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Sole 24 Ore: ok di Confindustria all’aumento di capitale

L’associazione degli industriali verserà 30 milioni di euro nel capitale della società per una ricapitalizzazione che, complessivamente, arriverà a 70 milioni di euro – Confindustria rimane azionista di maggioranza del Sole, mantenendo il controllo di diritto sulla società – Critico il Cdr: “Troppo poco e troppo tardi”.

Il Consiglio generale di Confindustria ha approvato quasi all’unanimità la proposta del presidente Vincenzo Boccia relativa alla partecipazione di Viale dell’Astronomia all’aumento di capitale volto a superare le difficoltà finanziarie del Sole 24 Ore.

In base a quanto previsto, l’associazione degli industriali verserà 30 milioni di euro nel capitale della società per una ricapitalizzazione che, complessivamente, arriverà a 70 milioni di euro. Con la decisione di oggi, Confindustria si assicura dunque la possibilità di rimanere azionista di maggioranza del Sole, mantenendo il controllo di diritto sulla società.

“Le misure proposte oggi dal Consiglio Generale sono rivolte al sostegno del piano industriale proposto dal management della società e alla modernizzazione del suo modello gestionale, oltre che a evidenziare l’importanza del ruolo di Confindustria in quanto azionista di maggioranza“. Questo quanto dichiarato il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, nella nota con cui arriva l’approvazione del consiglio generale all’aumento di capitale de Il Sole 24 Ore.

“Il Sole 24 Ore – ha continuato Boccia in riferimento al quotidiano economico –  ha un ruolo centrale nella cultura economica e industriale del Paese ed è una voce indipendente e autorevole della democrazia italiana, oltre ad essere fondamentale nella missione istituzionale e statutaria di Confindustria come ponte tra le imprese e il Paese”.

Critico il Cdr del Gruppo 24 Ore, secondo cui, Confindustria avrebbe agito troppo in ritardo dando tra l’altro un contributo troppo limitato al salvataggio della società.

“A fronte di un patrimonio già negativo per 40 – scrive in una nota il Consiglio di Redazione -, è evidente la sua assoluta inadeguatezza, come denunciato ripetutamente e pubblicamente in queste settimane dalla redazione. Un intervento del tutto gracile, esangue. Con modalità discutibili, a fronte di una società che, quanto a capacità di far svaporare i proventi della cessione di asset importanti ha pochi rivali. Da ultimo, a fare da maestra, la vendita dell’Area software che ha portato oltre 100 milioni in cassa svaniti in poco più di un anno”, affermano tutti i Cdr del gruppo, aggiungendo che “i tempi dell’operazione rendono del tutto improbabile il verificarsi della condizione cui Confindustria ha subordinato la sua disponibilità alla sottoscrizione di 30 milioni”.

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