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Mondiali in bilico: l’Italia fallisce il match-point con la Svizzera

Serata da dimenticare per l’Italia che all’89 fallisce un rigore decisivo con Jorgigho e non va oltre il pareggio con la Svizzera: ora non basterà vincere lunedì contro l’Irlanda del Nord per intascare la qualificazione automatica per i Mondiali 2022 ma conterà an che la differenza reti

Mondiali in bilico: l’Italia fallisce il match-point con la Svizzera

Ahi Italia! Il match point contro la Svizzera finisce 1-1, il che significa una sola cosa: lunedì, nella trasferta di Belfast contro l’Irlanda del Nord, non basterà solo vincere, ma anche farlo con una differenza reti migliore dei nostri avversari, a loro volta impegnati in casa con la Bulgaria.

Ad oggi, dopo il pareggio di ieri, manteniamo il vantaggio della vigilia, ovvero un +2 tra gol fatti e subiti, ma è chiaro che nessuno avrebbe voluto rimandare tutto all’ultima giornata, anche in virtù di un calendario che ci vede leggermente sfavoriti. Colpa del pari di ieri, figlio di una partita nata male e finita ancora peggio, con un calcio di rigore sbagliato (il secondo dopo quello d’andata) da Jorginho, che all’89’ ha calciato nella Curva Sud dell’Olimpico il pallone del 2-1. Non sarebbe stato sufficiente per andare ai Mondiali, su questo non c’è dubbio, ma avrebbe sicuramente messo un’ipoteca grossa come una casa, mentre ora è tutto seriamente in bilico, in un senso e nell’altro.

“Abbiamo sbagliato un rigore all’andata e uno al ritorno, ma sono cose che capitano – ha glissato Mancini -. Giusto che abbia calciato Jorginho, se la sentiva. Se cambierò il rigorista? Non lo so, è bravo a batterli, ma parlerò con lui, deve stare tranquillo e probabilmente se ci ricapiterà lo cambieremo”. Buttare la croce addosso al centrocampista del Chelsea sarebbe ingiusto e ingeneroso, ma è chiaro che il suo errore non può passare sotto silenzio, alla luce della gravità e, soprattutto, del momento in cui è arrivato. Al minuto 89 infatti, con il match ormai indirizzato verso l’1-1, Garcia spingeva Berardi in area e l’arbitro Taylor, inizialmente poco interessato all’accaduto, veniva richiamato dal Var, finendo così per indicare il dischetto: lì si presentava Jorginho, da sempre specialista della materia, ma anche reduce da due errori consecutivi, uno con l’Inghilterra nella finale dell’Europeo, l’altro proprio con la Svizzera nello 0-0 dell’andata.

L’italo-brasiliano, candidato forse un po’ troppo in fretta al Pallone d’Oro, mostrava tutto il suo nervosismo, prima cambiando il modo di calciare (ricordate la rincorsa lenta guardando il portiere? Ebbene, nulla di tutto ciò), poi spedendo il pallone sopra la traversa di Sommer. Un disastro insomma, che potrebbe costarci la qualificazione diretta al Mondiale, rimandandoci così a quegli spareggi già indigesti nel 2018. Ma, come detto in apertura, ridurre l’1-1 di ieri al solo Jorginho sarebbe ingeneroso, perché l’Italia ha giocato decisamente peggio di quanto non fosse lecito attendersi, soprattutto nel primo tempo. Pronti via e la Svizzera di Yakin, venuta a Roma con velleità bellicose, trovava il vantaggio con Widmer, bravo a scaricare un tiro di potenza e precisione alle spalle dell’incolpevole Donnarumma (11’).

Là cominciava un match di rincorsa, che Di Lorenzo sembrava aver raddrizzato al minuto 36 deviando di testa una punizione di Insigne. Nella ripresa però gli azzurri finivano nella rete svizzera, fatta di difesa bassa e densità, non riuscendo mai a sbrogliare la matassa, salvo un paio di occasioni in cui, un po’ per sfortuna e un po’ per imprecisione, la palla restava fuori dalla porta di Sommer.

La grande occasione, la più nitida di tutte, arrivava così all’89’ ma Jorginho, schiacciato dalla troppa pressione, falliva miseramente, costringendo così l’Italia a giocarsi il tutto per tutto tra 48 ore a Belfast, quando una vittoria potrebbe addirittura non bastare. “Faremo una bella partita e speriamo anche le reti che non sono arrivate stasera – ha rassicurato Mancini – Contro la Svizzera, rigore a parte sbagliato, ci è mancato solo il gol del raddoppio perché nel secondo tempo abbiamo fatto bene, la partita comunque era difficile e il gol subito ci ha condizionato, poi nel secondo tempo avremmo meritato la rete.

Ad ogni modo partiamo ancora in vantaggio…”. Già, e sarà bene non scordarlo, perché il clima funereo che si respirava ieri al termine del match era (è) piuttosto pesante. Anche in caso di fallimento a Belfast, comunque, ci resterebbero gli spareggi, ma il ricordo del 2017 è troppo forte e doloroso per non lasciare un minimo di strascico. Insomma, tutti ci auguriamo di chiudere la pratica al più presto, dunque lunedì: perché se non andare al Mondiale 4 anni fa fu imperdonabile, ripetersi ora, da campioni d’Europa in carica, sarebbe addirittura assurdo.

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