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Meloni alla Camera: “Si a Ue, Nato, Ucraina, presidenzialismo e patto fiscale. Reddito di cittadinanza? Una sconfitta”

Nel suo discorso programmatico Meloni ha assicurato di non aver avuto “mai simpatia per il fascismo” e ha rassicurato Bruxelles: “l’Italia rispetterà tutte le regole Ue e continuerà ad essere un partner affidabile nella Nato”. Verso stretta su reddito di cittadinanza e immigrazione. Reti Tlc pubbliche

Meloni alla Camera: “Si a Ue, Nato, Ucraina, presidenzialismo e patto fiscale. Reddito di cittadinanza? Una sconfitta”

Giorgia Meloni si è presentata alla Camera per le tradizionali dichiarazioni programmatiche in vista del voto di fiducia che si terrà in serata a Montecitorio e domani al Senato. Ha parlato per circa un’ora e un quarto, pronunciando più volte la parola “libertà” e festeggiando l’arrivo di un “governo politico pienamente rappresentativo della volontà popolare”. Un discorso, quello fatto dalla Premier, diretto all’aula, ai cittadini italiani, ma anche ai mercati e alle istituzioni Ue, che in più occasioni hanno espresso la loro preoccupazione per le sorti del Paese. La Presidente del Consiglio ha più volte rassicurato sul fatto che “l’Italia rispetterà tutte le regole Ue”, ma anche ribadito la posizione atlantista e di sostegno all’Ucraina che il nuovo Esecutivo manterrà nel prossimo futuro. Non solo: in Italia non ci sarà alcuna “deriva neofascista”, altro timore espresso più volte da osservatori e politici internazionali, perché “Non ho mai provato simpatia o vicinanza per il fascismo”, ha sottolineato Meloni.

Archiviato il capitolo “rassicurazioni” e inviati i dovuti messaggi oltreconfine, la Presidente del Consiglio si è concentrata sulla politica interna, chiarendo quali sono le intenzioni del nuovo Governo sui principali dossier italiani. E dunque avanti col presidenzialismo, da anni suo cavallo di battaglia, ma anche con un nuovo patto fiscale imperniato su tre pilastri: flat tax incrementale, tregua fiscale e lotta all’evasione. La Premier ha anche duramente criticato il reddito di cittadinanza, definendolo “una sconfitta”. Esponendo le sue intenzioni in materia di economia, la Premier non ha tuttavia indicato quali saranno le coperture per le misure promesse.

Parlando della pandemia, Meloni ha inoltre assicurato che “in nessun caso verrà replicato il modello” restrittivo “adottato in precedenza”, mentre sulll’immigrazione ha rilanciato il piano Mattei e promesso il pugno duro: “Non saranno gli scafisti a selezionare chi entra in Italia”.

Meloni su Draghi: “Passaggio di consegne veloce e sereno”

L’incipit del suo discorso è dedicato ai ringraziamenti: agli alleati di Governo, al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, “che nel dare seguito all’indicazione degli italiani non mi ha fatto mancare i suoi preziosi consigli”, e all’ex Premier Mario Draghi “che, tanto a livello nazionale quanto a livello internazionale ha in queste settimane offerto tutta la sua disponibilità perché vi fosse un passaggio di consegne veloce e sereno. Anche se il nuovo governo, per ironia della sorte, è guidato dall’unico partito all’opposizione del suo governo. Si è molto ricamato su questo ma non c’è nulla di strano, così dovrebbe essere sempre, così dovrebbe essere nelle grandi democrazie”, ha affermato la Premier nel suo discorso per la fiducia alla Camera.

La Presidente del Consiglio ha ringraziato poi il popolo italiano “con il rammarico per i tantissimi che hanno rinunciato al voto, cittadini che ritengono inutile il loro voto perchè tanto poi si decide nei palazzi o nei circoli esclusivi. Noi oggi interrompiamo questa grande anomalia italiana, dando vita a un governo politico pienamente rappresentativo della volontà popolare”, ha affermato Meloni.

