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Metroweb, duello tra Enel e Telecom. Pressione sulle banche

Sfida a distanza tra Enel e Telecom Italia per la conquista di Metroweb – Banche sempre sotto pressione – Banco Popolare sotto tiro per l’aumento di capitale: mancano gli investitori istituzionali – Nuovo balzo di Rcs – Fumata bianca per Atene – Colpo di scena in Brasile sull’impeachment di Dilma

I mercati continuano a danzare al suono del dollaro. Il recupero della valuta Usa, risalita a 108,77 sullo yen (+0,4%), ha permesso alla Borsa di Tokyo (+1,6%) di proseguire il recupero in attesa della stagione delle trimestrali. Tiene la Cina, grazie anche a dati sull’inflazione (+2,3%) in linea con le attese: Shanghai -0,1%, Shenzhen -0,2%, come Hong Kong.

La ripresa del dollaro si è riflessa sul prezzo del petrolio e delle materie prime: nonostante il drammatico incendio in Canada, il Brent è sceso a 43,66 dollari il barile (-3,8%), Wti – 2,7% a 43,44 dollari. Non meno robusto l’impatto su rame e altre commodities, condizionate dal calo della domanda cinese.

Il risultato è stata una seduta senza una direzione precisa sui mercati Usa. Meglio l’Europa, almeno prima del calo pomeridiano del petrolio. Ha fatto eccezione Piazza Affari, con i titoli bancari sempre sotto pressione. Si annuncia, al proposito, un’altra giornata calda: sono previste le trimestrali di Unicredit, Banco Popolare e Bpm.

PIATTA WALL STREET, GIÙ I PETROLIFERI

Wall Street ha galleggiato attorno alla parità per tutta la seduta: l’indice S&P500 guadagna lo 0,1%, il Dow Jones arretra dello 0,2% %, Nasdaq +0,3%. La crisi degli investimenti dell’industria petrolifera e dei metalli ha provocato il calo di oltre il 3% di Caterpillar. Deboli anche i petroliferi: Chevron -2%.

Tonfo clamoroso di Lending Club (-34,9%), la società di prestiti P2P cui partecipa anche l’ex segretario al Tesoro Lawrence Summers: il ceo Renaud Laplanche è stato esautorato dopo una serie di prestiti dubbi.

Si può tentare un primo bilancio della stagione delle trimestrali: la media degli utili è sotto del 5,3% rispetto ad un anno fa. Se si sottrae il settore energia, però, si arriva al pareggio. Male anche i finanziari (-3,4%).

Il rendimento del bond a due anni è sceso di un punto base a 0,72%, sui minimi degli ultimi tre mesi a conferma che la grande maggioranza degli operatori dà per scontato che la Fed non si muoverà almeno fino all’autunno. Ma due grandi “contrarian” non sono di quest’avviso. Per Bill Gross il prossimo rialzo, dopo quello di dicembre 2015, potrebbe essere in giugno. Per il sccessore (e rivale) Mohamed El Erian ci saranno due rialzi del costo del denaro nel corso dell’anno. Anche due banchieri della Fed, William Dudley e Charles Evans, hanno sostenuto che un rialzo a giugno è possibile.

Ancora un colpo di scena in Brasile. La Camera bassa ha prima annullato il voto per l’impeachment del presidente Dilma Rousseff previsto per domani, poi ha fatto marcia indietro. Immediata la ripercussione sul real, in calo dell’1,77% a 3,5638 sul dollaro.

FUMATA BIANCA PER ATENE. EUROPA IN RIALZO

Seduta ruggente ieri per i listini del Vecchio Continente, spinti dal balzo di Francoforte (+1,12%) dopo i dati sugli ordini all’industria (ben sopra le attese) e dalle dichiarazioni del Fondo monetario internazionale che si è detto più ottimista sull’economia tedesca. In salita anche Parigi (+1,2%). Ma a ridimensionare il rally, nel pomeriggio, ci ha però pensato il ritracciamento del greggio: chiudono così in rosso Londra (-0,18%) e Madrid (-0,58%).

