All’inizio erano i dazi contro tutto e tutti e la deportazione dei migranti ma poi l’agenda del Presidente americano Donald Trump è andata via via peggiorando in politica interna come in politica estera. Gli attacchi alla democrazia liberale americana avevano già raggiunto l’apice prima con l’assalto a Capitol Hill del 2021 e poi con il controllo della Corte Suprema e del Parlamento e la guerra all’indipendenza della Fed, ma in questi giorni si sono intensificati con le nuove restrizioni ai giornalisti accreditati al Pentagono e con la giubilazione dei comici scomodi, da Stephen Colbert e Jimmy Kimmel fino al re dei talk show satirici in tv David Letterman, che avevano osato criticare il bullo della Casa Bianca. Ma il peggio di sè Trump lo sta dando in politica estera, sia sull’Ucraina che su Gaza. Da quando Trump ha steso il tappeto rosso a Putin ad Anchorage, lo zar del Cremlino, non per caso immortalato nei giorni scorsi in tuta mimetica, si è ritenuto libero di colpire Kiev (altro che tregua!) e lo sta facendo con una pioggia di droni e missili che moltiplicano giorno dopo giorno morti e feriti in Ucraina. Ma anche a Gaza Trump sta dando il peggio sè assecondando le follie criminali del premier israeliano Netanyahu che, per combattere i terroristi di Hamas, dimentica le regole basilari della civiltà e ha sulla coscienza la morte e la fame di migliaia e migliaia di civili e di bambini palestinesi, pregiudicando con il suo estremismo guerrafondaio le residue speranze di liberazione degli ostaggi. Non c’è alibi che tenga: altro che premio Nobel, Trump si sta meritando il titolo di peggior Presidente della storia del Stati Uniti. Subito giù dalla torre.
Trump sempre peggio? Ambiguo su Putin, complice di Netanyahu e ora la crociata contro i comici e i giornalisti critici
Il bavaglio alla stampa e la crociata contro i comici dissenzienti sono l’ultima nefandezza del Presidente Trump che in politica interna demolisce giorno dopo giorno i fondamenti della democrazia liberale – di cui è parte anche l’assalto alla indipendenza della Fed – e in politica estera avalla la devastazione di Gaza di Israele e l’inasprirsi della guerra di Putin in Ucraina e le minacce dello zar russo all’Europa