“Anteporremo l’interesse nazionale a quello di parte e di partito, vogliamo liberare le migliori energie di questo paese e garantire un futuro di maggiore libertà, giustizia, benessere. Se per farlo dovremo scomodare potentati o fare scelte che non possono essere condivise da subito da alcuni cittadini non ci tireremo indietro perché il coraggio non ci difetta. Manterremo gli impegni presi con i cittadini”, ha detto la Presidente del Consiglio con tono battagliero. 

La prima donna a capo del Governo

“Tra i tanti pesi che oggi sento gravare sulle mie spalle oggi c’è quello di essere la prima donna capo del governo di questa nazione. Quando mi soffermo sulla portata di questo fatto” sento “la responsabilità che ho nei confronti di tutte quelle donne che attraversano difficoltà per affermare il loro talento”, ha detto ancora la premier. Meloni ha ricordato anche quelle donne che “hanno costruito quella scala che oggi permette a me di rompere il tetto di cristallo“. “Ringrazio le donne che hanno osato, per impeto, per ragione per amore, come Cristina, Rosalie dei Mille, come Alfonsina contro i pregiudizi Grazia, Tina, Nilde, Oriana, Samantha Chiara, grazie per aver dimostrato valore italiane che spero di fare io”

Chi vuole vigilare su di noi, può impiegare meglio il suo tempo

“Gli elettori hanno scelto il centrodestra” con il suo programma, “manterremo quegli impegni. So bene che ad alcuni osservatori e all’opposizione non piaceranno molte delle nostre “proposte, ma non assecondo quella deriva per cui la democrazia è più per qualcuno e meno per qualcun altro”, ha affermato.

“C’è chi vuole vigilare sul nostro governo. A loro direi che posso spendere meglio il loro tempo: in quest’aula ci sono valide e battagliere forze di opposizione che possono farsi sentire senza aver bisogno di soccorso esterno. Sottolineo che chi dall’estero dice di voler vigilare sull’Italia non manca di rispetto non a me ma al popolo italiano che non ha lezioni da prendere”, ha detto Meloni.

Meloni: “Italia parte dell’Occidente e della Nato: rispetteremo le regole Ue”

L’Italia è a pieno titolo parte dell’Occidente e del suo sistema di alleanze: è stato fondatore Ue, dell’alleanza atlantica, parte del G7 e culla insieme alla Grecia della civiltà occidentale e del suo sistema di valori, libertà uguaglianza e democrazia” e alle sue radici “classiche e giudaico-cristiane”, ha detto Meloni ricordando San Benedetto, patrono dell’Europa.

“Non mi sfugge la curiosità per la postura che avrà l’Italia nell’Europa, dentro le istituzioni, perché quello è il luogo in cui farà sentire forte la sua voce”, ha detto Meloni. Poi le rassicurazioni: “L’Italia continuerà a essere partner affidabile dell’alleanza atlantica e a dare sostegno al valoroso popolo ucraino non soltanto perché non possiamo accettare la guerra di annessione ma anche perché è il modo migliore per difendere anche il nostro interesse nazionale. Sbaglia chi crede che sia possibile barattare la libertà dell’Ucraina con la nostra libertà. Cedere al ricatto di Putin non risolverebbe il problema“. 

Il nostro obiettivo, ha sottolineato, “non è frenare o sabotare l’integrazione europea ma contribuire a indirizzarla verso una maggiore efficacia in risposta alle crisi”, ha detto la Presidente del Consiglio, sottolineando che “Chi si pone degli interrogativi” sull’Europa “non è un nemico o un eretico ma un pragmatico che non teme di dire se qualcosa può funzionare meglio. Serve un’integrazione più efficace per affrontare le grandi sfide”, ha dichiarato la Premier citando “il motto fondativo dell’Ue ‘uniti nella diversità’. Questo governo rispetterà le regole in vigore e darà il suo contributo per cambiarne” alcune, a partire dal patto stabilità, ha aggiunto.

“Soltanto un’Italia che rispetta gli impegni può avere l’autorevolezza per chiedere a livello europeo e occidentale, ad esempio, che gli oneri della crisi internazionale siano suddivisi in modo più equilibrato. È quello che intendiamo fare, a partire dalla questione energetica”, ha ribadito.

