Cambio ai vertici in Tim. Il Consiglio di Amministrazione, riunitosi sotto la presidenza di Alberta Figari, ha cooptato Alessandra Perrazzelli, già vicedirettore generale della Banca d’Italia, al posto di Domitilla Benigni, che aveva rassegnato le dimissioni a metà settembre.
Perrazzelli siederà anche nel Comitato Nomine e Remunerazione e in quello per la Sostenibilità.
Chi è Alessandra Perrazzelli
Avvocata di formazione, con laurea in Giurisprudenza a Genova e un master alla New York University, Alessandra Perrazzelli ha costruito una carriera internazionale tra studi legali, banche e istituzioni. Dopo le prime esperienze a New York e Bruxelles, ha guidato l’area regolatoria di Olivetti e lavorato come partner in uno studio europeo specializzato in utilities.
La svolta arriva in Intesa Sanpaolo, dove si occupa di antitrust e relazioni con i regolatori, fino a dirigere la società Eurodesk dedicata ai progetti comunitari. Poi il passaggio in Barclays Italia, come country manager e general counsel, con ruoli anche nei comitati interni su rischio, controlli e diversity. Parallelamente siede nei board di aziende pubbliche e private, da ATM ad A2A, e partecipa ai consigli di ABI, AIBE e Monte Titoli.
Nel 2019 viene chiamata alla Banca d’Italia come Vice Direttrice Generale e membro del Direttorio, incarico che la porta anche nel board integrato dell’IVASS e nel Supervisory Board della BCE. Impegnata da anni sui temi dell’innovazione e della parità di genere, Perrazzelli è oggi considerata una delle manager italiane più autorevoli nel campo finanziario e regolatorio.
Recesso e partita col Mef
Il CdA ha preso atto anche dei risultati del recesso legato alla modifica dello statuto approvata a giugno, con l’ampliamento dell’oggetto sociale della società. L’offerta conclusasi il 12 settembre ha portato all’acquisto integrale delle 1.364.581 azioni ordinarie e delle 151.748 azioni di risparmio messe in vendita, per un controvalore complessivo di circa 443 mila euro. La data di pagamento e trasferimento delle azioni sarà comunicata in seguito.
Infine, il Consiglio ha deciso all’unanimità di escludere il Ministero dell’Economia e delle Finanze dall’elenco delle parti correlate di Tim. La scelta si fonda sulla recente normativa che elimina i rapporti di correlazione tra pubbliche amministrazioni e società partecipate in cui lo Stato non eserciti poteri di direzione e coordinamento.