Telefónica si prepara a voltare pagina. Il colosso spagnolo delle telecomunicazioni sta mettendo a punto un nuovo piano di riduzione del personale, che potrebbe interessare tra 6.000 e 7.000 lavoratori nel Paese. L’obiettivo: snellire la struttura aziendale, ridurre i costi e rafforzare la competitività, puntando su uscite volontarie e accordi condivisi con i sindacati.
Lo anticipa il quotidiano Expansión, spiegando che la misura non si limiterà alle tre divisioni principali – Telefónica de España, Telefónica Móviles e Telefónica Soluciones – ma si estenderà anche ad altre filiali del gruppo, tra cui Telefónica Tech, Telefónica I+D, Telefónica Global Solutions, Telxius, Telyco (la rete dei negozi) e Movistar+.
Per la prima volta, potrebbe essere coinvolto anche il centro corporativo, finora rimasto ai margini dei precedenti piani di ristrutturazione.
Un portavoce di Telefónica ha dichiarato che l’azienda “sta valutando diverse opzioni in tutte le aree operative”, pur precisando che “al momento non è stato ancora formalmente avviato un nuovo Ere“. L’Expediente de Regulación de Empleo è una procedura legale spagnola simile ai piani di esodo collettivo italiani, che consente alle imprese di ridurre il personale per motivi economici o organizzativi, preferibilmente attraverso uscite volontarie e incentivate.
Quando partirà il piano di uscite di Telefónica
Secondo Expansión, la compagnia presenterà il nuovo Piano Strategico il 4 novembre 2025. Subito dopo, tra metà novembre e inizio dicembre, il management comunicherà ufficialmente il piano ai rappresentanti sindacali, avviando così la fase di negoziazione. Ma i tempi sono serrati: i sindacati avranno 15 giorni per costituire i comitati di negoziazione e altri 30 giorni per trovare un accordo. Se tutto procederà come previsto, l’intesa potrebbe arrivare entro la fine dell’anno, permettendo a Telefónica di imputare i costi delle uscite al bilancio 2025.
Un precedente significativo risale al 2023, quando il gruppo firmò un accordo con i sindacati il 3 gennaio 2024, pur registrando la provvista di 1,3 miliardi di euro nel bilancio dell’anno precedente.
Telefónica prepara un piano di uscite volontarie: ecco perché
Concentrare il costo delle uscite nel 2025 non è solo una scelta contabile, ma una mossa strategica. L’anno in corso è già appesantito dalle perdite legate alla vendita delle attività in America Latina – circa 1,35 miliardi di euro nel primo semestre – e assorbire ora le spese straordinarie permetterebbe a Telefónica di ripartire più leggera nel 2026, anno in cui cominceranno a vedersi i benefici della ristrutturazione.
Nel precedente piano, l’uscita di oltre 3.400 dipendenti aveva garantito un risparmio annuo di 285 milioni di euro. Questa volta, con un piano potenzialmente doppio per dimensioni, i risparmi futuri potrebbero essere ancora più consistenti, anche se la provvista contabile sarà inevitabilmente più alta.