Meloni sull’energia: “Segnali incoraggianti, ma occorre dare seguito agli annunci”

Parlando proprio dell’emergenza energetica, Meloni ha detto: “i segnali arrivati dall’ultimo Consiglio europeo rappresentano un passo avanti, raggiunto anche grazie all’impegno del mio predecessore e del ministro Cingolani, ma sono ancora insufficienti. L’assenza, ancora oggi, di una risposta comune lascia spazio alle misure dei singoli governi nazionali, che rischiano di minare il mercato interno e la competitività delle nostre imprese”. 

“Sul fronte dei prezzi – ha proseguito – se da un lato è vero che il solo aver discusso di misure di contenimento ha frenato momentaneamente la speculazione, dall’altro dobbiamo essere consapevoli che se non si darà rapidamente seguito agli annunci con meccanismi tempestivi ed efficaci la speculazione ripartirà”.

Transizione digitale: “Assicureremo la proprietà pubblica delle reti”

“Intendiamo tutelare le infrastrutture strategiche nazionali assicurando la proprietà pubblica delle reti, sulle quali le aziende potranno offrire servizi in regime di libera concorrenza, a partire da quella delle comunicazioni. La transizione digitale, fortemente sostenuta dal Pnrr, deve accompagnarsi alla sovranità tecnologica, al cloud nazionale e alla cyber-security”.

Meloni su inflazione, Bce e Pnrr: “Siamo nel pieno di una tempesta”

“Siamo nel pieno di una tempesta – ha detto ancora Meloni -, con un’imbarcazione che ha subito diversi danni, e gli italiani hanno affidato a noi il compito di condurre la nave in porto in questa difficilissima traversata”. 

Contro l’inflazione “è indispensabile intervenire con misure volte ad accrescere il reddito disponibile delle famiglie, partendo dalla riduzione delle imposte sui premi di produttività, dall’innalzamento ulteriore della soglia di esenzione dei cosiddetti fringe benefit e dal potenziamento del welfare aziendale. Allo stesso tempo dobbiamo riuscire ad allargare la platea dei beni primari che godono dell’IVA ridotta al 5%. Misure concrete, che dettaglieremo nella prossima legge di bilancio, sulla quale siamo già al lavoro”.

La decisione che ha assunto “la Bce, al pari di altre banche centrali, per la prima volta dopo 11 anni, di rialzare i tassi di interesse è da molti reputata scelta azzardata e che rischia di ripercuotersi sul credito bancario a famiglie e imprese, e che si somma a quella già assunta dalla stessa Banca centrale di porre fine, a partire dal 1° luglio 2022, al programma di acquisto di titoli a reddito fisso sul mercato aperto, creando una difficoltà aggiuntiva a quegli Stati membri che hanno un elevato debito pubblico”.

“Mi sento di dire che se questo Governo riuscirà a fare ciò che ha in mente – ha spiegato Meloni -, scommettere sull’Italia potrebbe essere non solo un investimento sicuro, ma forse perfino un affare. Perché l’orizzonte al quale vogliamo guardare non è il prossimo anno o la prossima scadenza elettorale, quello che ci interessa è come sarà l’Italia tra dieci anni”.  

“Il Pnrr è un’opportunità straordinaria di ammodernare l’Italia: abbiamo tutti il dovere di sfruttarla al meglio. La sfida è complessa a causa dei limiti strutturali e burocratici che da sempre rendono difficoltoso per l’Italia riuscire ad utilizzare interamente persino i fondi europei della programmazione ordinaria. Basti pensare che la Nota di aggiornamento al Def 2022 ha ridotto la spesa pubblica attivata dal PNRR a 15 miliardi rispetto ai 29,4 miliardi previsti nel Def dell’aprile scorso”, ha detto Meloni, promettendo: “Spenderemo al meglio i 68,9 miliardi a fondo perduto e i 122,6 miliardi concessi a prestito all’Italia dal Next Generation EU. Senza ritardi e senza sprechi, e concordando con la Commissione europea gli aggiustamenti necessari per ottimizzare la spesa, alla luce soprattutto del rincaro dei prezzi delle materie prime e della crisi energetica. Perché queste materie si affrontano con un approccio pragmatico, non ideologico.

La strada per ridurre debito non è la cieca austerità o avventurismi creativi”. L’unica strada è la “crescita strutturale”. Per questo “siamo aperti agli investimenti esteri, ma senza “logiche predatorie”, ha aggiunto. 

