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Usa e Germania, duello al G20 e il dollaro scende

Il summit internazionale di Baden Baden di questo fine settimana è il primo vero confronto tra gli Usa di Trump e la Germania a guida Merkel e i mercati attendono – Banche, assicurazioni e mid cap brillano a Piazza Affari

Usa e Germania, duello al G20 e il dollaro scende

Superato lo scoglio delle elezioni olandesi ed archiviato il modesto rialzo dei tassi Usa, il mercato finanziario guarda al G20 in terra tedesca del week end, primo vero confronto ufficiale tra l’America di Trump e gli altri. “È importante che nessun Paese manipoli la propria valuta” ha detto ieri il segretario al Tesoro Usa, Steven Mnuchin, al termine di un primo incontro con il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, aggiungendo che per gli Stati Uniti “un dollaro forte è positivo nel lungo termine”. Il collega tedesco ha annuito ma ha sottolineato che il surplus commerciale tedesco è il risultato dei “compiti fatti a casa” dalla Germania, non di manovre sui cambi, impossibili visto che il controllo della moneta riguarda la Bce, non le autorità di Berlino. Su questo tema ci sarà senz’altro battaglia al vertice di Baden Baden, importante per capire cosa resta della cooperazione tra i grandi, messa a rischio dalla retorica di Trump.

Nel frattempo le Borse si apprestano ad archiviare una settimana positiva, pur con qualche incertezza finale di Wall Street. Piazza Affari raccoglie i buoni frutti del lavoro svolto da Generali e Unicredit, in attesa del gran galà dello Star Conference della prossima settimana in cui, davanti ai gestori di tutto il mondo, sfileranno le Pmi di casa nostra con bilanci per lo più positivi, se non eccellenti. Purtroppo, come ha detto ieri il governatore Ignazio Visco, ad offuscare l’appeal del Bel Paese è la sfiducia dei partner, Germania in testa, provocata dall’incapacità dell’Italia “di fare i compiti per crescere di più e meglio. Al momento dell’entrata nell’euro – ha aggiunto Visco – fu preso l’impegno di ridurre il debito/Pil al 60%, mentre ora è al 130%”.

INDIA AI MASSIMI. SEGNA IL PASSO WALL STREET

In Asia, stamattina prosegue il rally della Borsa dell’India: l’indice BSE Sensex sale dello 0,3% e tocca i massimi dal marzo del 2015. Massimo degli ultimi 19 mesi anche per l’indice Hang Seng di Hong Kong: +0,3%. Shanghai perde lo 0,3%. Si avvia a chiudere in calo la Borsa del Giappone: Nikkei -0,3%.

Frena Wall Street, condizionata dalle vendite nel settore salute dopo che la riforma sanitaria voluta dal presidente Trump ha avuto il via libera dal Budget Committee della Camera. L’indice Dow Jones arretra dello 0,07%, S&P 500 -0,16%. Piatto il Nasdaq +0,01%.

Continua la frana di Snap, il social network sbarcato a Wall Street con una raccolta di 3,4 miliardi in sede di Ipo. Il titolo, da un massimo di 29 dollari, è precipitato ieri sotto quota 20 dollari (-4% a 19,92 dollari) mentre fioccano i sell degli analisti. Stabilisce invece il record assoluto Oracle (+6,2% a 46,99 dollari) sull’onda dei profitti segnati nel cloud computing del gigante del software.

RALLY DI ENI, DESCALZI: USCIRE DA SAIPEM? NON ORA

Contrastato l’andamento del petrolio. I prezzi hanno registrato un lieve ribasso (Wti a 48,75 dollari e Brent a 51,75) nonostante il calo del dollaro a causa dell’aumento delle scorte: nell’ultima settimana a Cushing, Oklahoma, le scorte di shale oil sono salite di due milioni di barili. L’Arabia Saudita ha fatto sapere che non intendere più limitare la sua produzione per compensare i mancati tagli degli altri Paesi produttori, con particolare riferimento alla Russia.

