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MPS'nin belirleyici yönetim kurulu toplantısı 20 Ağustos Perşembe günü yapılacak. Lovaglio her şeyini ortaya koyuyor: Banco BPM ve Banca Generali için çifte devralma teklifi.

Secondo il Sole 24 Ore il ceo di Mps Luigi Lovaglio sarebbe pronto a presentare ai suoi litigiosi consiglieri una doppia alternativa per resistere all’opas di Intesa. Ma la strada per l’indipendenza e l’integrità di Siena è lastricata di ostacoli

MPS'nin belirleyici yönetim kurulu toplantısı 20 Ağustos Perşembe günü yapılacak. Lovaglio her şeyini ortaya koyuyor: Banco BPM ve Banca Generali için çifte devralma teklifi.

Başına il risiko bancario italiano le vacanze estive sono già finite. O forse non sono mai iniziate. La data da segnare in rosso è 10 Eylül Perşembe, giorno in cui l’assemblea di Intesa Sanpaolo si riunirà per approvare l’aumento di capitale a servizio dell’offerta pubblica d’acquisto e scambio da 30,6 miliardi lanciata lo scorso giugno. Entro la stessa data l’amministratore delegato di Mps Louis Lovaglio dovrà tirare fuori il coniglio dal cilindro e presentare ai suoi litigiosi consiglieri una o più alternative credibili a un’opas a cui è oggettivamente difficile resistere. Poi, nel caso in cui riuscisse a metterli d’accordo, più facile a dirsi che a farsi, dovrà passare le forche caudine dell’hissedarlar toplantısı. Non basta dunque un “miracolo”, ne servono addirittura due. Ma la storia dimostra che Lovaglio non è un uomo che si arrende facilmente e  – dopo il ritorno sorpresa alla guida della banca senese da cui era stato defenestrato pochi giorni prima – è bene non sottovalutarlo mai. Tant’è che mentre tutti a Siena continuano a parlare del Palio, a Rocca Salimbeni sarebbero ore frenetiche. E la costruzione delle tanto attese alternative sarebbe in corso d’opera.

ikinci güneş 24 saat, il numero uno del Monte starebbe infatti pensando al lancio di non una ma ben due ops. La prima su Bpm bankası che, tramontata definitivamente l’ipotesi di nozze tra pari, tornerebbe a interpretare il ruolo di preda del risiko bancario dopo l’offerta fallita di Unicredit. La seconda sarebbe invece su genel banka, la stessa banca che poco più di un anno fa Mediobanca aveva a sua volta cercato di conquistare per resistere all’offerta di Mps. Corsi e ricorsi storici. 

Mps: le mosse di Lovaglio per resistere a Intesa, giovedì il cda 

È convocato per domani, giovedì 20 agosto, il cda della banca senese nel corso del quale il banchiere potrebbe presentare ai consiglieri la doppia operazione. Nelle stesse ore è fissato l’incontro a Roma tra il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, la sindaca di Siena Nicoletta Fabi, il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e la presidente della provincia di Siena Agnese Carletti. Un appuntamento chiesto da tempo dagli enti locali dopo che nei giorni scorsi la premier Meloni ha auspicato l’istituto non venga smembrato.

Ma torniamo alla finanza. Il taban sottolinea che, quelle che Rocca Salimbeni potrebbe prendere, sarebbero “scelte molto rischiose”, che tra l’altro arriverebbero “alla vigilia della decisione della Procura di Milano sull’inchiesta Mps-Mediobanca”. Decisioni che non solo dovrebbero superare gli ostacoli previsti dalla passivity rule a cui Mps è soggetta dall’annuncio dell’Opas di Intesa, ma che dovrebbero affrontare anche ostacoli esterni. Su Banco Bpm, per esempio, ce n’è uno gigantesco. Ovvero Crédit Agricole, primo socio di Piazza Meda con una quota vicina al 30%, che si è già detta contraria alle nozze.

Il ruolo delle Generali

In questa doppia partita entra in gioco anche genel. A sua volta in un doppio ruolo: Il Leone detiene una partecipazione di controllo pari al 50,17% del capitale di Banca Generali, mentre il 13,2% della compagnia assicurativa è in mano a Mps attraverso Mediobanca. Lovaglio considererebbe questa quota un “jolly”, da “cedere in tutto o in parte” su cui “potrebbe scendere in campo la finanza francese”, scrive il quotidiano di via Monte Rosa. Difficile però pensare, soprattutto dopo le barricate sull’operazione Natixis, che il governo consenta ad attori stranieri di mettere le mani sul risparmio degli italiani, per utilizzare gli stessi termini usati allora tra Palazzo Chigi e via XX Settembre. Ed è per questo che in molti rivolgono lo sguardo verso l’ufficio di Andrea Orcel in piazza Gae Aulenti, che ha già in mano circa il 10% delle Generali. Anche in questo caso però la strada è in salita, considerando le cifre in gioco e l’impegno di Unicredit su Commerzbank in Germania.

La reazione della Borsa e i dubbi degli analisti

Nel frattempo, a Piazza Affari la reazione degli investitori è cauta, con M / sn ve İtilaf che restano sostanzialmente allineate ai termini dell’Opas. Il titolo della banca senese cede lo 0,37%, mentre le azioni genel banka guadagnano quasi il 2% e quelle Bpm bankası salgono dello 0,6%. Stabile (-0,1%) intesa, con il ceo Carlo Messina che aspetta di vedere quali saranno le mosse del rivale.

Scettici gli analisti. “A nostro avviso, le alternative strategiche ipotizzate presentano un livello di complessità e rischio di esecuzione significativamente superiore rispetto all’offerta di Intesa”, commentano gli analisti di Equita. In particolare, Mps “si troverebbe a gestire parallelamente il completamento dell’integrazione di Mediobanca e ulteriori operazioni di ampia scala, aumentando sensibilmente l’execution risk rispetto a quello associato all’offerta di Intesa”, a maggior ragione dato che “il successo delle operazioni sarebbe subordinato al coinvolgimento e al consenso di soggetti chiave, tra cui Crédit Agricole, Generali e gli azionisti rilevanti di Mps, nonché all’ottenimento di molteplici autorizzazioni regolamentari e al superamento dei vincoli derivanti dalla passivity rule”. 

Il “razionale finanziario delle operazioni”, continuano gli esperti, richiederebbe inoltre “il conseguimento di sinergie particolarmente ambiziose per sostenere la creazione di valore”, mentre l’ipotesi di una combinazione con Banca Generali “richiama da vicino la proposta Mediobanca-Banca Generali del 2025, sollevando interrogativi sulla disponibilità dei principali stakeholder ad avallare una struttura che non aveva ottenuto il necessario supporto dell’assemblea di Mediobanca poco più di un anno fa”. Tanto più che, come sottolineato da Intermonte, “recentemente il ceo di Intesa, Carlo Messina, aveva dichiarato che sia Delfin che Caltagirone vedevano positivamente l’offerta” di Ca’ de Sass. 

Yoruma