“Sono pronta a fare quello che va fatto, a costo di non essere compresa, perfino non essere rieletta, per rendere il destino di questa nazione più agevole”. 

Sulla politica interna: riforma del presidenzialismo, Sud e Roma Capitale

“Siamo fermamente convinti del fatto che l’Italia abbia bisogno di una riforma costituzionale in senso presidenziale, che garantisca stabilità e restituisca centralità alla sovranità popolare. Una riforma che consenta all’Italia di passare da una “democrazia interloquente” ad una “democrazia decidente”. Sulla riforma del presidenzialismo “vogliamo confrontarci su questo con tutte le forze politiche presenti in Parlamento, per giungere alla riforma migliore e più condivisa possibile. Ma sia chiaro che non rinunceremo a riformare l’Italia di fronte ad opposizioni pregiudiziali – ha avvertito – In quel caso ci muoveremo secondo il mandato che ci è stato conferito su questo tema dagli italiani: dare all’Italia un sistema istituzionale nel quale chi vince governa per cinque anni e alla fine viene giudicato dagli elettori per quello che è riuscito a fare”. “Vogliamo partire dall’ipotesi di semipresidenzialismo sul modello francese, che in passato aveva ottenuto un ampio gradimento anche da parte del centrosinistra, ma rimaniamo aperti anche ad altre soluzioni”, ha aggiunto Meloni.

“Sono convinta che questa svolta sia anche l’occasione migliore per tornare a porre al centro dell’agenda Italia la questione meridionale. Il Sud non più visto come un problema ma come un’occasione di sviluppo per tutta la nazione. Lavoreremo sodo per colmare un divario infrastrutturale inaccettabile, eliminare le disparità, creare occupazione, garantire la sicurezza sociale e migliorare la qualità della vita. Dobbiamo riuscire a porre fine a quella beffa per cui il Sud esporta manodopera, intelligenze e capitali”, ha affermato la Premier. 

“È nostra intenzione completare il processo per dare a Roma Capitale i poteri e le risorse che competono a una grande capitale europea e dare nuova centralità ai nostri Comuni. Perché ogni campanile e ogni borgo è un pezzo della nostra identità da difendere, ha dichiarato Meloni nel discorso per la fiducia alla Camera.

Fisco, lavoro, reddito di cittadinanza e scuola

“Da questa rivoluzione copernicana dovrà nascere un nuovo patto fiscale, che poggerà su tre pilastri. Il primo: ridurre la pressione fiscale su imprese e famiglie attraverso una riforma all’insegna dell’equità: riforma dell’Irpef con progressiva introduzione del quoziente familiare ed estensione della tassa piatta per le partite Iva dagli attuali 65 mila euro a 100 mila euro di fatturato. E, accanto a questa, introduzione della tassa piatta sull’incremento di reddito rispetto al massimo raggiunto nel triennio precedente: una misura virtuosa, con limitato impatto per le casse dello Stato”, ha promesso Meloni.

“Il secondo” punto del patto fiscale sarà “una tregua fiscale per consentire a cittadini e imprese (in particolare alle PMI) in difficoltà di regolarizzare la propria posizione con il fisco. “Il terzo sarà “una serrata lotta all’evasione fiscale (a partire da evasori totali, grandi imprese e grandi frodi sull’Iva)” che deve essere “vera lotta all”evasione, non caccia al gettito”, e sarà “accompagnata da una modifica dei criteri di valutazione dei risultati dell’Agenzia delle Entrate, che vogliamo ancorare agli importi effettivamente incassati e non alle semplici contestazioni, come incredibilmente avvenuto finora”.

“C’è un tema di povertà dilagante” da non “ignorare. Sua Santità Papa Francesco, a cui rivolgo un affettuoso saluto, ha di recente ribadito un concetto importante: ‘La povertà non si combatte con l’assistenzialismo, la porta della dignità di un uomo è il lavoro'”. “Vogliamo mantenere e, laddove possibile, aumentare il doveroso sostegno economico per i soggetti effettivamente fragili non in condizioni di lavorare”, ma “per gli altri”, “la soluzione non può essere il reddito di cittadinanza, ma il lavoro”. “Per come è stato pensato il reddito di cittadinanza ha rappresentato una sconfitta”, ha aggiunto.

