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Piazza Affari cala sulla scia di banche, industria e petroliferi

Altra giornata in ribasso per le piazze azionarie europee: Piazza Affari lascia sul campo lo 0,8 per cento – Tranne Bper, quasi tutte in calco le maggiori banche – In flessione anche Buzzi, Leonardo, Yoox, Unipol e Saipem

Piazza Affari cala sulla scia di banche, industria e petroliferi

Seduta di prese di beneficio nel Vecchio Continente e oltreoceano a Wall Street, complice l’esaurirsi dell’effetto Fed e l’attesa per il referendum sulla Brexit. Irlanda, Lussemburgo e Cipro sono i Paesi europei che secondo S&P più esposti a Brexit. Il verdetto si basa su un indice di sensibilità elaborato dall’agenzia di rating che tiene conto di esportazioni verso il Regno Unito, investimenti diretti stranieri, fattori finanziari, flussi migratori. L’analisi non riflette però le conseguenze potenziali sui mercati finanziari e dei cambi.

Sul sentiment influisce anche il nuovo richiamo di Mario Draghi ai governi: il presidente della Bce è tornato a sottolineare l’importanza che i governi europei varino le attese riforme strutturali. Il Ftse Mib chiude in calo dello 0,81%, Londra -1,10%, Francoforte -1,25%, Parigi -0,97%. Lo spread Btp-bund chiude stabile a 135 punti base con rendimento all’1,39%.

Si ferma il rialzo del petrolio con il Brent che cede lo 0,74% a 52,12 e il Wti l’1,19% a 50,62. Non è bastato il dato migliore delle stime sulle richieste di sussidi di disoccupazione per ridare slancio ai listini d’oltreoceano: le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione sono scese di 4mila unità a 264mila. Meglio delle attese anche le scorte di magazzino all’ingrosso negli Usa che per il secondo mese di fila sono cresciute ad aprile ai massimi di dieci mesi:+06% contro attese di +0,1%.

Si rafforza il dollaro con il cambio euro/dollaro che scende dello 0,63% a 1,1328

A Piazza Affari dopo tre giorni di rally le prese di beneficio colpiscono Saipem -2,09% nonostante la notizia dei nuovi contratti di perforazione ed estensione di contratti esistenti per complessivi 150 milioni di euro.

In fondo al Ftse Mib c’è però Buzzi Unicem -4,14%, Yoox -3,44%, Leonardo -3,18% e Unipol -3,07% e Banco Popolare -3,03% che si lascia alle spalle lo sprint dei primi giorni dell’aumento di capitale.

In evidenza sul Fste Mib trovimao Bper +1,89%, A2A +0,63%, Prysmian +0,46%, Moncler +0,7% dopo che Equita ha consigliato “buy”.

Unicredit in stand by (-0,31%) nel giorno del Cda sul rinnovo dell’amministratore delegato: sul tavolo la scelta del profilo del nuovo ceo.

Telecom chiude in calo dell’1,39%. La società rimane comunque sotto i riflettori sulla notizia che la Banca Centrale Europea ha acquistato le obbligazioni emesse dal gruppo e sul fermento che sta vivendo il settore delle tlc, dopo che Vodafone e Sky hanno annunciato un progetto di fusione in Nuova Zelanda per creare un polo integrato telco-media.

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