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Milan, Napoli e Inter inarrestabili: per lo scudetto è corsa a tre

Il Milan espugna Roma tra i veleni e ringrazia ancora una volta Ibra, il Napoli soffre ma vince a Salerno e l’Inter supera l’Udinese con due gol di Correa: la battaglia per lo scudetto è ristretta a loro ma è sempre più avvincente

Milan, Napoli e Inter inarrestabili: per lo scudetto è corsa a tre

Tutti insieme appassionatamente. Napoli e Milan espugnano Salerno e Roma e proseguono il loro serratissimo duello in vetta alla classifica, con l’Inter, anch’essa vittoriosa con l’Udinese, subito dietro, per una corsa scudetto a tre che si preannuncia più avvincente che mai. Il successo più pesante di giornata, al netto dell’avversario, è però quello dei rossoneri, che potranno affrontare il derby di domenica prossima a +7 sui nerazzurri, costringendoli, di fatto, a scendere in campo con un solo risultato a disposizione.

All’Olimpico è successo di tutto, con gol, spettacolo e tante polemiche arbitrali, proprio come in ogni big match italico che si rispetti. La copertina se la prende di diritto Zlatan Ibrahimovic, che a 40 anni suonati riesce ancora a togliersi lo sfizio di essere l’uomo-partita, con tanto di provocazioni ai tifosi giallorossi. Lo svedese ha deciso la contesa con un gol su punizione (26’) e un rigore procurato per un fallo di Ibanez, poi trasformato da Kessié (57’). Prima una rete annullata per un fuorigioco di pochi centimetri e, più in generale, una prova maiuscola, da grande campione, in grado di spostare gli equilibri del match, oltre che di regalargli il gol numero 400 tra tutti i campionati professionistici, il 150 in Serie A.



Il resto però riguarda l’arbitro Maresca, apparso inadeguato sin dall’inizio, la cui direzione farà sicuramente discutere parecchio. In primis c’è l’episodio del rigore, confermato nonostante il collega Mazzoleni, seduto in postazione Var, lo avesse richiamato al monitor: il contatto tra Ibanez e Ibra c’è, ma il difensore tocca anche il pallone e dunque l’interpretazione resta al limite.

Poi però ecco gli errori da matita blu, a cominciare dall’espulsione di Hernandez (salterà il derby), viziata da un contrasto molto dubbio di Felix su Krunic, fino a quello più grosso, ovvero un rigore chiesto dalla Roma in pieno recupero per un fallo di Kjaer su Pellegrini, la cui dinamica ha ricordato quello di Dumfries su Alex Sandro di domenica scorsa. Episodio, questo, che avrebbe davvero potuto cambiare il match, visto che i giallorossi avevano appena accorciato le distanze con un gran gol di El Shaarawy (93’).

“Se parlo domenica prossima non sono in panchina – ha tuonato Mourinho – Vedere che non c’è rispetto per i romanisti è dura, il rispetto che abbiamo noi è il rispetto che tutti dovrebbero avere ma non è così. In una partita dove non abbiamo giocato bene nel primo tempo e contro una brava squadra, non c’è stato rispetto per i romanisti. Non dico altro. Ho fatto uno sforzo nel prendere tutti i giocatori davanti allo spogliatoio e non davanti a quello dell’arbitro…”.

“Io penso solo ad allenare la mia squadra – ha glissato Pioli – Abbiamo giocato con personalità, con le nostre idee e il nostro gioco. In parità numerica abbiamo fatto una grande partita, questo è il momento di essere spavaldi, giusto essere convinti anche nei big match.  L’Inter per me resta la squadra favorita per lo scudetto, ma anche il Napoli è fortissimo e la Juve non credo sia fuori dai giochi. L’anno scorso negli scontri diretti sapevamo che dovevamo fare un mezzo miracolo per giocarcela, mentre quest’anno siamo più consapevoli di essere una squadra forte, ci crediamo sempre”.

Vittoria meno scintillante, ma altrettanto sofferta, anche per il Napoli, molto più di quanto non fosse lecito attendersi alla vigilia, almeno per i più distratti. Perché l’assenza di Osimhen, a cui si è andata ad aggiungere quella di Insigne per scelta tecnica, ha depotenziato la squadra di Spalletti, il resto poi lo ha fatto una Salernitana coriacea, decisa a lottare centimetro dopo centimetro per far felice i 20 mila dell’Arechi.

Insomma, ne è uscito un derby campano decisamente combattuto, che il Napoli ha fatto suo con Zielinski (61’) in una delle pochissime occasioni avute, proprio quando i granata avevano tirato fuori la testa dal guscio, mostrando di volerlo addirittura provare a vincere. Da lì in poi sono saltati tutti gli schemi, anche perché entrambe le squadre sono rimaste in 10: prima la Salernitana per l’espulsione di Kastanos (70’), poi il Napoli per quella di Koulibaly (77’), costretto a fermare Simy lanciato in porta sa Ribery. Sulla punizione seguente proprio il francese ha sfiorato il pareggio, ma Di Lorenzo è stato bravissimo a respingere sulla linea, blindando di fatto il successo azzurro.

“La Salernitana ha fatto una grandissima partita, rimasta in bilico fino all’ultimo, tutte e due le squadre avevano la necessità dei tre punti ed è stata una gara difficile – le parole di Spalletti – Noi abbiamo tirato fuori quel qualcosa in più e l’abbiamo portata a casa, per questo faccio i complimenti a tutti. Sono orgoglioso di essere stato accettato da un gruppo fantastico, che va sostenuto. Oggi la squadra ha fatto il Napoli, i ragazzi sono stati perfetti”.

Sorriso pieno anche per l’Inter, che conferma il buon momento di forma battendo l’Udinese con un 2-0 pulito ed efficace. I nerazzurri sapevano di avere un solo risultato a disposizione, un po’ per lo scontro diretto tra Roma e Milan, molto per i prossimi impegni di calendario, che li metteranno di fronte proprio ai rossoneri e al Napoli. Insomma, un passo falso contro i friulani sarebbe stato deleterio, ma la squadra di Inzaghi ha risposto presente grazie a un grande Correa, capace di sfruttare al meglio la chance concessagli e di realizzare una doppietta, peraltro d’autore. Stupendo il primo gol, figlio di un’azione personale che ha bucato la porta di Silvestri proprio quando i fantasmi del pareggio cominciavano ad aleggiare su San Siro (60’), bello anche il secondo con un bel tiro sotto la traversa su assist di Dumfries (68’).

“Non era una gara semplice, l’Udinese è una squadra fisica che ha impensierito un po’ tutti – il pensiero di Inzaghi – I ragazzi sono stati bravissimi, non hanno rischiato nulla, abbiamo vinto meritatamente con l’aiuto di tutti. Correa? Lo conosco bene, è una grandissima risorsa assieme agli altri tre attaccanti: dovrò essere bravo io a scegliere di volta in volta”. Ora un giorno di riposo, poi sarà tempo di tuffarsi nella Champions, con Juventus-Zenit, Atalanta-Manchester United, Milan-Porto e Sheriff-Inter.

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