Passando alle pensioni, “La priorità per il futuro sarà un sistema pensionistico che garantisca anche le giovani generazioni e chi percepirà l’assegno solo in base al regime contributivo”, ha detto Meloni, nel suo discorso per la fiducia alla Camera, aggiungendo che è “una bomba sociale che continuiamo a ignorare ma che investirà in futuro milioni di attuali lavoratori, che si ritroveranno con assegni addirittura molto più bassi di quelli già inadeguati che si percepiscono attualmente”.

“C’è un’altra istituzione formativa importante, forse la più importante. Ed è la famiglia. Intendiamo sostenerla e tutelarla; e con questa sostenere la natalità – ha promesso Meloni – Per uscire dalla glaciazione demografica”, serve “un piano imponente, economico ma anche culturale, per riscoprire la bellezza della genitorialità e rimettere la famiglia al centro della società. Un nostro impegno” è “di aumentare gli importi dell’assegno unico e universale e di aiutare le giovani coppie ad ottenere un mutuo per la prima casa, lavorando progressivamente per l’introduzione del quoziente familiare”.

Meloni: “Mai provato simpatie per i regimi, fascismo compreso”

“Libertà e democrazia sono gli elementi distintivi della civiltà europea contemporanea nei quali da sempre mi riconosco. E dunque, a dispetto di quello che strumentalmente si è sostenuto, non ho mai provato simpatia o vicinanza nei confronti dei regimi antidemocratici. Per nessun regime, fascismo compreso”, ha evidenziato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.  “

Ho sempre reputato le leggi razziali del 1938 il punto più basso della storia italiana, una vergogna che segnerà il nostro popolo per sempre. I totalitarismi del ‘900 hanno dilaniato l’intera Europa, non solo l’Italia, per più di mezzo secolo, in una successione di orrori che ha investito gran parte degli Stati europei”, ha detto la premier rispondendo a distanza alle preoccupazioni internazionali sulla possibile “deriva neofascista dell’Italia”. 

Pandemia: “Non replicheremo in nessun caso le restrizioni”

“Purtroppo non possiamo escludere una nuova ondata di Covid o l’insorgere in futuro di una nuova pandemia. Ma possiamo imparare dal passato per farci trovare pronti”, ha dichiarato la presidente del Consiglio. “Sul Covid – ha aggiunto – l’Italia ha adottato le misure tra le più restrittive dell’Occidente ma ha registrato tra i peggiori dati. Voglio dire che in nessun caso replicheremo quel modello“.

“Se si chiede responsabilità ai cittadini, i primi a dimostrarla devono essere coloro che la chiedono. Occorrerà fare chiarezza su quanto avvenuto durante la gestione della crisi pandemica. Lo si deve a chi ha perso la vita e a chi non si è risparmiato nelle corsie degli ospedali, mentre altri facevano affari milionari con la compravendita di mascherine e respiratori”.

Mafia e immigrazione

“La legalità sarà la stella polare dell’azione di governo. Ho iniziato a fare politica a 15 anni, il giorno dopo la strage di Via D’Amelio, nella quale la mafia uccise Paolo Borsellino, spinta dall’idea che non si potesse rimanere a guardare, che la rabbia e l’indignazione andassero tradotte in impegno civico. Il percorso che mi ha portato oggi a essere Presidente del Consiglio nasce dall’esempio di quell’eroe”, ha detto Giorgia Meloni promettendo: “Affronteremo il cancro mafioso a testa alta in prima linea, I criminali avranno disprezzo e inflessibilità”.

Parlando poi di immigrazione, Meloni ha detto: “Il prossimo 27 ottobre ricorrerà il sessantesimo anniversario della morte di Enrico Mattei, un grande italiano”. “Ecco, credo che l’Italia debba farsi promotrice di un “piano Mattei” per l’Africa, un modello virtuoso di collaborazione e di crescita tra Ue e nazioni africane”. “Non intendiamo in alcun modo mettere in discussione il diritto d’asilo per chi fugge da guerre e persecuzioni – ha continuato – Tutto quello che vogliamo fare in rapporto a tema immigrazione è impedire che la selezione di ingresso in Italia la facciano gli scafisti“.

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