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La Borsa ignora la crisi di governo, spread in risalita

Il calo di tensione sul fronte dazi e valute rilancia i listini a livello globale – Milano chiude a +1,47%: in evidenza ancora FinecoBank, giù le utility – Recupera Unicredit dopo i conti deludenti di ieri – Su il petrolio.

La Borsa ignora la crisi di governo, spread in risalita

Prosegue il recupero dei listini europei, che oggi chiudono un’ottima seduta resa più tonica nel pomeriggio dall’apertura in rialzo di Wall Street. Finalmente anche Piazza Affari coglie l’attimo e sale dell’1,47%, a 20.841 punti base, nonostante i venti di crisi sul governo facciano risalire lo spread, alla vigilia della revisione del rating da parte di Fitch (attualmente BBB negativo). Sul secondario il rendimento del Btp 10 anni sale a 1,54 e il differenziale con il decennale tedesco chiude appena sotto i 210 punti base (+5,95%). Tengono le banche.

Una propensione al rischio maggiore si respira a Francoforte, +1,69% e Parigi +2,31%; leggermente più timida Madrid +1,32%. Una spinta viene dai toni accomodanti della Bce che, nell’ultimo bollettino, si dice pronta a nuove misure. Fuori dall’area della monta unica Londra guadagna l’1,25%, mentre svetta Zurigo, +2,46%. 

Wall Street viaggia spedita, in linea con il recupero finale di ieri. La ripresa dell’azionario è da mettere in relazione al fatto che si vedono spiragli di miglioramento nelle relazioni con Pechino. Oggi la banca centrale cinese ha fissato il cambio yuan/dollaro ai minimi del 21 aprile del 2008, ma pur sempre a un livello migliore di quanto temuto e le esportazioni cinesi a luglio sono inaspettatamente aumentate. La maggior fiducia porta alla stabilizzazione dei Treasury e a una ripresa dei rendimenti, placando, almeno momentaneamente, i timori di una recessione imminente.

Il petrolio recupera: Brent +2,47%, 57,62 dollari al barile; Wti +3,37%, 52,81 dollari al barile. L’oro arretra, ma resta ampiamente sopra i 1500 dollari l’oncia (1508,45).

L’euro-dollaro è poco mosso, con il cambio in area 1,12. Il biglietto verde risulta tonico contro le altre valute, ma nel primo pomeriggio anche l’euro balza, scrive Reuters, sulla notizia data in esclusiva dall’agenzia, che la Germania starebbe valutando un diverso approccio alla politica di bilancio con nuove emissioni di debito volte a finanziare un pacchetto di misure a tutela del clima. C’è anche da dire che Donald Trump ha sfoderato una serie di tweet contro il dollaro forte, che frena le imprese manifatturiere americane; colpa della Fed, dice il presidente Usa, perché con la sua politica monetaria sarebbe all’origine del super dollaro.

In Piazza Affari i maggiori rialzi del giorno sono quelli di Finecobank +4,02%: Stm +4,01%; Saipem +3,04%; Atlantia +2,73%. Le banche risultano ben comprate, con l’eccezione di Bper -1,27%. Sale Unicredit +1,43%, dopo la debolezza delle scorse sedute, anche se oggi, purtroppo, è morto il presidente Fabrizio Saccomanni, che solo ieri aveva partecipato, assieme agli altri vertici di Unicredit, alla conferenza stampa di presentazione dei conti semestrali nella torre di piazza Gae Aulenti a Milano.

In leggera ritirata le utility come Hera -0,58; Italgas -0,48%; A2a -0,12%. Fuori dal paniere principale Banca Intermobiliare segna un teorico +17,70%. Bene Creval +5,43%. Datalogic perde il 7,93%, all’indomani della trimestrale e dell’outlook 2019. L’azienda bolognese prevede un rallentamento dei principali settori in cui opera in Europa e in Cina, anche a causa dei dazi. Male Ima -6,44%, dopo il via libera delle assemblee per l’incorporazione di Gima TT (-6,3%). Debutto in picchiata per Copernico -8,15% sull’Aim.

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