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Novità in arrivo per i Btp: il Tesoro lancia il decennale indicizzato. Milano stamane inizia male

Il Tesoro prepara una novità sui Btp per sfruttare il momento magico dell’Italia agli occhi degli investitori stranieri – Oggi asta Bot – Stamani Piazza Affari inizia male – Per O’Neill le banche italiane sono un affare: exploit di Unicredit a prova di stress e ora i numeri di Mps ed Enel – Bpm cambia governance – Indagine penale su Gm.

Novità in arrivo per i Btp: il Tesoro lancia il decennale indicizzato. Milano stamane inizia male

LE PULIZIE DI UNICREDIT FANNO BRILLARE MILANO. LA CINA TREMA PER LA BOLLA DEL RAME. TOKYO -2,5%

Milano avanza, sotto la spinta di Unicredit. Piazza Affari chiude a +0,39% dopo aver toccato, nel coro della seduta un nuovo massimo dal giugno 2011 (+10,7% da inizio 2014). Francoforte + 0,46% rimbalza, dopo una settimana di ribassi per la sindrome Ucraina. Sono questi i soli segni positivi in giro per i mercati su cui spirano venti negativi e minacciosi.



In sintesi:
– L’Asia stamane è in pesante caduta. Arretra la Borsa di Tokyo -2,5%, che ormai guarda con apprensione al prossimo aumento dell’Iva e fa i conti con la forza dello yen. In ribasso anche Hong Kong -1,7% e le altre piazze più importanti.
– Indici in calo anche a Wall Street. A fine seduta l’indice Dow Jones ha perso lo 0,41%, l’S&P 500 lo 0,51% e il Nasdaq lo 0,63%.
– Recupera qualche posizione Francoforte +0,46%, da giorni sotto l’effetto del fattore Ucraina. In rosso Parigi -0,48%, Madrid -0,29% e Londra -0,06%. 
Ma quali sono, oltre la crisi ucraina, i rischi all’orizzonte?

SINDROME RAME SULLA FINANZA CINESE

Le ultime, ma forse più minacciose paure nascono dalla Cina, ovvero dagli effetti della frenata dell’economia di Pechino su tutti i listini, a partire dal rame scivolato ai minimi dal 2010 e del ferro (rispettivamente -8% e -9%). Il fenomeno, in parte, si spiega con la frenata della domanda dell’industria cinese, ma la vera preoccupazione è di natura finanziaria: i futures sulle materie prime, rame in testa, sono stati largamente utilizzati in questi anni come collaterale a garanzia dei prestiti elargiti dalla finanza ombra (o non bancaria), oggi a rischio default. Dopo l’insolvenza di Cao Solar, ieri sono stati sospesi azioni e bond di una società elettrica, la Baobian, e si sta diffondendo il sospetto che si avvicini lo scoppio la bolla dei prestiti facili. Anche perché una parte dei collaterali è stato usato per speculare sulle valute. Il rischio è che, dopo i recenti ribassi dello yuan, le banche siano costrette a chiedere altro collaterale per i prestiti in essere, o in alternativa chiedere il rimborso e smobilizzare le garanzie.

NEW YORK, INDAGINE PENALE SU GM

Viva attesa per la reazione di Wall Street alla grana giudiziaria in cui è coinvolta. Ieri sera il dipartmento di Giustizia americano ha deico di aprire un’inchiesta penale sull’azienda, colpevole di aver occultato, con la complicità (o il degli enti federali mancato controllo) degli enti federali che si occupano della sicurezza. Il caso riguarda gli incendi della Chevrolet Cobalt ed altri modelli della casa di Detroit all’origine, secondo l’accusa della procura di New York, di 31 incidenti con 13 vittime. Il caso rischia di coinvolgere gli ex vertici della casa, a partire dall’ex ceo Ackermann, ma colpisce soprattutto Mary Barra, il nuovo numero uno, già a capo del manufacturing. 

TUTTI PAZZI PER UNICREDIT A PROVA DI STRESS TEST

Unicredit è stata la protagonista assoluta, a livello mondiale, della seduta di ieri, con un bilancio che è la miglior prova dell’attenzione e della determinazione con cui le banche italiane stanno affrontando l’Asset Quality Review europea.

Il gruppo bancario ha annunciato di aver chiuso il 2013 con una perdita netta di 14 miliardi di euro dopo accantonamenti straordinari su crediti per 7,2 miliardi e altri 9,3 miliardi di rettifiche su avviamento. Grazie a queste misure Unicredit si avvia ad essere la banca più solida del Vecchio Continente con un rapporto di copertura dei crediti deteriorati al 52% ovvero al livello pre-crisi e tra i migliori in Europa. Il Common Equity Tier (indice di solidità patrimoniale) si attesta al 10,4% (9,4% con l’introduzione dei metodi contabili di Basilea III).

