Condividi

Meloni perde il trucco e si rituffa nel sovranismo: con gli attacchi a Ue e Draghi addio credibilità

Sono bastate due uscite per smascherare la vera Meloni: uno sconsiderato attacco all’Europa dimenticando i 200 miliardi del Recovery Plan e uno scriteriato attacco a Draghi sul debito pubblico che non è mai calato tanto come in questi mesi – Che ne diranno le cancellerie europee ? E gli italiani continueranno a credere a tutte le bufale?

Meloni perde il trucco e si rituffa nel sovranismo: con gli attacchi a Ue e Draghi addio credibilità

Giorgia Meloni ce l’aveva messa tutta, ma proprio tutta, per rifarsi velocemente il look e apparire un’aspirante premier normale, anche se di estrema destra, agli occhi dei mercati e delle istituzioni internazionali. Ma era un trucco e, come tutti i trucchi, s’è sciolto come neve al sole. Due gaffes imperdonabili in poche ore che forse faranno guadagnare alla Meloni altri consensi nell’elettorato che vota con la pancia ma sicuramente le renderanno molto difficile governare nel caso dovesse vincere le elezioni e riuscire a mettere insieme una maggioranza finora litigiosa.

PRIMO SCIVOLONE DELLA MELONI: GLI ATTACCHI ALL’EUROPA IN PIAZZA DUOMO A MILANO

Il primo scivolone la leader di Fratelli d’Italia l’ha consumato domenica pomeriggio davanti al Duomo di Milano quando s’è lasciata andare a un attacco scriteriato verso l’Unione europea, sostenendo che se al Governo arriva lei, “in Europa la pacchia è finita”. I commentatori politici dicono che quella della Meloni è stata un’uscita calcolata per rubare voti all’odiato partner Matteo Salvini. Può anche darsi che così facendo la Meloni qualche voto in più l’abbia raccolto, ma immaginiamo lo sconcerto non solo dei Governatori della Lega ma delle cancellerie europee e del Quirinale. Con una linea così sconsideratamente aggressiva il rischio vero è che la pacchia finisca non per l’Europa ma per l’Italia. E soprattutto: che pacchia sarebbe mai quella di un’Europa che ci ha riservato una dote anti-Covid da 200 miliardi di euro, più ricca del mitico Piano Marshall, che in parte abbiamo già incassato ma che in futuro rischiamo di mandare in fumo se ci faremo prendere dalla follia meloniana e salviniana di voler rinegoziare il Pnrr? Come si presenterà la Meloni a Bruxelles dopo la sparata di Piazza Duomo? E con che faccia andrà a rimproverare alla Ue “il capolavoro di creare la dipendenza energetica dell’Europa dalla Russia” fingendo di ignorare che all’origine della dipendenza dell’Italia dal gas russo c’è un suo partner politico, che si chiama Silvio Berlusconi da sempre in rapporti per così dire fraterni con lo zar Vladimir Putin?

SECONDO SCIVOLONE: L’ATTACCO A DRAGHI E L’INCREDIBILE CONFUSIONE SUL DEBITO PUBBLICO

Ma non è finita qui. Svelando una grassa ignoranza in materia di finanza pubblica e senza saper distinguere tra il valore assoluto e il valore relativo del debito pubblico in rapporto al Pil, la capessa della destra ha avuto l’ardire di attaccare Mario Draghi proprio sul terreno in cui è maestro e in cui ha una credibilità internazionale che nessun italiano al mondo ha. “Il governo dei migliori – ha tuonato la Meloni in un comizio a Cosenza – ci ha regalato in quindici mesi un aumento di 116 miliardi di debito pubblico” e qualche sito, che ha la pretesa di saperla lunga ma che evidentemente non conosce l’Abc della finanza pubblica, giù ad applaudire dicendo che sì è proprio così e che l’entità del nostro debito pubblico citata dalla Meloni è quella giusta. Peccato che chiunque maneggi con qualche cognizione di causa i temi della finanza pubblica sa benissimo che quello che conta non è il valore assoluto del debito pubblico ma il suo rapporto col Pil. Rapporto che per l’Italia, sotto la regia di Draghi, è sceso del 4,5% nel 2021 e si stima del 3,8% nel 2022 con una riduzione senza precedenti e maggiore di quella di ogni altro Paese europeo. Qualcuno dovrebbe informare l’improvvida signora Meloni e porle anche una domanda facile facile: ma come può pensare di essere presa sul serio una destra, come quella di Fratelli d’Italia, che critica il Governo Draghi sul debito pubblico dopo aver fatto di tutto per alimentare la finanza allegra con la richiesta di meno tasse e più spese per imprese e famiglie senza il minimo rispetto per la sostenibilità della finanza pubblica? Forse non ha davvero torto che ci ricorda che non dobbiamo tenere la Meloni per i danni che può recare alla democrazia ma per quelli molto più concreti che rischia di provocare al portafoglio di tutti gli italiani.

2 thoughts on “Meloni perde il trucco e si rituffa nel sovranismo: con gli attacchi a Ue e Draghi addio credibilità

  1. Che articolo assurdo e ridicolo, ovvio che il rapporto pil/dp è sceso, dopo la pandemia covid-19 (periodo in cui abbiamo toccato il fondo) nel 2021 / 2022 c’è stato il rimbalzo economico mondiale ed anche l’Italia ha avuto un incremento di Pil e Draghi non ha evidentemente alcun merito, lo capirebbe anche uno scolaretto di prima media. Capisco che vi bruci il didietro per i sondaggi che danno i vostri sgangherati paladini (che non hanno alcun programma di governo ad oggi) al minimo storico, ma il “giornalista” dovrebbe esser un pò più sveglio onde evitare simili scivoloni.

    Reply

Commenta