In grande evidenza a Piazza Affari Eni (+2,3%) nel giorno dell’Investor day. L’ad Claudio Descalzi ha detto che Il 2016 è stato “un anno eccezionale da un punto di vista dei risultati, abbiamo perso 50 mila barili di produzione, per eventi esterni, ma, nonostante questo, siamo riusciti a recuperare e a mantenere il budget. Non c’è più alcuna intenzione di cedere la chimica che sta funzionando bene. Siamo veramente molto fiduciosi”. Al contrario, ha detto Descalzi, “usciremo da Saipem? Probabilmente sì, ma non è questo il momento, da un punto di vista del mercato e per la nostra ottica”. La società dell’oil equipment è salita dell’1,1%. Tenaris +0,6%. Claudio Descalzi, ha detto che la società non è interessata a grandi acquisizioni. Le dimensioni attuali vanno bene.

VOLA PIAZZA AFFARI, OGGI CONCAMBIO DI BTP

Sospiro di sollievo sui mercati per la sconfitta dell’ euro-scettico Geert Wilders. Ma la lettera bomba alla sede parigina del Fondo Monetario ha congelato l’entusiasmo sui mercati del debito. Il Ftse Mib ha chiuso la seduta con un +1,7%, a 20.109 punti, portandosi così sopra la soglia dei 20 mila punti per la prima volta dal 13 gennaio. Anche gli altri indici europei hanno chiuso in rialzo, con il Cac40 che ha chiuso a +0,56%, il Ftse 100 in ripresa dello 0,64% e il Dax30 a + 0,61%. La più tonica è stata Madrid +1,82%.

A guidare il rialzo delle Borse europee sono stati i titoli delle società minerarie e delle Materie prime (Stoxx del settore +3,1%). Molto bene anche le Banche (+0,8%). La sfiducia esistente tra Italia e Germania sul fronte della gestione del debito pubblico è in questo momento è uno degli elementi di maggiore difficoltà della politica monetaria comune nella zona euro. Lo ha detto il governatore di Bankitalia Ignazio Visco, intervenendo a un convegno sul futuro dell’Europa organizzato dall’Ispi.”Quello che è fondamentale in questo momento è la mancanza di fiducia tra Paesi, in particolare tra noi e la Germania,” afferma Visco sottolineando l’incapacità dell’Italia “di fare i compiti per crescere di più e meglio. Al momento dell’entrata nell’euro fu preso l’impegno di ridurre il debito/Pil al 60%, mentre ora è al 130%”.

Chiusura negativa per il mercato obbligazionario italiano, in linea con gli altri governativi europei, a fronte dall’abbondante offerta di Francia e Spagna, cui si aggiungerà oggi il concambio annunciato dal Tesoro. Il tasso del decennale italiano è salito a 2,35% da 2,28% della chiusura, pur restando sotto il massimo da novembre 2014, appena oltre 2,40% toccato all’inizio delle settimana. È risalito a 191 punti base da 186 lo spread con l’analoga scadenza del Bund, dopo un minimo a 183 punti.

È durato poco il movimento rialzista d’inizio seduta, sulla spinta della sconfitta delle forze anti-Ue alle elezioni olandesi e del messaggio relativamente accomodante della Fed. La seduta di ieri è stata appesantita dall’emissione di nuova carta da parte di Madrid e Parigi. La prima ha collocato 4,8 miliardi su varie scadenze a medio-lungo termine. La seconda poco meno di 7 miliardi di Oat 2020 e 2022, oltre a due indicizzati. Debole, agli attuali livello di prezzo, la domanda per i Bonos spagnoli. Per quanto riguarda i Btp, la parte della curva maggiormente sotto pressione è stato il tratto 15 anni, ovvero i titoli con scadenza compresa tra 2033 e 2036, in vista dell’offerta fino a 2 miliardi del Btp agosto 2034 nel concambio di oggi.

GENERALI

Piazza Affari ha accolto con grande favore i conti 2016 di Generali (+3% a 14,62 euro). L’esercizio si è chiuso con un utile netto di 2,08 miliardi (+2,5%), sostanzialmente in linea con le attese degli analisti. Dividendo di 0,80 euro per azione (+11%). Il gruppo ha conferma i principali target finanziari previsti per il 2018, tra cui quello di un net operating cash cumulativo di oltre 7 miliardi, ma anticipa di un anno (al 2018 dal 2019) quello sui risparmi di costi operativi sui mercati maturi di 200 milioni dopo che nel 2016 per la prima volta i costi sono calati di circa 70 milioni. “Guardiamo al futuro con fiducia, come un gruppo indipendente, italiano a vocazione internazionale”, ha sottolineato il Ceo Philippe Donnet: il capitolo Intesa è chiuso.

