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Roma-Inter, all’Olimpico sfida da alta classifica: Gasperini e Chivu contro il loro passato. Il Napoli spera nel sorpasso

Il campionato riparte dopo la sosta Nazionali e lo fa subito con un big match da urlo: Roma-Inter (ore 20.45) è sfida d’alta classifica. Il Napoli di Conte spera di espugnare Torino

Roma-Inter, all’Olimpico sfida da alta classifica: Gasperini e Chivu contro il loro passato. Il Napoli spera nel sorpasso

Il campionato riparte dopo la sosta Nazionali e lo fa subito con un big match da urlo. Roma-Inter (ore 20.45), infatti, è sfida d’alta classifica, con la capolista di Gasperini a ricevere la lanciatissima squadra di Chivu, reduce da cinque vittorie consecutive tra campionato e Champions League. Tanti gli spettatori interessati e non solo all’Olimpico: il Napoli di Conte spera di espugnare Torino (ore 18) e balzare al comando in solitaria, per poi sfruttare lo scontro diretto. A completare il sabato anche le sfide salvezza Lecce-Sassuolo e Pisa-Verona (entrambe alle 15).

Roma – Inter (ore 20.45, Dazn e Sky)

Roma-Inter non è soltanto un big match di metà ottobre, ma una partita che può dirci davvero quanto valgono due progetti tecnici partiti con ambizioni diverse, eppure ora quasi parallele. La squadra di Gasperini, sorprendentemente prima in classifica con 15 punti, è quella che ha subito meno gol (appena due) e si sta rivelando la più equilibrata del campionato. Quella di Chivu, invece, arriva da tre vittorie consecutive (cinque, considerando anche la Champions) che hanno rimesso a posto classifica e morale dopo un avvio complicato. Con 17 reti segnate, i nerazzurri vantano il miglior attacco del torneo e una ritrovata fluidità offensiva che li ha riportati ai livelli delle passate stagioni. Numeri alla mano, dunque, sarà il confronto tra la miglior difesa e il miglior attacco della Serie A, anche se la storia recente pende dalla parte interista. Nelle ultime dieci sfide ufficiali, la Roma ha battuto l’Inter solo due volte, mentre i nerazzurri hanno vinto in ben otto occasioni. Numeri che pesano, ma che oggi valgono fino a un certo punto: entrambe le squadre, infatti, hanno cambiato pelle, il che rende tutto ancor più equilibrato. Sarà una sfida anche di sistemi: Gasperini si affiderà al consueto 3-4-2-1 con Svilar in porta, Celik, Mancini e Ndicka in difesa, Wesley, Koné, Cristante e Tsimikas a centrocampo, Pellegrini e Soulé alle spalle dell’unica punta Dovbyk. Classico 3-5-2 anche per Chivu, che risponderà con Sommer tra i pali, Akanji, Acerbi e Bastoni nel reparto arretrato, Dumfries, Barella, Calhanoglu, Mkhitaryan e Dimarco in mediana, Bonny e Lautaro in attacco. L’Olimpico sarà ovviamente sold-out, con oltre 60mila spettatori attesi per una sfida che promette battaglia, oltre che un grande spettacolo.

Gasperini: “La partita ci dirà quanto siamo competitivi”

“Affronteremo una squadra di grande valore, è un ottimo modo per misurarci e vedere quanto potremo essere competitivi – ha puntualizzato Gasperini -. Dovremo fare bene sotto tutti gli aspetti per metterli in difficoltà. Negli anni all’Atalanta ho sofferto l’Inter? Quando la Juve era molto forte facevamo fatica con loro e di conseguenza anche con l’Inter: ma era così per tutte le squadre, non solo per l’Atalanta. La Champions è fondamentale per i conti perché porta molti soldi, ma gli obiettivi tecnici sono diversi da quelli economici e vanno valutati gara per gara e stagione per stagione. Io considero solo la parte tecnica e sotto questo punto di vista siamo in una buona posizione: arriviamo a questa partita da primi in classifica e vogliamo giocarcela al meglio. Scudetto? Ognuno ha le proprie e non sono certo io a volerle cambiare. Come ho già detto altre volte, cercheremo di migliorarci e di crescere sotto il punto di vista del gioco perché a livello di risultati è difficile fare meglio di così”.

