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Mussari: sì all’agenda Monti e subito un patto di produttività, ma alt a Basilea 3 e a nuove tasse

Per il presidente dell’Abi le forze politiche dovrebbero impegnarsi prima delle elezioni a rispettare gli impegni europei e i punti qualificanti dell’azione del governo Monti – Subito un patto di produttività di alto profilo ma no a nuove tasse, deducibilità delle perdite sui crediti e rinvio di Basilea 3 – Rilanciare le cartelle fondiarie.

“Tutti coloro che si candidano a guidare il Paese dovrebbero dissipare ogni dubbio circa la ferma adesione agli obiettivi di finanza pubblica tracciati in sede europea e ai punti che hanno più qualificato, in questi mesi, difficili, l’azione del governo Monti: si tratta dell’agenda del Paese, dell’impegno a non venir meno alla parola data, a non coltivare illusioni che ci riporterebbero nel baratro”: con queste parole il presidente dell’Abi, Giuseppe Mussari, parlando alla Giornata del risparmio, è andato subito al cuore dei problemi che domina la scena politica ribadendo il proprio appoggio, sia pure non privo di richieste e di critiche, al governo Monti.

Mussari si è detto pronto a sottoscrivere subito un patto per la produttività con i sindacati ma purché abbia un profilo alto e a due condizioni: 1) il collegamento di una parte significativa degli incrementi del salario al grado di produttività che si registra in sede aziendale, 2) il superamento delle rigidità che caratterizzano l’organizzazione del lavoro in Italia.



Il presidente dell’Abi ha però chiesto di poter dedurre fiscalmente le perdite sui crediti, di non introdurre nuove tasse e di rinviare a tempi migliori le nome di Basilea 3 anche per il carattere pro-ciclico delle nuove regole. Infine ha suggerito di riscoprire le cartelle fondiarie per rilanciare l’immobiliare e le infrastrutture

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