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Tokyo spinge le Borse: a Piazza Affari banche in rally, aspettando la Fed

La politica espansiva della BoJ sostiene le Borse europee: a guidare la corsa sono i titoli bancari, trainati da Italia e Spagna – Mps rimbalza dai minimi, Unicredit promossa da Hsbc – Sale Prysmian sull’onda di una grande operazione nel settore cavi – Oggi alle 20 il verdetto sui tassi Usa.

Tokyo spinge le Borse: a Piazza Affari banche in rally, aspettando la Fed

Avanzano con passo baldanzoso le Borse europee, tutte positive con guadagni intorno al punto percentuale nella giornata in cui arriverà il verdetto della Fed sui tassi di interesse Usa.

È Milano oggi la Borsa migliore: l’indice FtseMib sale dell’1,5%, poco sotto quota 16,500. Rialzi nell’ordine dell’1,2 % a Parigi, Francoforte e Madrid. Londra +0.4%.

Lo spread Btp/Bund scambia sotto la soglia di 130 punti base, a 127,3, con il tasso del decennale italiano all’1,27%.

L’Ocse ha corretto al ribasso la crescita dell’economia italiana sia per quest’anno che per il prossimo: l’Interim Economic Outlook vede un rialzo solo dello 0,8% per entrambi gli esercizi.

A dare la carica ai mercati sono state le notizie in arrivo da Tokyo (+1,9%), al traino del rialzo delle banche e delle finanziarie mentre lo yen scende nei confronti di dollaro ed euro.

La Banca centrale giapponese ha confermato la politica espansiva, procedendo però a una correzione di rotta del piano di stimoli: gli acquisti di bond ed altri titoli saranno indirizzati a render più ripida la curva dei rendimenti delle obbligazioni. L’obiettivo finale resta sempre quello di portare l’inflazione stabilmente al +2% l’anno. La BoJ ha definito il nuovo corso “Quantitative and Qualitative Easing”.

A guidare la corsa dell’Europa sono i titoli bancari, trainati da Italia e Spagna. Barclays è in rialzo del 3% sulla scia del buy di Hsbc. JP Morgan ha invece alzato il suo obiettivo di prezzo per l’olandese Ing, spingendo il titolo in rialzo del 3,2%. A Parigi, Société Générale +2,4%, BNP Paribas +2,4%, Axa +2,8%. In Spagna Banco Santander sale del 2,6%, Banco de Bilbao +2,3%.

A Piazza Affari rimbalza dai minimi Monte Paschi (+2,5%). Il nuovo piano industriale sarà pronto nel più breve tempo possibile, spiegano fondi della Banca. Intanto l’advisor JP Morgan continua il tour dei potenziali sottoscrittori dell’aumento di captale. Tra questi dovrebbe figurare la stessa People’s Bank of China, cioè la Banca centrale di Pechino.

In forte rialzo anche Unicredit (+3,14%), promossa stamane tra le banche preferite di Hsbc (giudizio buy, target 2,83 euro) assieme a Ubs, Erste e Barclays. Per l’acquisto di Pioneer le offerte più accreditate sono quelle delle Generali (+1,9%) del consorzio guidato da Poste Italiane (+0,33% rating Baa2 secondo Moody’s) e della francese Amundi. Invece Fortress, Pimco e Cerberus sono nella short list per la cartolarizzazione di 20 miliardi di non performing loans.

Si mette in luce Intesa (+2,4%). Il gruppo guidato da Carlo Messina ha firmato una lettera di intenti per acquistare Banca Itb, ovvero l’istituto che si occupa dei servizi di pagamento online effettuato attraverso le tabaccherie. L’Enterprise Value di Itb è valutato intorno 150-180 milioni di euro. Per l’istituto sarebbe l’occasione per acquistare una rete di oltre 20mila punti vendita a livello nazionale.

Nel resto del listino da segnalare le vendite su Fiat Chrysler (-0,44%). Il possibile fallimento ella giapponese Takata per gli airbag difettosi potrebbe complicare il recupero dei costi sopportati dal gruppo per il richiamo delle vetture coinvolte. Ferrari +1,7%.

Sale Prysmian (+1,9%) sull’onda di una grande operazione nel settore cavi: ABB ha comunicato la cessione della sua divisione cavi per l’alta tensione alla svedese NKT Cables, valore della transazione 836 milioni di euro a livello di EV. Morgan Stanley scrive in una nota che il consolidamento in atto nel settore ha risvolti positivi sia per la società milanese che per la francese Nexans.

StM +1,2%: Ubs ha alzato il target price a 6,7 euro da 6,2 euro. La raccomandazione è Neutral. In progresso Eni (+1,28%): il gruppo oil ha rinviato la prevista vendita della divisione retail gas italiana valorizzata fino a 3 miliardi di euro a causa dell’incertezza politica per l’esito del referendum.

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