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Reddito d’inclusione, le novità: mini-guida in 3 punti

Si avvicina l’introduzione del Rei, un nuovo assegno universale destinato alle famiglie povere – I dettagli sono ancora da definire ma circolano già alcune indicazioni, in particolare per quanto riguarda la durata, l’importo e la platea dei beneficiari. Il governo: riguarderà 2 milioni di persone

Reddito d’inclusione, le novità: mini-guida in 3 punti

(aggiornato sabato 15 aprile alle 9,00) Prende forma il reddito d’inclusione (Rei), una nuova misura di sostegno economico alle famiglie povere. Il governo ha inserito le misure per il contrasto alla povertà fra i pilastri del nuovo Programma nazionale di riforma, varato la settimana prima di Pasqua.

I decreti attuativi dovrebbero arrivare in Consiglio dei ministri a inizio maggio, ma già venerdì 14 aprile il capo dell’esecutivo Paolo Gentiloni e il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, hanno siglato un protocollo d’intenti con l’Alleanza contro la povertà, associazione di soggetti sociali e istituzionali che aveva elaborato una proposta di legge per l’introduzione del Reddito d’inclusione.



I primi paletti da fissare riguardano i criteri per l’accesso al Rei, i parametri per determinarne l’importo e le regole per evitare che il beneficio si trasformi in un boomerang, disincentivando la ricerca di lavoro. Bisognerà poi individuare la struttura nazionale che affiancherà gli enti locali nella gestione della nuova misura di welfare. Il provvedimento, ha detto il premier Gentiloni, interesserà 2 milioni di famiglie.

1) COME FUNZIONA

Chi sarà interessato a ricevere il reddito d’inclusione, infatti, dovrà farne domanda al proprio Comune di residenza. A erogare l’assegno sarà però l’Inps, non è ancora chiaro se attraverso una carta ricaricabile (come già avviene per il Sostegno di inclusione attiva) o con altri strumenti. La sua durata sarà di 18 mesi rinnovabili (contro i 12 del Sia) e saranno previste verifiche periodiche.

Chi lo riceverà dovrà prendere parte a un progetto di reinserimento e inclusione sociale, sottoscrivendo anche un “patto con la comunità” che prevede sia una responsabilità generica dal punto di vista del buon comportamento civico sia un impegno preciso ad accettare le proposte di lavoro eventualmente ricevute dagli uffici di collocamento.

2) A QUANTO AMMONTA L’ASSEGNO

Nel caso di totale assenza di mezzi, il singolo con Isee annuo non superiore a 3mila euro potrebbe ricevere un reddito d’inclusione di circa 250 euro al mese. Assegno che, indicativamente, dovrebbe salire a 390 euro per le famiglie composte da due membri e a 500 euro (pari alla pensione sociale pagata dall’Inps agli anziani) per i nuclei di tre persone.

3) CHI LO RICEVERÀ

Al momento sono 400mila le famiglie italiane che percepiscono il Sostegno di inclusione attiva. Con il nuovo Reddito d’inclusione il governo vuole salire a 600mila nuclei, che corrispondono a circa due milioni di persone, di cui quasi la metà minorenni. Si tratta di poco meno del 50% degli italiani in condizioni di difficoltà economiche. Siccome però il Rei sarà una misura a tempo, per un effetto di rotazione è possibile che nell’arco di due anni la platea dei beneficiari si estenda a quattro milioni di persone.

In generale, avranno diritto al Rei anche le persone che vivono da sole, ma ad avere la priorità saranno le famiglie con minori, disabili, over 55 disoccupati e donne in gravidanza.

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