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Juve-ultrà, Agnelli rischia 2,5 anni

La Procura Federale ha chiesto due anni e 6 mesi di inibizione per il presidente della Juventus, deferito per i rapporti poco chiari e non consentiti con i tifosi bianconeri. Sentenza attesa entro dieci giorni. Il presidente della Juventus però non sarebbe costretto a rinunciare al nuovo ruolo all’Eca e alla presidenza del club bianconero. Sereno il Presidente, la difesa si aspetta l’assoluzione completa

Juve-ultrà, Agnelli rischia 2,5 anni

Il capo della Procura Figc Giuseppe Pecoraro ha chiesto due anni e mezzo di inibizione per Andrea Agnelli. Il Presidente della Juve è infatti coinvolto nel processo legato alla vicenda che relativa ai rapporti avuti dal numero uno del club torinese con gli ultrà bianconeri. 

Oltre alla squalifica richiesta per Agnelli, la Procura ha chiesto per la Juve due gare a porte chiuse, una gara con la sola curva sud chiusa e 300mila euro di ammenda per responsabilità diretta del club. 

Agnelli è stato deferito dalla Procura federale per la presunta violazione degli articoli 1 bis (lealtà sportiva) e 12 (rapporti con i tifosi) del Codice di giustizia sportiva. Insieme a lui, coinvolti anche la società bianconera stessa per responsabilità diretta, l’ex direttore commerciale del club Francesco Calvo e il responsabile del ticket office Stefano Merulla.

Il numero uno della Juventus sarà presente in aula e ha già ammesso di aver incontrato nelle vesti di presidente gli ultras in qualità di tifosi e di aver venduto (e non regalato) ai gruppi alcuni blocchi di biglietti (e non quattro per volta come prevede la legge).

Dopo il rinvio dello scorso 26 maggio, il processo entra nella seconda fase. Il numero uno del club torinese è presente al processo assistito dai legali Luigi Chiappero e Franco Coppi. 

 

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