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La Corea non turba i mercati, Bundesbank in pressing su Draghi

La nuova provocazione non ha scosso le Borse asiatiche – Bundesbank di nuovo in pressing su Draghi per ridurre il Qe – Fca guida la carica dell’automotive tricolore mentre la Merkel sgrida le case tedesche – Vivendi si difende: “In Telecom Italia abbiamo la direzione ma non il controllo” – L’Ipo Pirelli vale 8,3 miliardi

La Corea non turba i mercati, Bundesbank in pressing su Draghi

La risposta della Corea del Nord alle nuove sanzioni approvate dall’Onu è arrivata nella notte. Un missile di Pyongyang è caduto in mare 2 mila chilometri ad est dell’isola giapponese di Hokkaido dopo un volo di 3 mila chilometri, una distanza inferiore a quella che separa l’arsenale di Kim dalle basi Usa sull’isola di Guam. L’ennesima provocazione non ha scosso più di tanto la Borsa di Tokyo che si avvia a chiudere con un modesto guadagno +0,1%. A Seoul l’indice Kospi arretra dello 0,5% così come Sidney, ma l’indice Asia Pacific chiude la settimana con un guadagno dello 0,4%. Hong Kong chiude a +0,7%.  
 
 
SALE L’INFLAZIONE, VERSO LA STRETTA IN USA E A LONDRA 

Più che con le minacce del dittatore coreano, le Borse fanno i conti con i segnali di ripresa dell’inflazione. L’indice Cpi dei prezzi al consumo è salito in Usa dello 0,4%, l’incremento maggiore da sette mesi. Intanto la Bank of England, pur lasciando invariati i tassi, ha segnalato la possibilità di un prossimo rialzo, il primo da dieci anni. A questo punto diventa probabile un nuovo aumento del costo del denaro Usa entro l’anno preceduta, in occasione della riunione del 24-25 settembre, dall’avvio della riduzione del bilancio federale.  Anche nell’Eurozona corre aria di mini stretta, pur nell’ambito della politica espansiva difesa da Mario Draghi. Il nuovo sentiment ha frenato, seppur di poco, lo slancio di Wall Street, reduce dal fresco triplice record. L’indice S&P, dopo aver segnato un nuovo primato, ha segnato una lieve correzione (-0,115). Giù anche il Nasdaq -0,48%, complice l’accoglienza fredda ai nuovi prodotti Apple -0,86%.   
 
TESLA LANCIA IL CAMION ELETTRICO 
 
Ma il rally è comunque proseguito sul Dow Jones: +0,2% e nuovo record sotto la spinta di Pfizer e soprattutto di Boeing +1,36%, dopo la promozione di Deutsche Bank. Vola anche Tesla +3% dopo l’ultima novità dell’officina di Elon Musk: il camion elettrico che presto correrà sulle strade della California.   
 
L’aumento dei tassi, in questa cornice, non fa per ora troppa paura. Il rialzo s’accompagna del resto al rialzo del petrolio (55,14 dollari il Brent +2,5% in settimana, Wti oltre i 50 dollari), in parte legato alle conseguenze degli uragani che hanno colpito gli impianti Usa. Ma i rialzi, secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia (Iea), sono legati soprattutto alla crescita dei consumi. Indizio della ripresa globale.? Sono i titoli petroliferi ad assicurare la rete di protezione delle Borse. Anche a Piazza Affari. 

Giovedì sera il cda di Eni +0,5% ha approvato la distribuzione di un acconto dividendo 2018 per l’ammontare di 0,4 euro per titolo sulla base della situazione contabile del gruppo (utile netto di 2,45 miliardi al 30 giugno). La cedola sarà staccata lunedì e messa in pagamento il 20 settembre.   
L’indice settoriale Stoxx europeo dei Petroliferi è salito dell’1%, quello dei Minerari perde l’1,3%.??Saipem?+0,5%,?Tenaris +2,4%.? 
 
PRENDE VELOCITA’ IL PIL ITALIANO. MILANO +0,2% 

Giornata contrastata per le principali piazze europee, sostenute però dal buon andamento dei petroliferi. 
A Milano il Ftse-Mib ha guadagnato lo 0,2% a 22.281 punti. 
Parigi ha chiuso in rialzo dello 0,1%, Francoforte in calo dello 0,1%. 
Ha sofferto a Londra, in calo dell’1,1% dopo la riunione del board della Banca centrale inglese (7 a 2) che, a maggioranza, ha confermato i tassi e l‘importo del programma di acquisto asset a 0,25%. La maggior parte dei membri del comitato di politica monetaria di Banca d‘Inghilterra ritiene però probabile che la prima stretta sul costo del denaro da oltre dieci anni possa essere necessaria nel corso dei prossimi mesi, se l‘economia continuerà a crescere e le pressioni inflazionistiche ad aumentare. La sterlina ha chiuso in rialzo dell’1,3% sia nei confronti del dollaro (1,338) che dell’euro (1,126).?
  
