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Milan, primo ko a Firenze. Juve batte Lazio e torna in quota

Il Milan perde l’imbattibilità a Firenze e spreca il match point per salire in vetta alla classifica – Colpaccio Juve all’Olimpico, dove supera la Lazio di Sarri con due rigori di Bonucci: ora la Signora è quinta

Milan, primo ko a Firenze. Juve batte Lazio e torna in quota

E alla 13esima il Milan cade. I rossoneri speravano di vincere a Firenze per sfruttare lo scontro tra Inter e Napoli; invece, devono fare i conti con una sconfitta, la prima di questo campionato, che accende un campanello d’allarme impossibile da ignorare. Nel pirotecnico 4-3 del Franchi, infatti, si sono visti errori preoccupanti, che hanno vanificato l’ottima prova offensiva della squadra, ma che soprattutto confermano come, alla lunga, non si possa fare a meno di certi giocatori.

Tatarusanu, dopo essersi travestito da eroe nel derby, è tornato a commettere una papera, Gabbia, scelto da Pioli per sostituire Tomori, ha mostrato tutta la sua inesperienza, Hernandez, al solito, è stato tanto bravo dalla cintola in su quanto claudicante in fase difensiva. Insomma, dopo 12 giornate di percorso (quasi) netto il Diavolo finisce ko, messo al tappeto da un’ottima Fiorentina, ma anche, se non soprattutto, dai suoi stessi errori.



“Dobbiamo sentire il dolore di questa sconfitta e fare in modo che non si ripeta – il commento di Pioli – È una delusione forte, finora in campionato non avevamo mai perso, ma questa sconfitta ci farà bene. Ad ogni modo, nonostante il risultato, ho visto una squadra con carattere, mentalità e giocatori forti, sono sicuro che giocheremo fino alla fine per i nostri obiettivi”.

Partita pazza quella del Franchi, difficile da analizzare sia dal punto di vista tattico che logico. I rossoneri hanno corso, pressato, calciato più volte in porta, eppure sono andati all’intervallo sotto di due gol e, al 60’, perdevano addirittura 3-0. Colpa dell’imprecisione in fase di tiro, ma anche, se non soprattutto, di alcune follie difensive, in particolare al 15’ quando Tatarusanu s’è fatto sfuggire una comoda palla dalle mani e Gabbia, in versione bella statuina, non l’ha spazzata in corner, permettendo a Duncan di segnare l’1-0.

Il Milan ha caricato a testa bassa per tutto il primo tempo, sfiorando il pari con Ibra e Leao (due volte), ma al 45’ è caduto di nuovo, questa volta per uno splendido destro a giro di Saponara che s’è infilato all’incrocio dei pali. Nella ripresa il copione non è cambiato, con i rossoneri ad attaccare e i viola a…segnare ancora: protagonista Vlahovic, che ha bruciato Gabbia sul filo del fuorigioco e depositato in rete la palla del clamoroso 3-0. Franchi in festa, ma non per molto, perché in quel momento è salito in cattedra Ibrahimovic, autore di una doppietta nel giro di 5’ (62’ e 67’) che sembrava poter riaprire la partita.

Pioli ci ha creduto, mettendo dentro anche Giroud e Messias, ma all’85’ ecco la doccia fredda, servita nuovamente da Vlahovic, su gentile concessione di uno sciagurato Hernandez. L’autorete di Venuti (96’) è servita così solamente per riempire il tabellino, perché i 3 punti sono andati alla Fiorentina di Italiano, di nuovo in corsa per l’Europa, a fronte di un Milan che rischia seriamente di abbandonare la vetta del campionato.

Vittoria importantissima invece per la Juventus, che col 2-0 dell’Olimpico aggancia la Lazio al quinto posto e resta a meno 4 dall’Atalanta, avversaria della prossima giornata. Il successo è di quelli pesanti, perché al fischio d’inizio di Di Bello i bianconeri erano addirittura a 7 punti dalla zona Champions, occupata proprio dai bergamaschi, a loro volta vittoriosi sullo Spezia con un rotondo 5-2. La pressione però ha fatto meglio ad Allegri che a Sarri e non solo per il risultato: l’idea di difendere e ripartire ha letteralmente annullato il calcio offensivo del tecnico biancoceleste, come dimostra l’unico tiro in porta, peraltro non pericoloso, fatto in 90’.

A rendere ancor più efficace il piano della Signora ci ha pensato Cataldi, che al 23’ ha commesso un fallo ingenuo su Morata, inducendo l’arbitro a fischiare un rigore ben trasformato da Bonucci. E così i bianconeri hanno potuto giocare esattamente la partita che volevano, anche perché la Lazio senza Immobile non è mai riuscita a pungere, nonostante un maggior possesso di palla.

Nella ripresa poi, con il calare dei ritmi, i biancocelesti hanno finito per perdere anche la lucidità, permettendo alla Juve di difendersi senza affanni e ripartire pericolosamente, sfiorando più volte il colpo del ko. Che è arrivato all’83’, sempre con Bonucci e sempre dal dischetto, questa volta per un netto fallo di Reina su Chiesa. I bianconeri ottengono così un successo vitale in chiave Champions, mentre la Lazio, ancora una volta, fallisce l’esame di maturità.

“La squadra ha fatto una bella partita, senza distrazioni, anche se non abbiamo sfruttato le occasioni da gol avute e in questo dobbiamo migliorare – l’analisi di Allegri – Comunque abbiamo fatto tanti tiri in porta, avuto tante occasioni e concesso niente a un’ottima Lazio. Una soddisfazione battere Sarri? Non era Sarri contro Allegri, ma Lazio contro Juve…”.

“Il primo rigore ha deciso la partita – ha tuonato il tecnico laziale – Noi abbiamo giocato bene, disunendoci solo nel finale per la voglia di recuperare il risultato, il 77% di supremazia territoriale è un dato importante. Loro hanno vinto da Juve: rigorino per il vantaggio, fase difensiva bassa e contropiede, è il modo in cui loro hanno vinto partite e campionati. I cori dei tifosi bianconeri contro di me? Non me ne frega niente di loro, ho lavorato lì ma non sono juventino”. Tanto livore conferma quanto Sarri tenesse a battere la sua ex squadra, ma anche che quel matrimonio, se ancora ci fossero dubbi, resta uno dei più stonati di sempre.

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