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Tg Poste, il dg Lasco: “In prima linea contro il Covid”

Intervistato dal telegiornale aziendale, il condirettore generale di Poste interviene sui temi caldi dell’attività, dal Covid alla formazione, al welfare – Raccomandate: multa da 5 milioni dell’Antitrust, la dura replica dell’azienda.

Tg Poste, il dg Lasco: “In prima linea contro il Covid”

Il TG Poste, un telegiornale in diretta streaming e rivolto a tutti i dipendenti del gruppo (ma ben presto anche a tutti i cittadini che vogliano aggiornarsi), è stato lanciato una settimana fa. Dopo l’intervento inaugurale dell’Ad Matteo Del Fante, stavolta è stato il turno del condirettore generale Giuseppe Lasco, che è intervenuto su una serie di argomenti che riguardano l’universo di Poste. Intanto, il presidio sul territorio durante l’emergenza sanitaria, ancora in corso: “Poste Italiane mette la persona al centro, facendone parte essenziale della strategia del business, come hanno dimostrato l’impegno e la presenza sul territorio nei mesi critici di lotta alla diffusione del Covid”, ha detto Lasco intervistato dal TG.

“Poste Italiane – ha proseguito il manager – ha dato una dimostrazione di grande organizzazione ed efficienza, di sostanza e di contenuto, nei mesi più critici. Veramente rivolgo un grazie di cuore a tutti. Siamo stati sempre presenti, non abbiamo arretrato di un millimetro. Il Presidente della Repubblica era a Vo’ Euganeo per la riapertura dell’anno scolastico, quello è proprio uno dei Comuni nei quali siamo stati presenti in ogni contesto, in ogni momento. L’importanza di Poste Italiane in quel contesto non è tanto stata la difesa del business, ma la capacità di mettersi a disposizione del sistema Italia”.

Tra gli argomenti caldi non poteva mancare un riferimento alla sostenibilità. Lasco ha tenuto a ricordare i risultati raggiunti in tale ambito da Poste: “Abbiamo presentato il primo Bilancio di Sostenibilità sin dal 2017, e già nel 2018 e 2019 abbiamo presentato il Bilancio integrato, riconosciuto ad altissimo livello dagli organi di valutazione e controllo. Siamo entrati nel Dow Jones Sustainability Index nel 2019, nel 2020 siamo entrati nel FTSE4GOOD World e Europe, siamo quotati negli indici più importanti di sostenibilità a livello mondiale”.

Infine, i nuovi paradigmi lavorativi: lo smart working, la formazione, il welfare aziendale. “Abbiamo inserito nel piano circa 20 milioni di ore di formazione – ha detto Lasco al TG Poste -, il 97% delle nostre risorse è toccato da piani di formazione. La nostra è una formazione dinamica, trasversale, che tocca ogni collega in ogni segmento della nostra azienda. La nostra grande attenzione alle risorse umane ci ha portati lo scorso anno ad essere inseriti dal World Best Employers tra le prime 500 aziende al mondo per la qualità della vita lavorativa”.

Proprio in queste ore però è arrivata una notizia non piacevole per l’azienda. L’Antitrust ha comminato una sanzione di 5 milioni a Poste Italiane per mancata consegna di raccomandate: si tratta dell’importo massimo consentito dalla legge nel caso di pratiche commerciali scorrette. In particolare, l’Autorità ha accertato che “il tentativo di recapito delle raccomandate non viene sempre esperito con la tempistica e la certezza enfatizzate nei messaggi pubblicitari, venendo, peraltro, frequentemente effettuato con modalità diverse da quelle prescritte dalla legge”.

Secondo l’Antitrust Poste Italiane “talvolta utilizza per comodità il deposito dell’avviso di giacenza della raccomandata nella cassetta postale anche quando sarebbe stato possibile consegnarla nelle mani del destinatario”. Al riguardo, numerosissimi risultano essere i reclami dei consumatori che hanno segnalato il mancato tentativo di consegna delle raccomandate, anche quando avevano la certezza di essere stati presenti nella propria abitazione (si pensi ad esempio alle persone costrette a casa in quanto portatrici di handicap o per l’emergenza sanitaria durante il lockdown).

Su questa vicenda è poi arrivata la dura replica di Poste, attraverso un comunicato: “Inaccettabili i contenuti del comunicato dell’Antitrust, e sconcertante il riferimento ai gravi danni al sistema giustizia del Paese”. “E’ priva di qualsiasi fondamento l’ipotesi secondo la quale l’azienda avrebbe posto in essere azioni che ingannino i clienti in merito alle caratteristiche del prodotto raccomandata”, ha scritto ancora Poste.

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