Grande consenso ha riscosso l’annuncio della quotazione di Fineco e la possibile cessione della Credit Management Bank. Anche il dividendo di 0,10 euro per azione e il target di utile netto 2014 (6,6 miliardi al 2018 in seguito al piano triennale) hanno battuto le attese del mercato. Il titolo, partito in sordina con un minimo a 5,89 euro (in ribasso del 2,4%), ha invertito bruscamente la rotta subito dopo il rilascio dei risultati e ha chiuso in rialzo del 6,4% portandosi, a 6,42 euro, sul nuovo massimo dall’ottobre 2011.

CAMBIA LA GOVERNANCE BPM, OGGI MPS DA’ I NUMERI

Per Jim O’Neill, l’inventore dell’acronimo Brics, le banche italiane sono un affare. E i crediti non performanti che gli istituti si stanno preparando a vendere, lo sono ancor di più. O’Neill ha sottolineato che in questa fase “gli investitori sono alla ricerca di opportunità e se gli stress test saranno percepiti come credibili anche i non performing loans saranno guardati come un’opportunità come, d’altra parte, è già accaduto in Spagna”. Il commento di O’Neill è una conferma dell’attenzione con cui i grandi investrtori seguono la campagna dei conti delle banche italiane.

Intanto Mps, che oggi rivelerà i risultati approvati nel cda di ieri, è salita del 2,56%, Gli analisti prevedono una perdita vicina a 900 milioni. Mediobanca è rimasta invariata a 7,71 euro, Ubi ha ceduto lo 0,08%, Bper ha perso lo 0,31%, Banco Popolare –0,57%, Intesa -1,49%.

Cala anche Bpm –1,76%, prima però dei risultati resi noti in serata assieme alle novità sulla governance, in linea con le richieste di alcuni azionisti, a partire da Raffaele Mincione. Ora l’aumento di capitale sembra meno difficile. La banca di piazza Meda ha chiuso il 2013 con un utile netto di 29,6 milioni, a fronte della perdita da 429,7 milioni del 2012. Al netto delle componenti non ricorrenti, il risultato è di 78 milioni, contro il rosso da 62 milioni dell’esercizio precedente.

La riforma prevede la riduzione del numero di consiglieri di sorveglianza da 17 a 13. Diventano sette (da cinque) i consiglieri di gestione. In entrambi i consigli cresce “la componente indipendente”’: nove consiglieri di sorveglianza su 13 (e la maggioranza dei comitati nomine e remunerazioni) saranno eletti col voto capitario. Per la nomina del cdg  occorrerà il voto favorevole di almeno due consiglieri di sorveglianza espressione dei fondi. Aumentate inoltre le soglie di partecipazione al capitale: il limite viene alzato all’1% (dallo 0,5%) e fino al 3% per le fondazioni.

Tra e assicurazioni in grande effervescenza UnipolSai +3,07% : il mercato  inizia a scommettere sui risultati del 2013. La compagnia annuncerà il 20 marzo i risultati del 2013. La media delle previsioni degli analisti indica un utile di 477 milioni: sarà il ritorno al profitto dopo quattro anni consecutivi di perdite. Da inizio 2014 il titolo guadagna il 9% circa.

BTP, ARRIVA IL DECENNALE INDICIZZATO

Al via oggi le aste di metà mese: si parte con 7 miliardi di Bot a 12 mesi, mentre giovedì 13 sarà la volta del medio lungo, con un’offerta compresa tra 6 e 7,75 miliardi. Le prospettive sono buone: lo spread tra Btp decennale e Bund tedeschi ieri  è pari a 175 punti base, in linea con la chiusura della vigilia, con un rendimentpari al 3,40%. Lo spread tra Bonos spagnoli e titoli tedeschi è a 167 punti, per un rendimento del titolo iberico al 3,32%.

Ma la vera novità riguarda il lancio del  nuovo decennale italiano indicizzato all’inflazione della zona euro, per il quale ieri il Tesoro italiano ha annunciato di aver conferito il mandato a un pool di banche. L’obiettivo è di sfruttare il forte dell’interesse degli investitori istituzionali verso la carta italiana e per questo specifico tipo di strumento.

CORRONO LE UTILITY, FRENA TELECOM

Continua l’interesse per le utilities comunali. Dopo lo sprint nei giorni scorsi di A2A, salita di un altro 0,9%, ieri è salita alla ribaltaAcea volata in rialzo dell’8,3% dopo la presentazione del piano industriale: i target di crescita sono superiori alle aspettative degli analisti. Enel è scesa dello 0,2%, Enel Green Power ha perso lo 0,5%.

