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Tiffany, Novartis, dazi e Hong Kong spingono le Borse

Il rilancio in grande stile del Merger and Acquisition con i grandi deal di Tiffany e Novartis sostiene il rialzo dei mercati – Ma contano anche i passi avanti sui dazi e il voto di Hong Kong

Tiffany, Novartis, dazi e Hong Kong spingono le Borse

L’ottimismo sui dazi scalda nuovamente i listini, vivacizzati anche da una serie di acquisizioni in corso, a partire da Lvmh che si mangia Tiffany in un boccone gigante da 16,2 miliardi di dollari. Piazza Affari chiude in rialzo dello 0,84% e sale a 23.454 punti, spinta da titoli del lusso come Moncler +2,41%, ma soprattutto guidata da Prysmian, +4,92% e Unicredit +2,89%. La prima festeggia il completamento dell’intervento sull’elettrodotto Western Link tra Scozia, Inghilterra e Galles. Mentre la seconda, premiata da Credit Suisse, che ha alzato il target a 14,6 euro, in vista del piano industriale del 3 dicembre, sembra vicina a lasciare la Turchia. La banca conferma infatti di essere al lavoro per ridefinire la propria presenza nel paese, anche se non ci sono ancora accordi per cedere quote nella joint-venture in Kfs. Nel settore brilla Ubi +1,88%. Nel risparmio gestito bene Finecobank +2,31% e Azimut +1,78%. Risalgono Stm, +1,89%; Fca +1,75%; Pirelli +1,85%; Ferrari +1,51%.

Male invece i titoli legati alle autostrade. Fra le big cap Atlantia è in maglia nera, -1,3%, mentre il leader 5Stelle Luigi Di Maio ribadisce: va revocata la concessione ad Autostrade e va avviato un monitoraggio nazionale. Fuori dal listino principale cede Astm, -2,57%, holding controllata dal gruppo Gavio, dopo il crollo del viadotto sulla A6 in concessione ad Autostrada dei Fiori. 

La seduta è positiva per l’obbligazionario: lo spread fra decennale italiano e tedesco scende a 150 punti base (-2,36%) e il rendimento del Btp cala a 1,15%.

Nel resto d’Europa: Londra, +0,93%, sembra avviarsi verso le elezioni del 12 dicembre con grade esuberanza, sperando di mettere finalmente un punto fermo sulla Brexit; Francoforte +0,61%, confortata dall’indice Ifo sulla fiducia delle imprese, in rialzo a novembre a 95 punti, contro i 94,7 punti di ottobre; Madrid, +0,68%; Parigi, +0,54%, con Lvmh, +2%. 

A New York Tiffany guadagna al momento circa il 6%. Uber, colosso dei taxi, limita i danni all‘1,5% dopo aver perso la licenza a Londra. Occhi anche sul settore farmaceutico, dove il colosso svizzero Novartis ha annunciato un accordo per acquistare l’americana The Medicines Company. Prezzo: 85 dollari per azione in contanti, per una valutazione complessiva della società che sfiora i 10 miliardi di dollari (9,7). Wall Street risulta complessivamente ben intonata, ma è soprattutto il Nasdaq a fare da traino con una crescita superiore al punto percentuale. 

Le materie prime non partecipano alla festa: l’oro è in calo a 1464,25 dollari l’oncia (-0,4%), mentre il Brent scende dello 0,34% a 62,16 dollari al barile.

L’euro soffre: il cambio con il dollari arretra a 1,1008, quello con la sterlina scende a 0,8545.

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