Condividi

L’ombra delle elezioni spaventa i Btp e lo spread sale

Il voto anticipato viene visto come un rischio dai mercati che puntano i riflettori non tanto sull’asta di Bot semestrali di oggi quanto su quella dei Btp di lunedì – A Piazza Affari le banche soffrono -Intesa conferma l’interesse per le Generali – Brillano Stm e Fca – Wall Street va ancora al massimo.

L’ombra delle elezioni spaventa i Btp e lo spread sale

Torna a farsi sentire lo spread. Ce l’eravamo quasi dimenticati, grazie a Mario Draghi. Ma di fronte all’accelerazione della congiuntura, italiana ed internazionale, si rivedono tensioni che sembravano appartenere ad un’altra epoca. Il rendimento del decennale italiano è arrivato a rendere fino al 2,284%, massimo dall’estate 2015. Con la Germania lo spread si è spinto fino a 179 punti base. Con la Spagna ha toccato i 70 punti base, nuovo massimo dall’inizio del 2012. L’impennata dei rendimenti, alla vigilia dell’asta Bot e di quella dei titoli a medio termine di lunedì prossimo, segnala la contrarietà dei mercati all’ipotesi di elezioni anticipate.

TRUMP ALZA I TONI CON IL MESSICO

Ma si fa sentire anche il pressing di Donald Trump sulla globalizzazione. Scrive Carmignac: “L’inflazione è già in ripresa un po’ dovunque, a vari livelli. Se il liberalismo, la globalizzazione e l’innovazione si sono rivelate misure deflazionistiche, è probabile che il supporto ai vecchi settori industriali non competitivi attraverso le barriere tariffarie contribuirà a incrementare l’inflazione. E l’aspro confronto sul muro tra Messico e Stati Uniti rischia di essere il primo passo di duelli commerciali che possono danneggiare l’attività economica globale ed aumentare i premi al rischio politico in alcune regioni”. Come diceva David Ricardo, il commercio mondiale non è un gioco a somma zero.

AL VIA IL CAPODANNO CINESE, SALE TOKYO (+0,4%)

Le tensioni sui mercati hanno frenato la corsa del Toro dopo due giorni ruggenti. Iniziano oggi le celebrazioni del Capodanno cinese. Attività ridotta a Hong Kong. Shanghai +0,3% e Seul +0,8% in vista del lungo week end. Il rimbalzo del dollaro ha favorito il rialzo di Tokyo (+0,4%).

Perde colpi il peso messicano (-0,6%) mentre si inasprisce il confronto sul muro alla frontiera con gli Usa. Il presidente Enrique Lopez Pena ha cancellato il viaggio a Washington previsto per martedì. Trump minaccia di imporre un dazio del 20% sull’import dal vicino meridionale.

CONTI RECORD PER EBAY, AMARI PER LA BARBIE

Perdono energia i mercati Usa dopo due giorni di forti rialzi. Quasi invariato l’indice S&P 500 (-0,07%) così come il Nasdaq (-0,02%). Il Dow Jones (+0,16%) si consolida sopra quota 20 mila chiudendo a 20,100,91. Continuano le indicazioni positive delle trimestrali: il 69,2% delle 146 società che hanno già rilasciato i dati hanno battuto le stime.

Bene nel dopo Borsa Intel (+1%) e Microsoft (+1,9%). Debole invece dopo i conti Alphabet (-2,08%).  Ebay ha chiuso in rialzo del 5%. La società ha diffuso ieri previsioni per il 2017 molto sopra le previsioni.

Ford -3,3% nel giorno della presentazione dei dati del trimestre. Ricavi per 36 miliardi di dollari ed utile per azione di 30 centesimi di dollaro. Il costruttore segnala nel comunicato che nel corso dell’anno, anche per effetto degli investimenti, ci potrebbe essere un po’ di arretramento.

Da segnalare anche il balzo in avanti di Royal Caribbean (+9,1%) alla luce delle previsioni positive sul settore crociere. Male invece Whirlpool (-8,5%) dopo profitti inferiori alle attese. È caduta in picchiata Mattel, il colosso americano dei giocattoli: scendono le vendite della Barbie e il titolo perde il 12%.

Stabile stamane il petrolio dopo il balzo in avanti sui listini di ieri; il Brent tratta a 56,24 dollari (+2,1%), Wti a 53,78 dollari (+2%).

SU MILANO PESA L’ASTA A MEDIO-LUNGO DI LUNEDÌ

Seduta in ribasso ieri per i mercati europei. Su Milano, in particolare, hanno pesato le vendite sul reddito fisso scatenate dalla prospettiva di elezioni anticipate. A complicare la situazione contribuiscono le prossime aste. Oggi tocca ai Bot a 6 mesi, ma l’attenzione è concentrata sull’offerta, ritenuta assai impegnative, dei titoli a medio lungo termine in programma lunedì.

Milano, dopo aver raggiunto un massimo a 19.875 punti, ha ritracciato chiudendo in calo dello 0,73% a 19.440 punti. Segno meno anche per Parigi (-0,22%), Londra (-0,04%) e Madrid (-0,48%), mentre Francoforte ha retto alle vendite (+0,36%).

