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Roma: i ragazzi del Cinema America riaprono la Sala Troisi

A distanza di 7 anni dalla chiusura, Sala Troisi, riapre a Roma le sue porte. A ridare vita allo storico Cinema Induno è l’associazione dei ragazzi del Cinema America, vincitori di una storica battaglia. L’apertura, prevista per il prossimo autunno, sarà il punto di partenza di un progetto molkto innovativo di creazione di una cittadella del cinema nel cuore di Trastevere.

Roma: i ragazzi del Cinema America riaprono la Sala Troisi

Il Cinema Troisi, situato nel cuore di Trastevere, a Roma, riprende vita. Ad annunciare la notizia, pieni di entusiasmo, sono i ragazzi dell’associazione del “Piccolo America”, che dà tempo lottano per ridare dignità alla storica struttura. Le opere di demolizione interne, già autorizzate dalla Soprintendenza di Stato e da altri uffici comunali competenti, sono previste per lunedì 25 Novembre. L’apertura, invece, è programmata per autunno 2020, come anche confermato da Valerio Carocci, Presidente dell’associazione culturale.

Il progetto di restauro del Cinema Troisi, a cura degli architetti Claudia Tombini e Raffaella Moscaggiuri, segue il desiderio dei giovani dell’associazione di conservare il più possibile la storicità dell’immobile. La produzione cinematografica sarà accompagnata da un foyer-bar e da un’aula studio, con 40 postazioni individuali, aperta 24 ore su 24, con terrazza connessa. La sala, invece, prevede l’installazione di uno schermo cinematografico da 13 metridigitalizzazione 4k di ultima generazione e 300 poltrone, di cui due per disabili. Lo scopo è quello di attirare un pubblico più eterogeneo, concedendo servizi diversi e complementari.

L’investimento di 1.426.942 euro è finanziato principalmente dal MIBACT, grazie al bando “Piano straordinario per il potenziamento del circuito delle sale cinematografiche e polifunzionali”; altri finanziamenti provengono dalla Regione Lazio, mediante il concorso pubblico di Lazio Innova, altri ancora sono stati ottenuti grazie all’accordo con SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori – e da fondi propri dell’associazione, nonché dalle donazioni ricevute dai sostenitori del progetto ma anche da parte di alcune celebrità.

Per quanto riguarda, invece, la gestione programmazione, Valerio Carocci spiega che si lasceranno ispirare dalle iniziative proposte dal cinema Beltrade e Mexico di Milano, dallo Stensen di Firenze, dal Visionario di Udine, dal CinemaZero di Pordenone e dal Postmodernissimo di Perugia. Ed è proprio dall’esperienza di queste sale indipendenti che prende spunto la futura gestione del Cinema Troisi.

Se da un lato sembra un sogno che si avvera per i ragazzi dell’associazione, dall’altro il percorso è stato lungo e pieno di ostacoli. Tutto inizia nel 2015, con lo sgombero, da parte di Roma Capitale, della società Mediaport srl di Giorgio Ferrero, che occupava la struttura senza titolo e la teneva chiusa, fino al 2012, anno in cui aveva licenziato tutti i dipendenti.

Quello stesso anno, l’amministrazione di Ignazio Marino, pubblica il bando “Patrimonio Comune”, con cui “Piccolo America” si aggiudica la gestione. Sebbene la vittoria schiacciante, la concessione viene bloccata da alcuni ostacoli giudiziari avanzati dalla stessa Mediaport, insieme ad un’altra società partecipante al concorso. Infatti, l’associazione viene a conoscenza dei vari abusi edilizi, della necessità di un processo di conformità statica, urbanistica ed edilizia per poter procedere alla stipulazione del contratto con Roma Capitale.

Nonostante tutti i cavilli burocratici che i giovani hanno dovuto affrontare, il 25 Gennaio 2018 riescono finalmente a firmare un canone d’affitto agevolato no-profit, dal valore di 2800 euro mensili. Tuttavia, a causa di altri ricorsi, l’erogazione dell’anticipo è stata ottenuta solamente in questi giorni.

Una battaglia vinta con determinazione e una forza di volontà incredibile, che ha permesso a questi ragazzi di riportare in vita uno dei cinema più storici di Roma, offrendo oltre alla programmazione ordinaria una serie di servizi sociali e culturali preziosi. Ma la Sala Troisi sarà solo la punta dell’iceberg di un progetto di cittadella del cinema o, se si vuole di cinema diffuso, che collegherà altri cinema storici di Trastevere e che, grazie alle nuove tecnologie, proietterà le immagini dei film anche sui ponti che attraversano il Tevere.

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