogliamo che nessuno ci costringa a farlo, vogliamo farlo alle nostre condizioni quando riterremo veramente che ce ne sia bisogno”. 
Vivendi ha chiuso il terzo trimestre con un Ebitda di 293 milioni di euro, in crescita del 5,7%, su ricavi in crescita del 19% a 3,184 miliardi. 

BRILLANO I LASER DI EL.EN 

Tra le medium/ small caps: 
Parziale riscossa di Astaldi +7,13% dopo i tacolli dei giorni precedenti. 
L’aumento di capitale del Sole 24 Ore si è chiuso con adesioni pari al 91,01%, per un controvalore di 45,49 milioni.  
Ottima performance di El.en +7,4% 7,4% a 25,4 euro) che prosegue la buona performance della vigilia. Gli analisti di una primaria casa d’affari hanno alzato a outperform il giudizio sul titolo, con prezzo obiettivo a 29 euro. Alla vigilia Banca Akros aveva migliorato da neutral a buy il rating sull’azione, con target price a 28 euro. 
Tra le small cap si segnala da una parte il calo superiore all‘8% di Acotel, dall‘altra il balzo di oltre il 10% di Tiscali.

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