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Scuola, più risorse per il contratto. Sospeso sciopero di maggio

Accordo tra il governo e le maggiori organizzazioni sindacali su graduale adeguamento stipendi del personale, autonomia differenziata, soluzioni per i precari e due concorsi pubblici in arrivo

Scuola, più risorse per il contratto. Sospeso sciopero di maggio

È stata siglata all’alba del 24 aprile l’intesa tra le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative del comparto istruzione e ricerca e il governo. Durante le ore di trattativa a Palazzo Chigi all’incontro con FLC  CGIL, Cisl FSUR, Federazione UIL Scuola RUA , SNALS Confsal, Gilda-Unams erano presenti anche il premier Giuseppe Conte e il ministro dell’istruzione Marco Bussetti, insieme al sottosegretario Salvatore Giuliano.

Il raggiungimento di un accordo tra le parti ha di fatto determinato la sospensione dello sciopero generale della scuola proclamato per il prossimo 17 maggio.

Il governo si è impegnato a stanziare maggiori risorse per il triennio 2019-2021 per recuperare la perdita del potere d’acquisto degli stipendi dell’intero comparto istruzione. Entro il triennio di vigenza contrattuale saranno reperite ulteriori risorse destinate al personale della scuola per allineare gradualmente gli stipendi alla media di quelli degli altri Paesi europei, in aggiunta agli 1,7 miliardi di euro stanziati per l’intero comparto pubblico dalla manovra 2019 .
Tra i punti su cui è stato trovato un accordo c’è inoltre la necessità di avviare quanto prima gli incontri per giungere alla definizione di un nuovo contratto di lavoro, dal momento che il precedente è scaduto lo scorso 31 dicembre.

Sul versante del contrasto alla precarietà, l’intesa prevede che saranno indetti concorsi per gli insegnanti a cadenza regolare e modalità semplificate per l’immissione in ruolo del personale docente che abbia maturato una pregressa esperienza di servizio pari ad almeno 36 mesi.  Secondo quanto riporta Repubblica, con gli oltre 136mila supplenti nelle aule italiane e il pericolo che entro ottobre il numero raggiunga quota 150 mila, quello dei precari della scuola è uno dei maggiori problemi del comparto istruzione. È per questo che si rende necessario un intervento governativo che contrasti il fenomeno. Il governo è pronto a far partire due concorsi pubblici: uno da 16.959 posti, già definito e destinato alla scuola dell’infanzia e quella primaria; e un secondo concorso da circa 50 mila posti da assegnare in tre anni, ancora in attesa degli atti preparatori – che secondo Bussetti arriveranno entro luglio – e rivolto alla scuola media e superiore.

Per i dirigenti scolastici, di cui l’intesa prevede il pieno riconoscimento del ruolo e delle responsabilità, si è raggiunto l’accordo in merito all’attivazione di un tavolo specifico che affronti le principali criticità denunciate in occasione della indizione dello sciopero.

“Consapevole di dover investire di più nella scuola, pur in un quadro di finanza pubblica che purtroppo ci pone dei vincoli il governo si è impegnato a individuare le risorse necessarie per il rinnovo dei contratti, assicurando un congruo incremento degli stipendi. Le retribuzioni degli insegnanti devono essere adeguate alla responsabilità che ricoprono “, ha spiegato Conte al termine del confronto con i sindacati della scuola.

Sul fronte dell’autonomia differenziata, fortemente osteggiata dai sindacati della scuola, questi hanno ottenuto la vittoria più significativa che ha di fatto svuotato il progetto di autonomia nella gestione del personale della scuola di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. “Dopo che le organizzazioni sindacali hanno ribadito temi e obiettivi alla base della proclamazione dello sciopero, si è giunti alla definizione di un testo di possibile intesa che muove da una chiara e condivisa considerazione del ruolo assegnato alla scuola, anche attraverso l’unitarietà dello stato giuridico del personale, il valore nazionale dei contratti, un sistema nazionale di reclutamento del personale e le regole per il governo delle scuole autonome”, si legge nella nota ufficiale congiunta firmata dalle organizzazioni sindacali, che si mostrano soddisfatte della disponibilità e apertura manifestata dal governo.

Sul fronte dell’università e della ricerca, governo e sindacati condividono la necessità del rilancio dei settori della conoscenza come opportunità di crescita per lo sviluppo del Paese. Pertanto, l’accordo prevede per università e ricerca l’impegno del governo a promuovere un intervento normativo per consentire maggiore flessibilità nell’utilizzo e nella determinazione dei fondi del salario accessorio, come si legge nella nota dei sindacati. Sono state previste anche azioni del governo volte al completamento del processo di stabilizzazione del personale precario degli enti di ricerca, un piano di stabilizzazione per il personale che svolge attività di ricerca e didattica, nonché di assistenza tecnica e amministrativa all’interno delle università.

Lo sciopero del 17 maggio 2019 è stato sospeso, mentre proseguiranno le attività di raccolta delle firme a contrasto dei progetti di regionalizzazione del sistema dell’istruzione.

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