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Roma, Fabiani: la Capitale rinasce se valorizza le eccellenze

Colloquio con GUIDO FABIANI, già Rettore dell’Università Roma Tre e assessore regionale nella Giunta Zingaretti – Per far risorgere Roma dopo l’uscita di scena della Raggi, è indispensabile che la nuova amministrazione si doti di una visione a medio-lungo termine – L’importanza del progetto del Tecnopolo – “Per tornare attraente Roma deve offrire, oltre a alla storia, un volto moderno che sappia di nuovo e di futuro”

Roma, Fabiani: la Capitale rinasce se valorizza le eccellenze

“Quando ero assessore alle attività produttive della Regione Lazio, siamo nel 2017-2018, partecipai ad un tavolo convocato dal ministro Carlo Calenda per discutere di una serie di progetti innovativi che avevano l’obiettivo di rilanciare Roma e l’intera Regione, per fare della Capitale d’Italia una città produttiva e attraente, vero punto di eccellenza di un paese che tentava di uscire da una stagnazione ventennale. A Milano c’era l’Expo che aveva contribuito, insieme a vari progetti di rinnovamento urbanistico e mettere il capoluogo lombardo all’attenzione del mondo. A Roma non c’era alcun progetto a medio-lungo termine che potesse far capire a tutti sia in Italia che all’estero, come voleva trasformarsi la nostra Capitale. Ma l’iniziativa di Calenda non ottenne alcuna attenzione da parte della sindaca da poco eletta a furor di popolo, Virginia Raggi. Ricordo che la Raggi nel corso della riunione si limitò a sfogliare distrattamente il voluminoso libro di progetti presentato dal ministro e lasciò il tavolo a riunione ancora in corso, senza aver aperto bocca”.

Guido Fabiani
Imagoeconomica

Giudo Fabiani, per lunghi anni rettore della Università Roma Tre, e poi assessore nella Giunta Zingaretti durante il primo mandato, conosce bene la città, ha partecipato attivamente alla formulazione di un progetto per la creazione di un Tecnopolo avente lo scopo di mettere a sistema e valorizzare le tante eccellenze che esistono a Roma e nel Lazio, coinvolgendo Università, centri di ricerca, imprese e lavoro che esistono ma che ora operano ognuno per proprio conto senza la capacità di mettere insieme le forze per indirizzarle verso un obiettivo comune e capace di giovare ad ogni singolo segmento.

Ora che la Raggi è uscita di scena e proprio mentre i cittadini sono chiamati a scegliere il nuovo sindaco, Giudo Fabiani vuole sottolineare la necessità che la nuova amministrazione si doti di una visione a medio-lungo termine sul futuro della città. In questo modo anche i problemi più urgenti, dai rifiuti, ai trasporti, dall’assetto urbanistico, alla gestione del turismo, potranno trovare adeguata soluzione contribuendo, tutti insieme, a porre su basi solide la prospettiva di sviluppo della città e della regione.

“Solo Gualtieri ha chiamato gli estensori del progetto del Tecnopolo e ci ha dato la possibilità di illustrarne obiettivi e modalità operative. Il progetto parte – spiega Fabiani – da un’ampia ricognizione delle eccellenze presenti nel nostro territorio e che sono spesso ignorate non solo dai cittadini ma anche dalla classe dirigente. Pochi sanno che a Roma o nelle sue immediate vicinanze, esiste una realtà industriale molto rilevante. Ad esempio il Lazio conta per il 39% dell’intero export farmaceutico nazionale; il settore dell’ICT ha 80 mila addetti e vale il 51% dell’export del paese; mentre nelle tecnologie green si contano 30 mila addetti. Ci sono poi settori dove il primato è assoluto come nel campo della produzione di video e cinematografiche, oppure nel turismo dove Roma ha registrato, prima della pandemia, 31 milioni di presenze contro, per fare un confronto, le 13 milioni di Venezia. Insomma Roma in vari settori come l’energia, la transizione digitale, la biofamaceutica può giocare un ruolo importante sullo scenario nazionale e internazionale. Ora tutti i settori produttivi sono chiamati ad una profonda trasformazione. Per farlo serviranno ricerca, trasferimenti tecnologici e nuove competenze. Ed ecco che le varie Università romane possono avere un ruolo importante sia nella ricerca che nella formazione delle nuove figure professionali”.

Si tratta di un progetto che travalica il ruolo del Comune. Probabilmente dovrà intervenire non solo la Regione, ma anche lo Stato, come è avvenuto, ad esempio a Milano per l’area ex Expo. “Certamente, però il Comune ha un ruolo di fondamentale importanza – sottolinea Fabiani – deve svolgere un lavoro di coordinamento, accompagnamento delle varie iniziative e stimolo a creare intese e sinergie. Il piano è nato da un lavoro congiunto delle varie università romane e dell’associazione degli industriali del Lazio che ha manifestato il massimo interesse. Tutti hanno capito che bisogna mettersi insieme, che bisogna comunicare tra loro di più e che anche la possibilità di rafforzare la proiezione internazionale è facilitata dal presentarsi uniti. Abbiamo illustrato il piano alla ministra dell’Università Maria Cristina Messa, che è rimasta molto bene impressionata sia dalla robustezza dell’impianto analitico, che dalla concretezza delle proposte.”

A Roma in effetti esistono anche importanti sedi di aziende pubbliche e private che potrebbero essere coinvolte in un progetto di interesse comune. Un progetto che può giovarsi a breve dei fondi messi a disposizione dal Pnrr, oltre che fra leva anche sugli stanziamenti che dovranno essere previsti dal Governo per il Giubileo del 2025 e, se vinceremo la gara, per l’Expo del 2030. “Dobbiamo agire con rapidità. Al Comune abbiamo proposto che costituisca una task force, capace di mettere in relazione Università, imprese, mondo del lavoro e dei giovani. Ad esempio sono appena uscite le linee guida per la compilazione dei progetti da presentare al Pnrr. Si tratta di una operazione complessa sia tecnicamente che giuridicamente. Ci stiamo ragionando. E finora il Comune, guidato dalla Raggi, è stato completamente assente. C’è da fare un lavoro enorme per valorizzare le potenzialità della Città e per cogliere al meglio le occasioni che si presenteranno nei prossimi anni. Anche sull’assetto urbanistico c’è da prendere decisioni fondamentali. Occorre recuperare la aree dismesse (mercati generali, gasometro, varie sedi di ex ospedali), dando loro destinazioni sensate e il linea con la visione generale della Roma del futuro. In definitiva se Roma non si darà un Sindaco e una Giunta all’altezza della sfida che ha di fronte, si rischia di perdere una ulteriore occasione. Ci sono le risorse finanziarie, ma non è solo questione di soldi. Per tornare ad essere una città attraente, capace di attirare turisti, ma anche talenti che voglio stabilircisi per qualche tempo, Roma deve offrire oltre alla storia, un volto moderno che sappia di nuovo e di futuro”, conclude Fabiani.

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