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Napoli campione d’Italia: sono 4 i cavalieri del trionfo. Città in festa ma un giovane muore

Il gol di Osimhen a Udine regala al Napoli la certezza matematica dello scudetto: il terzo dopo 33 anni – Entusiasmo alle stelle in città – Un poker d’assi alla base del trionfo

Napoli campione d’Italia: sono 4 i cavalieri del trionfo. Città in festa ma un giovane muore

Questa volta è tutto vero: il Napoli è campione d’Italia! La festa, sopita (ma neanche tanto) per settimane, è finalmente esplosa ieri sera alle 22.37, quando l’arbitro Abisso ha fischiato la fine della partita di Udine. L’1-1 firmato da Lovric e Osimhen ha regalato a Spalletti quel punto che ancora gli mancava per certificare un campionato letteralmente dominato, eppure ancora virtuale, almeno fino a ieri, quando il popolo azzurro ha potuto urlare al cielo la sua gioia.

Scudetto Napoli, De Laurentis: “Abbiamo vinto tutti insieme”

“Mi avete detto che volevate vincere e lo abbiamo fatto tutti insieme – ha esordito De Laurentiis sul prato del Maradona, affollato da oltre 60 mila tifosi accorsi per assistere alla partita sui maxischermi -. Grazie, abbiamo vinto tutti insieme e adesso domenica con la Fiorentina tutti qua per la grande festa. Grazie ancora a tutti quanti. Oggi è il coronamento di un’aspettativa che durava 33 anni, quando sono arrivato qui ho detto che ci sarebbero voluti 10 anni per andare in Europa: promessa mantenuta in anticipo. Poi ho detto che avremmo vinto lo scudetto entro 10 anni e ci siamo riusciti in anticipo. Ora l’obiettivo è vincerlo e rivincerlo, dopodiché ci mancherà solo la Champions League. Questa squadra si era appesantita di responsabilità, ci voleva aria nuova e capacità di volare in alto come gruppo e non come individualità che remassero come freno. Il progetto non si ferma mai, oggi è un punto di partenza e non di arrivo”.

Spalletti si commuove: “Napoli, questo scudetto è per te”

“Per quelli abituati a lavorare sempre come me il problema è che non riescono a gioire appieno delle vittorie, la gioia è sempre fugace – ha spiegato Spalletti con gli occhi lucidi dalla commozione -. Dovrei riuscire a fermarmi un attimo, ma sto già pensando al lavoro da fare. Vedere i napoletani sorridere è l’emozione più grande, sono loro che me la trasferiscono attraverso la loro felicità. Avevo il sentimento di una città intera sulle spalle, ora so che molte persone potranno superare i momenti duri della loro vita ripensando a questo momento, era una responsabilità enorme e ora mi sento più rilassato. Quando ho detto di voler vincere lo scudetto l’anno scorso mi è stato detto che stavo andando oltre, ma era per stimolare i giocatori. Qui ci sono stati Benitez, Ancelotti, Sarri che ha fatto il miglior calcio d’Italia, Gattuso che ha vinto la Coppa Italia… Che potevo fare io se non vincere lo scudetto?”

Le pagelle: Giuntoli, Spalletti, Oshimen e Kvara i simboli del trionfo

L’impresa del Napoli merita un 10 e ne fanno parte tutti, dal presidente De Laurentiis fino a chi sta dietro le quinte come impiegati e magazzinieri. Giusto però esaltare i gioielli più luminosi di questo Scudetto, a cominciare da Cristiano Giuntoli (voto 10), il vero deus ex machina del capolavoro. Il Ds ha saputo costruire una squadra fortissima tenendo i conti in ordine e senza guardare nomi e palmares, ma solo le qualità tecniche e umane. Così si spiegano i colpi Kvaratskhelia e Kim e le cessioni, molto ben remunerate, di Koulibaly e Fabian Ruiz, oltre agli addii di Insigne, Mertens e Ospina. Il materiale poi è stato plasmato alla perfezione da Spalletti (voto 9), altro grande artefice del trionfo azzurro.

Il tecnico di Certaldo si è preso così una rivincita su chi lo aveva sempre catalogato tra i “perdenti di successo”, conquistando il primo Scudetto italiano della carriera (che va ad aggiungersi ai due in Russia con lo Zenit) e, soprattutto, firmando un’impresa che lo porta di diritto nella storia del calcio italiano: un tricolore a Napoli, del resto, ha un valore destinato a restare nel tempo, come una storia da tramandare di generazione in generazione. E poi ci sono i protagonisti in campo, su tutti Osimhen (voto 9) e Kvaratskhelia (8,5), capaci di trascinare tutto l’ambiente Napoli a suon di gol e giocate da urlo. Il nigeriano si prende mezzo voto in più per il semplice motivo di essere stato più decisivo e continuo, ma anche il georgiano ha regalato spettacolo, specialmente nella prima parte di stagione, quando ha lasciato basito l’intero mondo del calcio, incredulo nell’esserselo fatto scappare per soli 11 milioni.

La città impazzita di gioia: Napoli in festa ma muore un giovane

Napoli non vedeva l’ora di fare festa e ieri, finalmente, ha dato il via alle danze attese da mesi. Il passo falso di domenica scorsa, se possibile, ha reso ancor più forte l’attesa del tifo azzurro, sceso in strada proprio come 33 anni fa. Purtroppo la gioia dei festeggiamenti si tinge di rosso: un giovane di 26 anni è morto, colpito da uno sparo partito nella folla. Altre tre persone sono rimaste ferite da colpi d’arma da fuoco e tre dall’esplosione di petardi. Questi ultimi, tutti feriti alle mani, sono stati ricoverati al Vecchio Pellegrini.

Se 33 anni fa c’era un certo Maradona a fare da capopopolo, oggi invece Diego non c’è più, ma la sua immagine, se possibile, è ancora più diffusa: vedere la festa dei Quartieri Spagnoli, proprio sotto al murale che lo ritrae, per credere. Non può essere un caso che il gol decisivo lo abbia segnato Osimhen, la vera stella della squadra assieme a Kvaratskhelia, quasi il destino abbia voluto sancire un passaggio di consegne tra il fenomeno di allora e quello di oggi, seppur con le dovute differenze (Maradona, del resto, è inarrivabile per tutti). Migliaia e migliaia di persone hanno vissuto una serata indimenticabile, iniziata con una partita nata male e finita alla grande: al gol iniziale di Lovric, che aveva fatto aleggiare diversi fantasmi, ha replicato Osimhen e lì le paure sono svanite, con la stessa velocità di uno scatto del nigeriano. Da quel momento in poi la festa s’è scatenata come un flipper impazzito, che ha coinvolto tutti i luoghi più significativi di Napoli, ma anche del resto d’Italia: basti pensare che le celebrazioni si sono viste a Milano, a Torino, a Udine ecc ecc. Un trionfo a tutti gli effetti, insomma, in una notte che il popolo azzurro non dimenticherà mai.

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