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Lo spread s’impenna e spinge al ribasso la Borsa: giornata nera per le utilities, banche ok

La corsa dello spread e l’avvicinarsi del rialzo dei tassi della Bce penalizzano le società con forti debiti. Milano è oggi la Borsa peggiore d’Europa

Lo spread s’impenna e spinge al ribasso la Borsa: giornata nera per le utilities, banche ok

Il rialzo dello spread e le scommesse su una Bce più falco del previsto hanno tenuto in scacco Piazza Affari nel corso della seduta odierna e il finale è in rosso, diversamente da altre piazza del nord Europa. Il Ftse Mib cede l’1,03% e scende a 26.328 punti base, insieme a Madrid -0,16% e Atene -0,68%. Registrano progressi invece Francoforte +0,76%, Parigi +0,83%, Amsterdam +1,14%. Fuori dall’area euro si apprezza Londra +0,73%.

A zavorrare il principale listino milanese sono soprattutto Diasorin (-4,33%) e le utility, queste ultime sensibili all’andamento dello spread, con il mercato che attendeva qualche lume dalla presidente della Bce Christine Lagarde, in audizione nel pomeriggio al Parlamento europeo.

Ad aumentare le probabilità di uno o due ritocchi del costo del denaro nell’anno in corso, è stato più quello che, giovedì scorso, Lagarde non ha detto, rispetto a quanto ha detto. La presidente, diversamente dal passato, non ha esplicitamente escluso un intervento sui tassi e questo ha innescato le speculazioni, tanto più che la Fed sembra propensa a muoversi prima, con più rapidità e più massicciamente. Gli economisti di Goldman Sachs stimano ora per la Bce due rialzi di 25 punti base a settembre e dicembre 2022.

Negli Usa, in ambito azionario, oggi Wall Street è partita in cauto rialzo e sta proseguendo su questa strada, dopo aver archiviato venerdì scorso la miglior settimana del 2022, grazie ad alcune trimestrali e a un rapporto sull’occupazione superiore alle stime. Questi elementi positivi hanno bilanciato ampiamente il crollo di Meta (Facebook), che anche al momento è in calo dopo minacce di chiudere bottega in Europa se non sarà risolta la diatriba sui dati personali. Lo scenario è stato ventilato da Mark Zuckerberg nel rapporto annuale della società alla Sec.

In un contesto di attesa, soprattutto sul fronte delle banche centrali, l’indice del dollaro appare poco mosso, così come il cambio con l’euro, che tratta intorno a 1,143.

Da segnalare il rialzo del rublo russo, tornato a un massimo di tre settimane rispetto al dollaro, con il presidente francese Emmanuel Macron a Mosca in cerca di impegni dal presidente russo Vladimir Putin per attenuare le tensioni con l’Ucraina.

Si muove in verde l’oro, intorno a 1813 dollari l‘oncia sostenuto dalle preoccupazioni per l’inflazione.

Arretra invece il petrolio, dopo la lunga corsa. All’origine delle vendite ci sarebbero alcuni positivi segni di progresso nei colloqui sul nucleare tra Stati Uniti e Iran. Passi che potrebbero portare alla rimozione delle sanzioni statunitensi sulle vendite di petrolio iraniano.

Piazza Affari: brilla Intesa, risorge Saipem

Tra le peggiori performance del giorno ci sono quelle di utility come Hera -4,28%; Snam, -3,17%, A2a -1,92%; Terna -2,31%. A fare più male è il crollo di un passo massimo come Enel, -3,32%, che ha subito la retrocessione del rating a lungo termine, di Fitch, a BBB+ dal precedente A-.

Le banche sono miste e hanno recuperato verso la fine dai minimi toccati in seduta. 

Intesa è in maglia rosa, +1,8%, con alcune banche d’affari che hanno migliorato le loro valutazioni alla luce dei risultati 2021 e l’aggiornamento del piano industriale al 2025. Jp Morgan ha portato il target price da 3 euro a 3,2 euro. Bene anche Banco Bpm +0,97% e Mps +0,54%.  In calo invece Unicredit -1,24%.

Tra i titoli oil riaffiora Saipem, +1,09%, dopo il crollo del 40% circa della scorsa settimana e in attesa di novità sul rafforzamento patrimoniale, dopo la riorganizzazione manageriale. Perdite per Eni -2,18%.

Spread oltre i 160 punti, poi scende

Una fiammata sul secondario ha portato lo spread ai massimi dall’estate 2020, oltre quota 160 punti base, nel corso della seduta, al termine della quale però il differenziale di rendimento tra il titolo di Stato decennale italiano e quello tedesco è rientrato a 156 punti base, in ogni caso in rialzo del 2,95% dalla chiusura di venerdì.

Salgono anche i tassi: quello del Btp 10 anni chiude a +1,74%; il Bund di pari durata segna +0,19%.

Intanto Lagarde, al parlamento europeo, è tornata sul nodo inflazione e ha ribadito che “la prospettiva per l’inflazione è incerta: è probabile rimanga elevata più a lungo di quanto atteso precedentemente, ma che declini nel corso di quest’anno”.

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