Chivu: “Questa Inter può arrivare in fondo ovunque”

“Mi aspetto di ripartire come abbiamo chiuso con la Cremonese, tra prestazione e grinta – il pensiero di Chivu -. Dobbiamo fare passi avanti e non tornare indietro, questo mi aspetto. Siamo consapevoli dell’importanza di ogni gara, ci interessa la nostra preparazione mentale e fisica per essere dominanti e fare la partita per poi rimanere aggrappati su tutti i fronti. Possiamo arrivare ovunque fino alla fine. Gasperini? Gode di tutta la mia stima e ammirazione, oggi come quando era il mio allenatore. Con lui è stata un’esperienza breve, è stato mandato via presto perché poi ha dimostrato il suo valore e le sue idee. Sono contento che sia diventato un modello per noi giovani allenatori. Lautaro titolare? Chi l’ha detto? Ho tre attaccanti bravi, a Pio Esposito do consigli, la sua vita è stata stravolta in due mesi. È salito sul palco per ballare, ora deve accettare tutto, anche gli errori, e continuare con queste motivazioni per migliorarsi”.

Torino – Napoli (ore 18, Dazn)

Il mese della verità. Da Torino fino a Bologna, in ventidue giorni, il Napoli di Conte affronterà sette partite tra campionato e Champions: un vero e proprio tour de force, che dirà molto sulla consistenza dei campioni d’Italia. Servirà gestire forze, nervi e profondità della rosa. Conte lo sa bene: in questo momento della stagione bisogna portare a casa più punti possibili, per poi sfruttare il raccolto in primavera. L’allenatore vuole continuità e schiererà la miglior formazione possibile, dunque 4-1-4-1 con Milinkovic-Savic in porta, Di Lorenzo, Beukema, Juan Jesus e Spinazzola in difesa, Gilmour a centrocampo, Neres, Anguissa, De Bruyne e McTominay a centrocampo, Hojlund in attacco. L’idea di tornare al 4-3-3 è finita in soffitta (almeno fino a martedì, quando gli azzurri affronteranno il Psv) per non stravolgere il lavoro fatto sin qui, finalizzato soprattutto alla convivenza tra De Bruyne e McTominay. Il Torino, reduce dal 3-3 di Roma, proverà a fermare la capolista, anche se i numeri dicono che la storia parla azzurro: nei 143 confronti ufficiali in Serie A, il Napoli ha vinto 53 volte, il Torino 33 (l’ultima nel 2024), con 56 pareggi. Baroni tenterà l’impresa con un 3-5-2 con Israel tra i pali, Tameze, Maripan e Coco nel reparto arretrato, Pedersen, Casadei, Asllani, Gineitis e Nkounkou in mediana, Ngonge e Simeone coppia offensiva. Con un calendario che porterà a fine mese la sfida con l’Inter e, in mezzo, gli impegni di Champions, gli azzurri dovranno imparare ad alternare uomini e sistemi di gioco, mantenendo il solito rendimento.

Conte: “Ci aspettano tante partite, avremo bisogno di tutti”

“Sappiamo che arriva un periodo pieno di impegni e avrò bisogno di tutti – ha spiegato Conte -. Qualsiasi squadra che ci affronta ha motivazioni altissime perché siamo campioni in carica, ci aspetta un ambiente complicato. Il Torino ha storia e tradizione, oltre che una grande squadra e un allenatore preparatissimo, l’anno scorso la Lazio di Baroni è stata la nostra bestia nera. Il sistema di gioco? È sempre quello, è un 4-3-3, può essere tipico con due esterni o atipico con un esterno e un centrocampista in più, a volte può cambiare la fase di costruzione o di non possesso. Abbiamo le nostre certezze e cerchiamo di proporle sempre. Le difficoltà di McTominay? Ha cambiato status, è stato il miglior calciatore del campionato. L’anno scorso era un underdog, quest’anno ha tutte le attenzioni su di sé, sia io che gli addetti ai lavori lo vediamo in maniera diversa. Non è una questione di adattamento, lui sa adattarsi e nella passata stagione lo ha dimostrato, è una questione di aspettative che quest’anno sono inevitabilmente molto più alte”.

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