Oltre alle tensioni sul debito italiano, ci sono di nuovo problemi con la Grecia: ieri l’incontro con i creditori non è andato bene. Il ministro delle finanze della Germania, Wolfgang Schauble, ha detto ai giornalisti che il tempo per Atene, troppo lenta nell’attuare le riforme sulle quali si è impegnata, sta per scadere. I nuovi aiuti potrebbero essere congelati.

Il Tesoro ha comunicato che in occasione del collocamento di lunedì prossimo 30 gennaio metterà a disposizione degli investitori tra 7,5 e 9 miliardi di euro in Btp a 5 e 10 anni e Ccteu.

Tassi in rialzo anche per gli altri periferici, in particolare il Portogallo, con il decennale che è arrivato a rendere 4,195% da 3,998% della chiusura di ieri.

MESSINA (INTESA) CONFERMA L’INTERESSE PER IL LEONE

In frenata, dopo le forti oscillazioni dei giorni precedenti, i titoli coinvolti nel grande risiko bancario-assicurativo. Rallentano sia Mediobanca (-2,7%) sia Intesa (-2,6%). Frena anche Unicredit (-1%) dopo il balzo della vigilia (+8,9%). Sale di poco solo Generali (+0,3%).

Va segnalato l’affondo dell’ad di Intesa Carlo Messina, ieri al Torino per la celebrazione dei dieci anni dall’unione con il San Paolo: “La fuga di notizie sulle analisi strategiche che l’amministratore sta compiendo con diverse alternative possibili – ha detto – ci ha suggerito di essere espliciti” nei confronti del mercato, “rilevando che la banca sta analizzando diverse alternative e valuterà con i tempi necessari. Siamo una banca che non teme nessuno – ha aggiunto – un gruppo in grado di generare un senso d’appartenenza anche fuori dall’Italia. Ma quando parliamo del nostro Paese lo facciamo sempre in italiano e non in francese. Mi fa ridere chi difende l’italianità in francese”. Il riferimento è al ceo di Unicredit, Jean-Pierre Mustier, e a quello delle Generali, Philippe Donnet.

Intanto, il Partito democratico ha presentato un’interrogazione firmata da oltre 100 deputati di varie forze politiche su come il governo intenda tutelare la italianità delle Generali ed evitarne lo spezzatino. Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha sottolineato che si tratta di un’operazione di mercato tra società non partecipate dallo Stato. Intanto il presidente di Generali, Gabriele Galateri, è stato sentito dalla Consob. Il Cda di oggi di Intesa, ha anticipato Messina, non si occuperà della vicenda.

In ribasso gli altri titoli del settore finanziario, a partire da Banco Bpm che ha lasciato sul terreno il 4%. Banca Pop. Emilia perde l’1,7%, Ubi -1%, Unipol Sai -2%.

FUOCHI D’ARTIFICIO SU STM 

Positive le indicazioni in arrivo dalle trimestrali, a partire dai fuochi di artificio di StM (+8%): la prima società europea per la produzione di chip ha annunciato i risultati del quarto trimestre 2016, chiuso con ricavi netti in aumento di 3,5% sul trimestre precedente e in crescita dell’11,5% sullo stesso periodo del 2015. Il gross margin si è attestato al 37,5%, superiore alle previsioni del management.

FCA PROMETTE UN 2017 AMBIZIOSO: IL DEBITO SARÀ DIMEZZATO

Il mercato ha premiato, seppur in modo assai più contenuto, la trimestrale di Fiat Chrysler (+1,2%) da cui emergono target ambiziosi sul 2017, a partire dall’obiettivo di un debito netto industriale inferiore a 2,5 miliardi di euro. Quest’anno il gruppo vede ricavi netti compresi tra 115 e 120 miliardi e un Ebit adjusted a oltre 7 miliardi di euro.

“I risultati sono buoni ma la conversione in termini di cash è positiva in modo sorprendente”, ha commentato Gabriele Gambarova di Banca Akros. Sergio Marchionne ha risposto ad un analista dicendo di non avere parlato con il presidente Trump di una fusione con GM, ma ha ribadito che un’operazione del genere creerebbe il più grande gruppo automobilistico del mondo, che avrebbe sede negli Usa. “Le cose inevitabili alla fine succedono”, ha concluso l’ad.

In rialzo pure Exor (+1,83%). Ferrari -0,34%: Mediobanca Securities ha alzato il prezzo obiettivo sul titolo da 58 a 65 euro, confermando la raccomandazione outperform.

ANCORA IN CALO YOOX, LVMH IN MANOVRA SU MARCOLIN

Nel lusso continua la frana di Yoox (-2%). In calo Safilo (-1,1%): Banca Imi ha alzato la raccomandazione ad add da hold con prezzo obiettivo posto a 7,8 euro. Il presidente di Lvmh Bernard Arnault non ha voluto commentare le voci di una possibile acquisizione del 10% di Marcolin. In rialzo De’ Longhi (+1,95%) dopo la pubblicazione dei ricavi preliminari 2016 arrivati ieri a mercati chiusi.

Commenta