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Telecom Italia: Cattaneo lascia, il divorzio è ufficiale. Lunedì Cda

Il gruppo ha convocato il comitato nomine e anticipato a lunedì 24 la riunione del Consiglio d’amministrazione con all’ordine del giorno “l’esame della proposta di definizione consensuale dei rapporti” con l’Ad. In arrivo Amos Genish.

Telecom Italia: Cattaneo lascia, il divorzio è ufficiale. Lunedì Cda

Il divorzio tra Telecom Italia e l’Ad Flavio Cattaneo è ormai ufficiale. Dopo meno di due settimane dalle indiscrezioni che davano per imminente il clamoroso epilogo, l’Ad lascia il gruppo che aveva iniziato a guidare un anno fa, nel marzo 2016. Con una nota il gruppo di Tlc nazionale, che vede Vivendi come socio di riferimento con il 23,9% del capitale, ha comunicato la convocazione per lunedì 24 luglio del Comitato Nomine e Remunerazioni, nonché, a seguire, del Consiglio di Amministrazione, “con all’ordine del giorno l’esame della proposta di definizione consensuale dei rapporti fra la Società e il dottor Flavio Cattaneo”. In arrivo come direttore generale Amos Genish, chief convergence officer di Vivendi.
 
Dopo le tensioni dei giorni scorsi, e l’accelerazione delle ultime due settimane, Cattaneo ha dunque trovato l’accordo economico per la sua uscita. Secondo le indiscrezioni pubblicate da Reuters, il manager non riceverà per intero lo special award da circa 40 milioni di euro che gli spetterebbe a termini di contratto.Secondo le indiscrezioni, la mediazione sarebbe stata trovata sulla cifra di 30 milioni.

L’uscita di scena di Flavio Cattaneo è la conseguenza delle tensioni esplose con Vivendi in seguito alle sue dichiarazioni “muscolari” nei confronti del governo e dei bandi Infratel per la realizzazione del piano nazionale per la banda ultralarga. Telecom è entrata in rotta di collisione con l’esecutivo contestando gli stessi bandi di gara vinti da Open Fiber (50% Enel e 50% Cassa Depositi) e ha annunciato di voler competere con una propria rete metà fibra-metà rame nelle stesse zone a fallimento di mercato.

Sulla vicenda Vivendi-Telecom è intervenuta, dall’8 luglio, due volte la Consob: la prima volta in via informale, chiedendo un chiarimento sulla posizione di Flavio Cattaneo che precisò, poi, di voler restare fino alla scadenza del mandato; la seconda volta, pochi giorni fa, con un’ispezione della Guardia di Finanza nelle sedi Telecom a Roma e Milano per accertare l’influenza esercitata dal socio francese Vivendi.

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