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TEFAF (Maastricht): Galleria Antonacci Lapiccirella

La Galleria Antonacci Lapiccirella Fine Art di Roma conferma la sua presenza a TEFAF (Maastricht) nella PAINTINGS SECTION, al più importante evento fieristico mondiale dedicato all’arte e all’antiquariato.

TEFAF (Maastricht): Galleria Antonacci Lapiccirella

In mostra una selezione di cinquanta opere tra pittura e scultura, capolavori di artisti internazionali che corrono lungo un arco cronologico di oltre due secoli, dall’epoca Neoclassica sino alla prima metà del XX secolo. Italia, Francia, Svizzera, America, Germania, Belgio, opere con storie e culture diverse che dialogano armoniosamente tra loro attraverso il comun denominatore della qualità museale.

L’obiettivo di rivolgersi ad un pubblico specializzato di curatori, collezionisti ed appassionati del settore ha spinto la Galleria di Francesca Antonacci e Damiano Lapiccirella a presentare una prestigiosa selezione tra cui spiccano, in ordine temporale: un nucleo inedito di opere – tra tele e carte – realizzate da Giovanni Battista CAMUCCINI, uno dei più rari artisti italiani rappresentanti del movimento internazionale di pittura en plein air diffusosi tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo.



Ariccia. La Porta Napoletana con Palazzo Chigi Scorcio di bosco con sentiero, 1850,
1840 – 45 ca, olio su tela | oil on canvas.

Una nuova versione bronzea -“fresh to the market” e cronologicamente antecedente – della famosa scultura “La Carezza” del Museo Pitti di Firenze, opera dello scultore animalista Sirio TOFANARI; tre magnifici capolavori del grande Giulio Aristide SARTORIO; infine, un’opera dal calibro internazionale del surrealista Felix LABISSE.

Jean-Louis Barrault playing “The trial”, 1947
Oil on canvas, 73,2 x 91,8 cm
Signed lower right: LABISSE
Signed, dated and titled “J. L. BARRAULT DANS “LE PROCÈS” DE KAFKA LABISSE. 47
(on the reverse)
Provenance:
Galerie Isy Brachot, Brussels;
Oscar Mairlot, Verviers (before 1970)

A completamento del percorso proposto dalla Galleria, un nucleo molto raro e rappresentativo della tematica animalista, diffusasi a livello internazionale tra la fine dell’Ottocento ed il primo trentennio del Novecento.

Uno dei due disegni “Leonesse” , 1935
Coppia di disegni a carboncino, 120 x 130 cm
Firmati e datati: Romano Dazzi 1935

Oltre alla coppia di disegni a carboncino raffiguranti due “Leonesse” del toscano Romano DAZZI, spicca il bronzo “La carezza”, databile al primo decennio del novecento, opera dello scultore – noto a livello internazionale – Sirio TOFANARI. Il bronzo in mostra è stato riscoperto dalla Galleria in una collezione privata fiorentina, che lo ha custodito sin dalla sua fusione: la scultura infatti fu acquistata direttamente presso lo studio dell’artista dall’amico Licurgo Bertelli. Secondo la sua memoria familiare, dopo la realizzazione della scultura, Tofanari ne distrusse il calco e, successivamente, quando dovette partecipare all’VIII Biennale di Venezia, decise di crearne una seconda copia, richiedendo al Bertelli la statua in prestito per trarre la forma del nuovo esemplare; quest’ultimo però gliela negò.

Il bronzo in mostra a TEFAF è dunque antecedente rispetto alla versione di “Carezza” realizzata nel 1909, esposta insieme a “Giovani leonesse” nella Sala V dell’VIII Esposizione Internazionale d’Arte della Città di Venezia: fu in quell’occasione che l’opera venne acquistata dalla Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti di Firenze, dove tuttora si trova. Da quella versione tuttavia differisce sia per il colore della patina che per la forma della base, ovoidale e non quadrata, nonché nella trattazione della superficie del fondo, che, nella nostra scultura, è più scabro e mosso.

Giulio Aristide SARTORIO (Roma 1860 – 1932) Mattinata sul mare, 1927 ca., olio su tela, 91×202 cm

Il percorso all’interno dello stand della Galleria si articola secondo una linea tematica: si è accolti da un’importantissima opera realizzata da Giulio Aristide SARTORIO, Mattinata sul mare, datata 1927. Il dipinto, proveniente da una collezione privata newyorkese, è un’opera di respiro internazionale e rappresenta uno dei momenti artistici più felici in cui Sartorio condivide al meglio la luminosità della tavolozza con le limpide vedute di soggetto marino del grande artista valenziano Joaquin Sorolla y Bastida, le cui tele avevano suscitato ampi consensi alle Biennali veneziane dell’epoca. Con Sorolla, Sartorio condivideva l’abilità nel riprodurre la tonalità della luce nelle diverse ore della giornata, il taglio arditamente fotografico e la capacità di fermare con sorprendente realismo i gesti della vita quotidiana. Mattinata sul mare, presentato a Milano nel 1929 alla mostra personale dell’artista presso la Galleria Pesaro, è dunque un capolavoro in cui l’artista romano, attraverso una gamma cromatica luminosissima e molto intensa, fortemente connaturata da toni caldi e dorati, rappresenta sua moglie, l’attrice Marga Sevilla, ed i suoi figli sulla battigia della spiaggia di Fregene. L’opera segna una svolta stilisticadecisiva rispetto al grande Fregio per pubblico nel primo decennio del ‘900 che lo rese noto al’l’Esposizione Internazionale del Sempione del 1906 – di cui tre pannelli sono inoltre esposti ad apertura dello stand della Galleria.

Info sulla La galleria

Immagine di copertina: Giovanni Battista Camuccini: Tetti nel circondario di Albano, 1840 – 45 ca, olio su carta | oil on paper Camuccini, 1840 – 45 ca, 12,5 x 22 cm.

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