Il rialzo dei tassi Usa avvantaggia i bancari, soprattutto italiani causa la maggiore volatilità, con l’indice settoriale a +1,6% dopo aver toccato i massimi da maggio 2016; lo Stoxx europeo di settore avanza dello +0,99%. Unicredit e Intesa segnano un aumento dell’1,6 e dello 0,99%. Sale di oltre il 4% Bpm Banca, in recupero dopo i recenti ribassi.

FCA HA VENDUTO L’1,17% DI CNH PER 144,3 MILIONI

Buon rialzo di Fiat Chrysler (+1,8%) che a febbraio ha registrato in Europa una crescita delle vendite del 9%, a fronte di una crescita del mercato del 2,1%. La quota di mercato di Fca sale al 7,9% dal 7,4% di febbraio 2016.

Fca è uscita completamente da Cnh. La società ha annunciato ieri di aver completato con successo il collocamento di 15.948.275 azioni ordinarie di Cnh Industrial pari all’1,17% del capitale ordinario. Il corrispettivo del collocamento e’ stato di 144,3 milioni di euro per un importo unitario di 9,05 euro. Fra gli altri titoli industriali, Prysmian +3,1%, StM +0,2%.

MONCLER, NUOVO RECORD. TREMA SAFILO

Andamento alterno nel settore lusso. Cade Safilo (-3,7%) dopo risultati ampiamente sotto le attese. La società ha comunicato ieri sera che il 2016 si è chiuso con 89 milioni di euro di margine lordo (Ebitda), circa 8 milioni di euro sotto le stime del consensus. La società degli occhiali ha spiegato nel comunicato che il bilancio è stato condizionato da una rettifica di valore pari a -150 milioni di euro. 

Al contrario Moncler (+0,6% in apertura) ha fatto segnare il nuovo record storico a 20,12 euro. Da inizio anno il guadagno si estende a +20%. Dopo i dati trimestrali, tra i 24 analisti censiti da Bloomberg è migliorato l’ottimismo: 22 consigliano di acquistare. Nessun consiglio di vendere. Il target medio è cresciuto a 21,88 euro da 19,60 euro pre-trimestrale.

Geox +3,5%: Banca Imi ha alzato la raccomandazione sul titolo da hold a add, con prezzo obiettivo che sale da 2,1 a 2,5 euro.

MAIRE, IREN, BANCA IFIS: MEDIUM CAP IN VOLO

Nel resto del listino spiccano alcuni lusinghieri conti d’esercizio. Sale in orbita Maire Tecnimont, miglior titolo di giornata con un balzo del 13% che amplia il progresso di 2 giorni fa (+6,8%). La quotazione torna su livelli che non vedeva dal settembre 2015. Barclays ha premiato i risultati alzando la raccomandazione a Overweight d Equal Weight, con un target price che sale a 3,80 euro da 3,10 euro. 

Banca IFIS ha chiuso sui nuovi massimi storici in rialzo del 3,5% 33,7 euro. La società ha comunicato i risultati del 2016 e approvato il piano strategico per il triennio 2017-2019. L’anno si è chiuso con un profitto di 687,9 milioni di euro, influenzato fortemente dall’operazione di acquisizione dell’ex gruppo Interbanca, che ha fruttato 623,6 milioni di euro di componenti non ricorrenti. 

Iren ha fatto segnare i massimi dal 2008 a 1,6930 euro dopo la comunicazione dei risultati 2016. La società multiutility ha chiuso il 2016 con una crescita del 47% dell’utile netto a 174 milioni di euro su ricavi pari a 3.283 milioni di euro (+6,1% rispetto al 2015). L’Ebitda è stato pari a 814,2 milioni di euro (+20,1%).

Acquisti anche su Piaggio (+3,8%), dopo l’aggiudicazione della gara indetta dall’amministrazione del Comune di Madrid per fornire nuovi veicoli destinati alla Polizia municipale.

Anche Salini Impregilo (+3,4%) ha festeggiato i conti: la società inoltre ha firmato un contratto da 435 milioni di dollari con Meydan Group LLC per la realizzazione del Meydan One Mall a Dubai negli Emirati Arabi Uniti.

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