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South Stream: Slovenia sfida Ue e dice sì alla Russia per realizzazione gasdotto

Oggi il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha incassato l’appoggio della Slovenia per la realizzazione del gasdotto South Stream, destinato a trasportare metano dalla Russia al Vecchio Continente, aggirando la turbolenta Ucraina – Il progetto, bloccato dalla Commissione europea, è sempre più oggetto di scontro tra Mosca e Bruxelles

South Stream: Slovenia sfida Ue e dice sì alla Russia per realizzazione gasdotto

“Siamo convinti della necessità di rimuovere tutti gli ostacoli artificiali sulla via della realizzazione (del South Stream) e di agire in ottemperanza agli accordi intergovernativi già conclusi”. E’ quanto dichiarato dal ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov a proposito del gasdotto South Stream, progetto bloccato dalla Commissione europea e sempre più oggetto di scontro tra Mosca e Bruxelles sullo sfondo della crisi ucraina.

Lavrov ha oggi incassato l’appoggio della Slovenia alla nuova via del gas, mentre una controllata di Gazprom, la Tsentrgaz, si è aggiudicata la costruzione del tratto serbo del South Stream. Il ministro ha ribadito che il nuovo gasdotto rafforzerà la sicurezza delle forniture di gas dell’Europa, posizione non condivisa da Washington che vede nel gas l’arma di Mosca per condizionare la politica estera europea.



Nel frattempo, la Commissione Ue ha chiesto alla Bulgaria e ha ottenuto la sospensione dei lavori per il South Stream, contestando la violazione delle norme del cosiddetto Terzo Pacchetto Energia, che prevede la divisone tra il ruolo di distributore e di fornitore del gas, cosa che esclude automaticamente il colosso del metano russo Gazprom. Ma la Russia, come ha fatto nuovamente notare oggi Lavrov, considera scorretta e inaccettabile l’applicazione delle regole del Terzo pacchetto in modo retroattivo rispetto agli accordi già firmati con i singoli Paesi Ue. Tuttavia ieri il numero uno di Gazprom, Aleksey Miller, ha sottolineato che la Russia non ha ricevuto una dichiarazione scritta della Bulgaria per congelare i lavori di costruzione della tratta locale del progettato gasdotto, né a livello intergovernativo, né a livello societario.

Il progetto di gasdotto è destinato a trasportare metano dalla Russia al Vecchio Continente, aggirando la turbolenta Ucraina, ma la cui costruzione si scontra con la legislazione europea e diverse volontà politiche contrarie a Bruxelles. Il North Stream, gasdotto gemello che collega la Russia direttamente alla Germania passando dal Mar Baltico e aggirando così l’Ucraina, è già in funzione da tempo.

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