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Mediaset: a giorni Fininvest potrà salire sopra il 39%

Dal 13 aprile Fininvest potrà rimettere mano al portafogli per aumentare il proprio peso nell’azionariato di Cologno Monzese anche se, in virtù dei limiti imposti dalla normativa, questi acquisti saranno contenuti e da centellinare nel corso delle varie sedute.

Mediaset: a giorni Fininvest potrà salire sopra il 39%

Fininvest, dalla prossima settimana, potrà tornare ad acquistare titoli Mediaset per rafforzare la propria presenza nel capitale del Biscione, di cui oggi ha il 38,26% con il 39,77% dei diritti di voto.

Negli ultimi dodici mesi, a partire dal 12 aprile 2016, la holding della famiglia Berlusconi ha acquistato azioni Mediaset pari a circa il 4,8% del capitale, un pacchetto vicinissimo al 5% che rappresenta il massimo consentito dalla normativa per gli azionisti che detengono già quote superiori al 30% in una società quotata. La disciplina sull’Opa da consolidamento infatti fa scattare l’obbligo di offerta pubblica per quei soci di controllo che nell’arco di dodici mesi incrementino la propria partecipazione oltre il 5% consentito.



Dal 13 aprile in avanti pertanto Fininvest potrà rimettere progressivamente mano al portafogli per aumentare il proprio peso nell’azionariato di Cologno Monzese anche se, in virtù dei limiti imposti dalla normativa, questi acquisti saranno contenuti e da centellinare nel corso delle varie sedute.

Nell’aprile 2016, tra il 12 e il 27 aprile, la holding aveva acquistato 15 milioni di titoli, pari all’1,27%, mentre a dicembre (una volta partito il blitz di Vivendi) rilevò un altro 3,52% per un totale delle due tranche pari al 4,8% sui dodici mesi.

Questo significa che per non superare la soglia opa Fininvest, nel corso del mese di aprile appena iniziato potrà accumulare complessivamente fino all’1,3-1,4%, un pacchetto che le consentirebbe di salire intorno al 39,5% del capitale e di presentarsi rafforzata alla prossima assemblea dei soci Mediaset prevista probabilmente per il mese di giugno. Ai prezzi attuali un pacchetto dell’1,3%-1,4% vale circa 60 milioni di euro.

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