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Pomellato diventa francese: siglato l’accordo con Kering (ex Ppr)

L’ad Morante: “Diventare globali è una necessità, l’ingresso nel gruppo Kering è di gran lunga la scelta più favorevole” – Francois Pinault: “Faremo crescere il gruppo preservandone l’identità italiana”.

Pomellato diventa francese: siglato l’accordo con Kering (ex Ppr)

Pomellato diventa francese. Kering – nuovo nome del colosso Ppr – ha firmato un accordo con la Ra.Mo Spa per l’acquisizione della quota di maggioranza della società italiana. Con un fatturato di 146 milioni di euro nel 2012, Pomellato “è un gruppo di gioielleria tra i più importanti in Europa e uno dei principali player nel settore a livello internazionale”, si legge nella nota.

La transazione, spiega Kering, “è soggetta all’approvazione delle autorità garanti della concorrenza e dovrà essere finalizzata nelle prossime settimane. Andrea Morante resterà amministratore delegato della società”. Il gruppo, “che comprende due marchi con diverso posizionamento (Pomellato e Dodo), è un business profittevole e in crescita. La sua rete di distribuzione comprende 86 negozi monomarca, di cui 45 Pomellato e 41 Dodo, oltre a 600 punti vendita in tutto il mondo”.

Secondo i francesi, l’azienda dispone di un “significativo potenziale di crescita intrinseco e Kering ne favorirà lo sviluppo e l’espansione a livello internazionale”. Il gruppo Pomellato “beneficerà della competenza di Kering e delle sue risorse nel settore immobiliare, della distribuzione, dei media e della gestione del marchio”.

“Sinonimo di stile italiano – ha commentato il presidente e Ceo di Kering, Francois-Henri Pinault – i marchi Pomellato e Dodo rientrano tra i nomi di gioielleria più affascinanti e innovativi del mondo. Sono quindi lieto che il gruppo Pomellato si unisca al nostro prestigioso portafoglio di marchi di lusso. Abbiamo grandi ambizioni per l’azienda e metteremo a disposizione la nostra esperienza e il nostro know-how al fine di intensificarne la crescita e l’espansione geografica, preservando i valori della sua identità italiana”.

“Per Pomellato e Dodo diventare marchi globali non è più un’opzione, ma una vera e propria necessità – ha detto il Ceo del gruppo italiano, Andrea Morante –. Con questa premessa, abbiamo affrontato una lunga e approfondita revisione delle nostre migliori alternative strategiche e siamo giunti alla conclusione che l’ingresso nel gruppo Kering fosse di gran lunga la scelta più favorevole. Primo perché diventeremo immediatamente parte di uno dei più esclusivi gruppi del lusso nel mondo; secondo perché avremo l’opportunità di preservare e accrescere lo sviluppo di Pomellato e Dodo su scala globale”.

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