Pesa su Parigi il tracollo di ArcelorMittal (-9%) che ripiega dopo il formidabile rialzo (+1450% da metà febbraio). A colpire il colosso della siderurgia la frenata della bilancia commerciale cinese. Il gruppo ha presentato assieme a Marcegaglia un’offerta per rilevare Ilva cui potrebbe aggregarsi Cassa Depositi e Prestiti.

Fumata bianca per i nuovi aiuti ad Atene. Al termine della riunione il presidente dell’Eurogruppo Jereom Djissembloem ha dichiarato: “L’Eurogruppo accoglie positivamente il completamento del pacchetto di misure economiche varato dalla Grecia che crea le condizioni per il completamento della prima verifica con successo”.

MILANO -0,8% MAGLIA NERA. ALL’ASTA 7,5 MILIARDI DI BTP

È stata invece una nuova giornata no per Piazza Affari. L’indice FtseMib ha la seduta in calo dello 0,8% a quota 17.685, ancora una volta zavorrato dal ribasso delle banche. Senza stress particolari il mercato del debito, anestetizzato dai tassi bassi.

In attesa di entrare nel “club Matusalemme” con l’emissione di un Bond a 50 anni, come ventilato dal direttore del debito Maria Cannata, il Tesoro torna in pista con le aste di metà mese. Ieri sera è stato annunciato che giovedì verranno offerti al mercato 5,5-7,5 miliardi di Btp a 3, 7 e 15 anni. Non sono stati invece previste offerte a 30 anni.

BANCO POPOLARE SOTTO TIRO: GLI ISTITUZIONALI NON SI VEDONO

L’indice dei bancari italiani ha lasciato sul terreno l’1,65% a fronte di un più contenuto -0,6% del paniere europeo. Non accenna a ridursi la pressione sugli istituti, specie quelli impegnati negli aumenti di capitale. Impresa improba, ha sottolineato ieri mattina il presidente della Consob Giuseppe Vegas nel corso dell’assemblea annuale: “Nelle attuali condizioni di mercato è difficile fare ricapitalizzazioni: la recessione prolungata sta pesando sui bilanci bancari e sulle valutazioni degli investitori pesa il problema delle sofferenze”.

La tempesta ha investito fin dal mattino il Banco Popolare (-8,7%). Le vendite sono state alimentate anche dalle dichiarazioni in assemblea dell’amministratore delegato Pier Francesco Saviotti, che ha detto che il prossimo aumento di capitale da 1 miliardo di euro vedrà probabilmente (la decisione è prevista per oggi) soltanto l’offerta di nuove azioni in opzione agli attuali azionisti.

È un cambio di indirizzo rispetto a precedenti indicazioni in cui si ipotizzava che circa il 50% delle nuove azioni potesse essere sottoscritto da investitori istituzionali interessati a entrate nella banca popolare che si appresta a trasformarsi in Spa e a fondersi con Popolare di Milano. Gli operatori hanno reso atto che la banca veronese non convince gli investitori istituzionali. Oggi verrà resa pubblica la trimestrale del 2016. “Non sarà un granché”, ha anticipato Saviotti.

In forte discesa anche la banca “gemella”: Popolare di Milano -7%. Ha fatto peggio Monte Paschi (-7,5%). Sotto anche Pop.Emilia (-4,5%), Mediobanca (-2%) e Unicredit (-2,3%). Dal ribasso delle banche si è salvata solo Intesa (+0,6%): JP Morgan ha portato il nuovo prezzo obiettivo a 2,50 euro dai 2,60 precedenti, confermando il giudizio Neutral. Ubs lo ha ridotto portandolo a 2,75 euro dai 2,80 euro precedenti.

GESTITO, ACCELERA LA RACCOLTA DI MEDIOLANUM

Contrastato il risparmio gestito. Cade Anima: -4,5% a 5,50 euro, nuovo minimo da fine febbraio. Banca Akros ha abbassato il target price da 8,1 a 7,3 euro e confermato il rating accumulate in attesa della pubblicazione dei conti trimestrali prevista per venerdì. Giù anche Azimut (-1,5%) su cui Banca Imi ha abbassato la raccomandazione da add a hold e il target price da 23,7 a 21,7 euro.

