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Mps, fuori le sofferenze e dentro i follower. Viola: “Soluzione ai problemi non di breve termine”

La banca senese presenta i conti dei nove mesi con un rosso da 1,15 mld e crediti deteriorati a 24,3 mld – Dagli Aqr ancora contraccolpi sul quarto trimestre – L’ad Viola: “valutare i risultati nel loro merito” – Verso l’esternalizzaizone delle sofferenze – Widiba trova 40mila follower

Mps, fuori le sofferenze e dentro i follower. Viola: “Soluzione ai problemi non di breve termine”

“Si va sempre avanti”. Così il presidente di Banca Mps Alessandro Profumo  all’uscita del Cda che ha approvato la trimestrale  della banca. Il mercato però si chiede ancora dove: il titolo ha ceduto oggi il 6,48%. E ancora prima che venisse svelato il nuovo rosso da 1,15 miliardi, di cui  797 milioni nel singolo trimestre, 300 milioni di accantonamenti per tagliare i costi del personale e un portafoglio crediti deteriorati che vola a quota 24,3 miliardi. Si tratta della decima perdita consecutiva, archiviata  soprattutto per effetto delle rettifiche sui crediti pari a 2,46 miliardi, di cui 1,25 nell’ultimo trimestre e dovute in gran parte agli esami della Bce (per 790 milioni).

Nella Conference call con gli analisti l’ad Fabrizio Viola ha voluto sottolineare che la stessa Bce “ha detto che la qualità degli impieghi è stata impattata dalla politica espansiva della banca nel 2009-2010, dal portafoglio Antonveneta sotto la media e dagli standard per gli impieghi degli anni passati” rilevando che “i risultati del terzo trimestre confermano che le attività intraprese si sono rivelate efficaci, i margini operativi sono migliori e siamo riusciti a contenere i costi”. In tre anni, la banca  ha tagliato 760 milioni di costi e, secondo gli accordi firmati con le organizzazioni sindacali la scorsa estate, è prevista la chiusura di 150 filiali entro la prima parte del 2015. “Credo che i risultati presentati debbano essere valutati nel loro merito”  ha detto parlando con gli analisti aggiungendo che “è importante sottolineare che siamo impegnati a migliorare la situazione e trovare soluzione al problema, che sappiamo non potrà essere trovata nel breve termine”. Gli stessi effetti dell’Asset quality review della Bce peseranno sui conti del Montepaschi anche sul quarto trimestre del 2014.



Il piano di rafforzamento, ha detto Viola, è stato spedito lunedì scorso alla Bce ma al momento non è noto quanto tempo impiegherà l’Eurotower a rispondere (si dice un mese). L’ammontare definitivo dell’aumento, fino a 2,5 miliardi,  sarà comunque deciso solo il prossimo anno quando verrà lanciato e dipenderà anche dalla concessione o meno dello sconto chiesto dalla banca alla Bce per 390 milioni e dai i 220 milioni di cessioni non core previste decise dalla banca e inserite nel capital plan. “La cosa importante per noi e’ coprire al 100% se non di piu’ il deficit patrimoniale e rimborsare tutti i Monti bond”, hanno detto i vertici. Nel frattempo,  la Commissione europea ha indicato che il nuovo aumento di capitale non interferisce con l’attuazione del piano di ristrutturazione approvato lo scorso anno.

AUMENTO, E POI?

Mps ha dato mandato ai due advisor Ubs e Citi “per identificare le opzioni migliori per consentire alla banca di operare serenamente”. Il mercato è però alla disperata ricerca di un cavaliere bianco che traghetti fuori la banca dalle secche con un solido rimorchio prima che le onde trascinino Mps alla deriva. Anzi. C’è chi, come il Financial Times, suggerisce (in un articolo pubblicato martedì) che sia ora che un investitore aggressivo ne faccia uno spezzatino. Questa sarebbe l’unica opzione percorribile, visto che un salvataggio statale è un’opzione fuori gioco, un matrimonio dentro ai confini una soluzione complicata (e poi non sembrano esserci candidati abbastanza coraggiosi visto che sia Intesa, sia Ubi sia Mediobanca, si sono prontamente sfilate) e  la discesa di outsider estero sembra improbabile (si è vociferato di un interesse di Bnp Paribas smentito però dalla banca francese. Per il quotidiano della city, ci sono diversi elementi che fanno propondere per questo scenario: l’aumento da 2,15 miliardi avverrà a metà 2015 e fino ad allora la banca sarà esposta ai venti della speculazione; l’azionariato di Mps è ben occupato da investitori speculativi; i numeri dei conti non girano e la banca è destinata a lottare ( e soffrire) a lungo.

FUORI LE SOFFERENZE, DENTRO I FOLLOWER

Intanto Viola cerca di uscire dal tunnel pensando a come tamponare il deterioramento dei crediti e a come agganciare la rivoluzione tecnologica che cambierà la fisionomia delle banche nei prossimi anni. Viola ha lasciato intendere che intende varare un’operazione sulla falsa riga di quanto stanno cercando di fare UniCredit e Intesa Sanpaolo con Kkr. “Bisogna lavorare all’interno, cercando di migliorare la situazione, ma anche all’esterno trovando soluzioni per esternalizzare una parte del portafoglio sofferenze”. Tra le cessioni potrebbe arrivare finalmente anche quella di Consum.it,  per l’intera società o solo gli asset, per la quale Mps ja ricevuto alcune offerte vincolanti.

Numeri positivi arrivano invece dalla nuova banca online Widiba, che ha stabilito contatti con 40mila nuovi follower sui social network r e 8mila nuove richieste di apertura conto. “Siamo fiduciosi sul successo di questa nuova banca – ha detto Viola – e per fine anno verrà dotata di 650 promotori che si aggiungeranno alla rete già esistente di Mps ”. L’esposizione interbancaria si è ridotta di 8,4 miliardi e oggi ammonta a 22,5 di cui 17 miliardi della Bce: 14 sono relativi ai vecchi Ltro, 3 al nuovo Tltro.

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