Sul fronte macro, l’Istat ha confermato che l’inflazione in Italia si è ripresa, attestandosi ad agosto allo 0,3% su base mensile e all’1,2% su base annua. Anche la Confindustria ha rivisto al rialzo il Pil per quest‘anno e il prossimo, parlando di stima “prudente” che non include gli effetti della legge di Bilancio 2018. Il Centro studi degli industriali vede il Pil 2017 a 1,5%, in aumento di due decimi di punto sulla stima di giugno e quasi doppio dallo 0,8% di dicembre. Per il 2018, il Pil è indicato a +1,3% da +1,1%. 

WEIDMANN: “DRAGHI, ALZA IL PIEDE DALL’ACCELERATORE” 

La Bce, dovrebbe “alzare il piede dall‘acceleratore”, ha detto ieri il presidente della Bundesbank Jens Weidmann precisando che comunque resta necessaria una politica monetaria accomodante, alla luce di un‘inflazione ancora debole. 
Per il banchiere tedesco, critico della prima ora del programma di acquisto asset, la politica monetaria accomodante è resa necessaria dall’enorme bilancio della Bce – dopo l‘acquisto di oltre 2.000 miliardi di obbligazioni, in buona parte titoli di Stato – e non dal ritmo mensile degli acquisti. 

Chiusura in lieve calo per il mercato obbligazionario italiano che, in linea con l’intero comparto dei governativi della zona euro, mostra comunque una certa tenuta di fronte al moltiplicarsi dei segnali di un prossimo irrigidimento della politica monetaria. 
Anche la Bce, oltre alla Boe ed alla Fed, potrebbe dare il via ad una mini stretta riducendo il ritmo degli acquisti mensili del Qe. 
A fine mattinata il mercato italiano ha reagito in maniera composta a un grosso ordine di vendita sulla piattaforma Mts, (oltre 300 milioni di euro sul Btp decennale), che ha provocato una fiammata dello spread a 167 punti base, massimo di giornata, per poi arretrare a 165 punti. 
Il tasso del decennale ha chiuso a 2,064% da 2,052% del finale di seduta di ieri, con un picco a 2,073%. 
     
 
FCA GUIDA LA CARICA DELL’AUTOMOTIVE TRICOLORE. MERKEL SGRIDA LE CASE TEDESCHE 

Angela Merkel, in occasione dell’inaugurazione del salone di Francoforte, ha avuto parole molto dure nei confronti del comportamento dei Grandi dell’auto tedesca nello scandalo dieselgate. Sempre ieri le autorità cinesi hanno ordinato a Volkswagen -0,44% di richiamare 4,9 milioni di veicoli entro dicembre 2019 per via di timori relativi ai potenziali difetti degli airbag di Takata. L’indice di settore europeo è salito lo stesso dello 0,76%. 
 
Intanto Sergio Marchionne, che ha disertato la kermesse d’oltre Reno, ha avuto motivo di festeggiare. Fiat Chrysler ha guadagnato il 2,4% superando di slancio quota 14 euro a 14,05 euro, nuovo record. Nel mese di agosto le immatricolazioni del gruppo in Europa sono cresciute del 9,8% contro +5,5% del mercato. Sembra inoltre vicina l’Ipo di Magneti Marelli, la società della componentistica che dovrebbe essere valutata intorno ai 5 miliardi di euro.? Evercore Isi ha alzato il target price a 17 euro da 12.  
Chiude sopra la parità Ferrari +0,1% a 91,45 euro nel giorno in cui Goldman Sachs ha avviato la copertura sul titolo con rating neutral e target price a 110 euro. Gli analisti hanno una visione rialzista sui fondamentali del Cavallino e vedono l’ebitda più che raddoppiare entro il 2022. Nell’automotive bene anche Brembo +1,03%.  

Forti acquisti su Pininfarina -6,59% Balzo di Landi Renzo +12,2%, che ha stupito il mercato con il piano strategico 2018-2022 che prevede il ritorno all’utile già nel 2018. 

Tra i titoli industriali brilla?Stm +2,1%. ?Goldman Sachs ha alzato il target price della società dei chips da 14,1 a 16,3 euro, confermando la raccomandazione neutral. 
 
