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Tim replica il suo exploit e con le banche scalda la Borsa

Nuova impennata di Tim, regina di Borsa per due giorni sulla scia delle possibili novità in materia di controllo della rete unica – Insieme alla compagnia telefonica brillano le banche, a partire da Banco Bpm dopo la presentazione dei conti e del piano Stand alone, e da Banca Generali – A Wall Street precipitano di nuovo Moderna e Biontech mentre vola Pfizer

Tim replica il suo exploit e con le banche scalda la Borsa

Le Borse europee chiudono un’altra seduta record, mentre i listini Usa toccano in avvio nuovi massimi con tutti e tre gli indici. A infondere tanto ottimismo sono i dati Usa sul lavoro (migliori delle attese) e l’annuncio di Pfizer che la sua pillola sperimentale anti Covid protegge quasi al 90% dall’aggravarsi della malattia, se presa nei primi giorni. La prospettiva di una cura accende così le speranze di una vittoria definitiva contro la pandemia e fa correre il titolo a New York.

Contribuisce al clima generale l’atteggiamento prudente delle banche centrali rispetto ai tassi d’interesse, come visto nei giorni scorsi.



Piazza Affari, +1%, è la migliore e aggiorna il suo top annuale a 27.795 punti base, grazie a Telecom +4,76% e al rimbalzo delle banche, mentre le trimestrali continuano a riservare positive sorprese.

Si conferma ben intonato anche il mercato dei titoli di Stato, in attesa del verdetto di Moody’s che arriverà in serata. Lo spread tra Btp 10 anni e Bund di pari durata chiude a 115,2 punti base e i rendimenti calano: +0,83% quello del titolo italiano e -0,32% quello del titolo tedesco. Il Mef ha intanto stabilito la serie dei tassi cedolari minimi garantiti della quarta emissione del Btp Futura, che avrà luogo da lunedì 8 novembre e sono dello 0,75% dal primo al quarto anno; dell’1,25% dal quinto all’ottavo e dell’1,7% dal nono al dodicesimo anno. In una nota via XX settembre dice che i tassi cedolari definitivi saranno annunciati alla chiusura del collocamento e non potranno, comunque, essere inferiori ai tassi cedolari minimi garantiti di cui sopra. Il titolo avrà una scadenza di 12 anni e prevede un doppio premio fedeltà.

Nel resto d’Europa segnano nuovi massimi storici Francoforte (+0,2%), oltre quota 16mila punti, e Parigi (+0,76%) per la prima volta oltre 7000 mila punti, nonostante la delusione dei due paesi per il calo della produzione industriale nel mese di settembre. A causa di problemi nell’approvvigionamento delle materie prime in Germania si è registrata infatti una flessione congiunturale dell’1,1% e in Francia dell’1,3%. Madrid è tonica, con un progresso dell’1%, mentre Amsterdam è incolore. Londra si apprezza dello 0,35%, grazie al rimbalzo delle banche, deluse ieri dalla decisione della BoE di non ritoccare i tassi al rialzo.

A migliorare il sentimento globale, dopo le perdite in Asia dovute alle preoccupazioni per il settore immobiliare, sono i dati macro-nordamericani.

Nel mese di ottobre sono stati creati 531 mila posti di lavoro, in deciso rialzo rispetto ai 194 mila posti di settembre e oltre le previsioni (ferme a 450mila). La disoccupazione è scesa dal 4,8% al 4,6%. Un risultato che fa presagire un quarto trimestre effervescente per l’economia e che fa esultare il presidente Joe Biden, entusiasta anche del successo di Pfizer.

Entrambi questi elementi riverberano i loro effetti sul mercato dei cambi e danno fiato alle valute dei mercati emergenti, come rublo e rand, nella prospettiva di una ripresa globale sostenuta. 

È piatto invece l’euro contro dollaro, che tratta intorno a 1,156.

Tra le materie prime riparte la corsa del petrolio, dopo la decisione dell’Opec+ di ridurre i tagli nella misura prevista di 400mila barili al giorno nel mese di dicembre, nonostante la richiesta dei paesi importatori di mitigare l’aumento dei prezzi.

Il Brent segna +2,5%, 82,56 dollari al barile, il Wti +3% 81,23 dollari al barile.

Spinge sull’acceleratore anche l’oro, con lo spot gold che si muove oltre 1813 dollari l’oncia, con un rialzo superiore all’1%.

Tornando in Piazza Affari: si conferma protagonista per la seconda seduta consecutiva Telecom, che nel corso degli scambi è salita oltre il 9%. Il titolo rimbalza dai minimi storici toccati a inizio settimana grazie alle indiscrezioni su una possibile riapertura del dossier sulla rete unica e sull’interesse di Kkr per un ulteriore investimento negli asset di rete fissa. Da Parigi, Vivendi fa sapere però di non essere a conoscenza di piani di Kkr per aumentare il proprio peso nella rete fissa della compagnia italiana.

Recuperano terreno le banche, in linea con il comparto a livello europeo. La migliore è Banco Bpm, +5,03%, regina del listino, premiata per i risultati trimestrali superiori alle attese e alla luce di un piano al 2024 “ben pensato” secondo Citi. L’ad Giuseppe Castagna è apparso però freddo sulla possibilità di aggregazioni nel breve periodo. Si apprezzano con decisione Nexi +3,25%, Banca Generali +3,2% e Tenaris, +2,76%. Il rally di Ferrari non si ferma più, +2,28%.

Prysmian +1,62% aggiorna i massimi storici dopo essersi aggiudicata in consorzio una maxi commessa negli Usa che include la fornitura di 880 km di cavi per un parco eolico offshore che vale 630 milioni per la quota dell’azienda italiana.

Resta prudente Enel +0,58% dopo la diffusione dei conti dei primi nove mesi 2021, archiviati con un utile netto in calo del 14,2% a 2,505 miliardi.

È in rosso Leonardo -1,42%, dopo i conti. Secondo il broker Bestinver, i risultati sono in linea con le attese, l’utile netto ben sopra, ma l’Ipo Drs è stata posticipata.

Fanalino di coda del Ftse Mib è anche oggi Diasorin, -5,46%, che forse soffre i progressi dei medicinali anti Covid.

L’andamento del terzo trimestre non esalta Buzzi, -0,89%, mentre le prese di profitto mandano in rosso Interpump -1,03%.

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