Prese di beneficio su Telecom Italia -0.97%. Il Cda  ha provveduto ieri ad integrare l’ordine del giorno dell’assemblea dei soci come da richiesta avanzata da Findim Group. In particolare, si legge in una nota, l’argomento inserito è il seguente: ‘Nomina da parte dell’Assemblea del Presidente del Consiglio di Amministrazione’. Il consiglio raccomanda agli azionisti che presenteranno le liste di voler indicare il candidato di cui – subordinatamente all’elezione in consiglio – propongono la nomina alla carica di presidente del consiglio di amministrazione. Resta inteso, aggiunge la nota, che, laddove l’assemblea non provveda alla nomina (mediante deliberazione a maggioranza assoluta delle azioni presenti in riunione, l’elezione del Presidente sara’ effettuata direttamente dal consiglio di amministrazione, come previsto dallo Statuto sociale.

CUCINELLI E FERRAGAMO OK, MALE YOOX

Andamento alterno per i lusso, in piena campagna di bilanci. Brunello Cucinelli ha recuperato il ribasso della vigilia salendo del 5,02% beneficiando del doppio upgrade di Mediobanca Securities (da underperform a neutral) e di Kepler Cheuvreux (da hold a buy). I risultati 2013 sono stati in linea con le attese degli analisti ma soprattutto quest’anno è stata confermata una crescita a doppia cifra di fatturato ed ebitda, un fatto incoraggiante considerando le difficili condizioni meteo in nord America e la complessa base di confronto.

Salvatore Ferragamo +1,2%. La società ha chiuso il 2013 con un utile netto di gruppo pari a 150 milioni di euro, (+43%). I ricavi sono stati di 1.258 milioni di euro (+9% sul 2012 a tassi di cambio correnti, +11% a cambi costanti), l’ebitda di 260 milioni (+14%), l’ebit di 219 milioni (+13%). Il cda proporrà all’assemblea un dividendo di 0,40 euro per azione ordinaria, in aumento dai 0,33 euro dell’esercizio 2012 (+21%). Per quanto riguarda l’anno in corso, recita la nota aziendale, “l’andamento del business nei primi mesi dell’anno conferma, in assenza di particolari turbative di mercato, un’aspettativa di ulteriore crescita”.

Tod’s +0,05% ha chiuso il 2013 con un utile netto a 133,78 milioni di euro, in calo dell’8% rispetto ai 145,461 milioni dell’esercizio precedente e inferiore al consenso. Tra i peggiori titoli del Ftse Mib ancora una volta Yoox che ha perso l’1,56% scendendo a 30,9 euro con qualche presa di profitto dopo la buona performance dell’ultimo periodo.

Geox chiude in ribasso del 3,9% a 3,342 euro, peggior titolo di oggi a Piazza Affari. Mediobanca resta prudente e ribadisce la raccomandazione Underperform con un target price di 2,2 euro. Gli analisti ritengono che il consenso degli analisti sia troppo ottimista e che sconti già il pieno successo del piano 2014-2016. 

OPA DI IREN SULLE ACQUE POTABILI

Da segnalare ancora:
Iren Acqua Gas e Società Metropolitana Acque Torino hanno deliberato di promuovere congiuntamente un’offerta pubblica di acquisto volontaria totalitaria sulle azioni di Acque Potabili. L’opa, 1,05 euro (premio del 15% sulla quotazione di ieri)  è finalizzata al delisting delle azioni ordinarie con l’obiettivo di potenziare le sinergie nel settore.

I forti acquisti su Dè Longhi, in crescita del 5,87%, con la società che ha ricevuto diversi giudizi positivi da parte di alcune case d’affari grazie ai buoni conti 2013. 

Non si ferma la frana di Moleskine che ha ceduto il 3,45%: Mediobanca Securities ha ridotto la raccomandazione sul titolo da outperform ad underperform, con prezzo obiettivo che è passato da 2,1 a 1,58 euro.

La procura di Milano ha notificato a Risanamento un avviso di garanzia in virtu’ della legge 231/2001, in relazione a reati contestati ad ex amministratori della societa’, che sarebbero stati commessi tra il 23 febbraio e il 19 marzo 2009, prima dell’accordo di ristrutturazione del debito. Lo comunica Risanamento in una nota. Nel dettaglio, l’accusa riguarda i reati di aggiotaggio e ostacolo all’autorita’ di vigilanza contestati a Luigi Zunino, Franco Bonelli, Salvatore Mancuso e Oliviero Bonato.

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