A Piazza Affari sono cresciuti i bancari:?Intesa sale dello 0,8%, arretra Bper Banca?-2%,?Unicredit invariata.?Banco Bpm +0,5% a 3,29 euro). 
Banca Carige ha perduto l‘1,81% dopo la presentazione del nuovo piano industriale che accelera sulla riduzione dei costi con l‘incremento dei tagli del personale e delle filiali e ha come premessa un rafforzamento patrimoniale di oltre 1 miliardo e vede un ritorno all‘utile l‘anno prossimo. 
Gli assicurativi hanno segnato il passo:?Generali?-0,9%,?Unipol?-0,3%. 
 
VIVENDI: ABBIAMO LA DIREZIONE, NON IL CONTROLLO DI TELECOM 
 
Debole Telecom Italia -0,9%, al centro del braccio di ferro che oppone Vivendi al governo e a parte dell’establishment italiano. ?Berenberg ha confermato sul titolo la raccomandazione hold e il prezzo obiettivo a 0,84 euro in un report intitolato “La nebbia italiana diventa più fitta per?Vivendi?”. Equita sottolinea che, riguardo a Tim, il rischio è relativo alle decisioni che il governo può prendere “al termine della review del Golden Power, forzando la cessione di asset strategici in modo tale da impedirne una piena valutazione”. Vivendi dirà al governo italiano che esercita la direzione e coordinamento su Telecom italia, ma non il controllo. E’ quanto ha riferito a Reuters una fonte francese vicina alla vicenda. La società francese si opporrà così all‘interpretazione data ieri dalla Consob i che ha contestato a Vivendi il controllo di fatto sulla società. La stessa fonte ha anche aggiunto che non è stato ancora trovato il nuovo ad per Telecom e che la società italiana non ha in agenda la vendita della rete. 

Fallisce il tentativo di rimbalzo di?Mediaset -0,4%. Resta l‘incognita su cosa farà Vivendi con la sua quota: se dovrà comunque vendere la parte eccedente il 10% del capitale entro aprile o se sarà sufficiente il trasferimento dei diritti di voto del 19,19% a un trust. 
L’euro mette in crisi le griffes del lusso:  Moncler -1%,?Tod’s -2%,?Ferragamo?-1%. 
Decisivo l’allarme lanciato da Hermès in calo del 2,8% alla Borsa di Parigi assieme a gli altri due giganti francesi: Kering perde l’1,3%, Lvmh -0,3%.? 
?Hermès?ha detto che i ricavi del?secondo semestre 2017 e del 2018 nel settore Luxury potrebbero essere erosi?dalla forza dell’Euro. In settimana anche il produttore?di orologi Richemont aveva detto che la forza della valuta avrebbe inciso sulla propensione di spesa dei turisti. Stesso allarme lanciato da Prada e Pernod Ricard. 
 
PIRELLI, L’IPO VALE 8,3 MILIARDI  
 
La quotazione di Pirelli avverrà a un prezzo indicativo che oscilla tra 6,3 e 8,3 euro, valori corrispondenti a una capitalizzazione tra 6,3 e 8,3 miliardi di euro. La comunicazione è stata fatta ieri dal gruppo della Bicocca che in una nota ha anche informato che la Consob ha dato il via libera alla pubblicazione del prospetto informativo. L’offerta, si legge nel comunicato, avrà ad oggetto un massimo di 350 milioni di azioni ordinarie, corrispondenti al 35% del capitale, di cui una percentuale minima (il 10%) sarà destinata agli investitori retail mentre il restante 90% sarà dedicato al collocamento istituzionale «riservato a investitori qualificati in Italia e a investitori istituzionali all’estero». Il lotto minimo di adesione sarà pari a 500 azioni mentre il lotto minimo maggiorato sarà pari a 5.000 azioni.  
 
TORINO E GENOVA FANNO CASSA CON IREN 

Torino e Genova sono pronte a vendere sul mercato le azioni Iren svincolate dal patto di sindacato che comprende anche i Comuni emiliani. E’ quanto riferisce una nota delle due amministrazioni, rappresentano il 5,5% del capitale ordinario: ai prezzi di oggi significa un incasso di circa 153 milioni di euro.
 
Nel resto del listino
Maire Tecnimont ha chiuso in calo dell‘1,32% sulla scia il downgrade di Barclays a ‘equal weight’ da ‘overweight’. 
Male invece I Grandi Viaggi, che lascia sul terreno l’11,23% sulla scia dei risultati dei nove mesi, che vedono ricavi in calo e una perdita netta in peggioramento

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