È salita invece Banca Mediolanum (+2,3%). Anche in aprile è proseguito il trend positivo della raccolta, alimentato dal momento difficile delle banche. In aprile la variazione netta è positiva per 501 milioni di euro, da inizio anno arriva a 2,2 miliardi.

SAIPEM GIÙ DOPO IL TAGLIO DI S&P: -60% DA INIZIO ANNO

Performance negativa anche per i petroliferi, sotto pressione per il ribasso del greggio. Male soprattutto Saipem (-4,5%): Standard & Poor’s ha ridotto il rating di Saipem a lungo termine a ‘BB+’ con outlook negativo dal precedente ‘BBB-‘ con outlook stabile, rimuovendolo dal ‘CreditWatch negative’. La società dei servizi all’industria petrolifera contende a Banco Popolare (-60%) la maglia tra le blue chip dell’indice FtseMib con una perdita del 61% da inizio anno. Eni arretra dell’1,2%, Tenaris -3,3%.

ENEL-TELECOM, SFIDA A DISTANZA PER METROWEB

Tra le utilities Enel (-0,3%): oggi sarà annunciata la trimestrale approvata ieri sera. A tener banco sarà la sfida a distanza per il controllo di Metroweb, valutata dal gruppo elettrico oltre 700 milioni. Nella serata di ieri però Telecom Italia (-1,2%) ha offerto, circa 820 milioni per il 100% Metroweb. Nella proposta è contenuta l’opzione a Cdp ed F2i (i due soci di Metroweb) di poter vendere subito il 100% della società della fibra oppure di cedere inizialmente il 67% per poi far salire Telecom al 100% in due-tre anni. Nell’offerta è prevista anche la possibilità di uno scambio di asset con Cdp che coinvolge Sparkle, controllata da Telecom.

Enel potrebbe proseguire il suo piano della banda larga anche da sola. A dirlo è il direttore finanziario della compagnia Alberto De Paoli rispondendo alle domande degli analisti su un’eventuale offerta per Metroweb: “Abbiamo un piano sulle infrastrutture per la banda larga su cui possiamo procedere anche in modo stand alone. Metroweb può dare una accelerazione al nostro programma e per questo abbiamo guardato alla società, ma noi possiamo anche proseguire stand alone se questa transazione non si dovesse chiudere”.

FRENA FCA. I FONDI METTONO PRESSIONE A VOLKSWAGEN

Tra gli industriali scende Fiat Chrysler (-1,5%). Nel settore automotive svetta però Volkswagen: +2,13% dopo aver viaggiato con un rialzo superiore al 4% in mattinata. A sostenere il titolo l’offensiva di un fondo activist, l’inglese Tci. Il gestore Chris Hohn, ha mandato al board di Volkswagen una lettera nelle quale chiede di rivedere le retribuzioni degli alti dirigenti (63 milioni di euro a fine 2015, nonostante le perdite). Sotto tiro anche la bassa redditività, molto più bassa della concorrenza.

Leonardo-Finmeccanica arretra dell’1,2%. Ieri Equita ha ribadito la raccomandazione Buy con un target price che sale a 15,50 euro da 14,80 euro. In ribasso anche Stm (-2,3%).

PRENDONO IL VOLO CAMPARI, IL LUSSO E RCS

Campari ha chiuso in rialzo del 2,9% dopo la pubblicazione di risultati trimestrali sopra le attese. Positivi i titoli del lusso: Ferragamo +2,3%, Luxottica +1,1%, Yoox +1,6%.

Balzo di Rcs (+5,2%): Mediobanca ha annunciato ufficialmente che valuterà diverse opzioni che valorizzino meglio la propria partecipazione, incluso “il mantenimento della stessa o eventuali proposte alternative di cui possa essere destinataria”.

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