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Piazza Affari mette il turbo: brillano Fca e banche

Volano in Europa gli indici azionari – Fca guadagna oltre il 5 per cento – Si risvegliano le banche – In terreno positivo anche il lusso e le utility – Sale il petrolio – Il cross euro dollaro è in lieve flessione a 1,204.

Piazza Affari galoppa davanti ai listini europei. Il tris di record sui mercati Usa, combinato con l’exploit di Tokyo +3,6% ai livelli del ‘92 (prima della lunga depressione dell’economia giapponese) ha dato la carica alle Borse del Vecchio Continente. i mercati asiatici in nottata hanno toccato i massimi da 10 anni

A Milano l’indice Ftse Mib avanza dell’1,3%, attorno a quota 22.200 punti, davanti a Madrid (+1,1%). Segue di un’incollatura Francoforte, su di un punto percentuale. Parigi +0,85%. Più modesto, fuori dall’Eurozona, il rialzo di Londra. L’indice europeo Stoxx 600 è ai massimi da sette anni. Il rialzo coinvolge in pratica tutti i comparti, a partire dalle banche. Fa eccezione solo Remy Cointreau (-3,7%), che accusa un calo dopo un report di Investec: le misure anti-corruzione adottate dalla Cina potrebbero colpire il consumo di prodotti status symbol, come il cognac.

Sono in arrivo nuove notizie positive per l’economia della zona euro. A dicembre, l’indice Pmi composito, che raggruppa i settori manifatturiero e servizi, è salito a 58,1 punti da 57,5 del mese precedente, record da febbraio 2011. In Italia l’indice è salito a 55,4 da 54,7 di novembre, archiviando il diciannovesimo mese di fila sopra la soglia di 50 che separa contrazione da espansione.

Il cross euro dollaro è in lieve flessione a 1,204. Stabile anche il mercato delle obbligazioni: Bund 0,45%, Btp 2,03%.

Sempre in tensione i prezzi del petrolio, sotto la pressione della crisi iraniana ed in attesa dei dati di oggi sulle scorte Usa: il future Brent, tratta a 67,81 dollari al barile, ma in seduta ha stazionato sopra quota 68 dollari. Il Wti sale dello 0,32% a 61,83 dollari.

A Piazza Affari Eni +1,4%, Saipem +2,7% e Tenaris +1,2%.

Vola Fiat Chrysler (+5,3% a 16,37 euro) e brucia un nuovo massimo storico segnato in avvio di giornata, arrivando fino a un nuovo picco di 16,38 euro con volumi intensi. Mediobanca Securities, pur rilevando che il gruppo ha chiuso l’anno in Usa peggio dei principali concorrenti ( complice la scelta di ridurre le vendite di flotte aziendali, poco remunerative) rileva che il mercato è andato meglio delle attese ed è vicino a livelli record supportato da un‘economia in espansione e, in prospettiva, dagli effetti della riforma fiscale. “Fca è il maggiore beneficiario di un mercato Usa solido. Per il 2018 ci aspettiamo un calo su anno ‘low-single-digit’”, conclude Mediobanca che copre il titolo con “outperform” e target a 20 euro. Exor sale del 2%. Cnh Industrial +2,5%. Ferrari +2,6%.

Nel mondo dei motori avanzano anche Sogefi (+4%) e Piaggio (+3%).

Si risvegliano anche le banche. Intesa Sanpaolo +1,1%. La banca lancia un piano di riacquisto su 2,6 miliardi di euro di obbligazioni con garanzia statale emesse da Veneto Banca e da Banca Popolare di Vicenza. L’operazione dovrebbe portare ad un risparmio sui costi di approvvigionamento del capitale pari a circa 43 milioni di euro.

Unicredit +1,8%, Ubi Banca +3%, Banco Bpm +1%.

Telecom Italia +0,2%. Mediaset +0,7%: l’accordo su Premium, il cui negoziato è in corso da mesi, dovrebbe essere raggiunto prima della fine di gennaio.

In terreno positivo anche il lusso e le utility. Tra i primi Yoox Net à Porter +0,5%, Moncler +0,2%.

Rimbalzano Terna (+1%), Enel (+1,3%) e Italgas (+0,5%). Snam +1%. La gara per il 66% della greca Desfa sta per chiudersi, le offerte vincolanti dovrebbero essere presentate prima della fine di febbraio.

Tra le mid/small cap, Astaldi +6%. Tecnoinvestimenti (+2%) aggiorna il record storico.

In forte ribasso Trevi, protagonista ieri di un balzo del 22%, oggi di oscillazioni da brivido. Partito in rialzo (max 0,4530 euro), il titolo della società specializzata in fondazioni e in lavori d’ingegneria ha invertito la tendenza fino ad essere temporaneamente sospeso per eccesso di ribasso a 0,4050 euro. Ha riaperto in calo del 7%. Secondo indiscrezioni Cassa Depositi e Prestiti potrebbe partecipare nell’operazione di rafforzamento patrimoniale del gruppo, andando anche oltre la propria quota attuale del 16,85%.

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