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Juve capolista al cardiopalma: vince a Monza al 94° e scavalca l’Inter. Oggi Milan e Lazio in campo

Grande prova di carattere a Monza della Juve che subisce il pareggio-beffa al 92° ma acciuffa una vittoria pesantissima al 94° riconquistando il primato in classifica in attesa di Napoli-Inter di domenica sera – Oggi incontri casalinghi per Milan e Lazio

Juve capolista al cardiopalma: vince a Monza al 94° e scavalca l’Inter. Oggi Milan e Lazio in campo

Primato al cardiopalma. La Juventus espugna Monza al termine di un finale folle, che l’ha vista passare dallo sconforto per la beffa subita alla gioia sfrenata per 3 punti pesantissimi, oltre che insperati. In pochi, infatti, pensavano che i bianconeri potessero rialzarsi dopo aver incassato il pareggio al 92’, invece hanno avuto la forza di andarsi a prendere l’intera posta in palio: parlare di scudetto, alla luce di questi segnali, comincia ad avere sempre più senso, anche se è giusto ricordare che l’Inter deve ancora fare la sua mossa, seppur in un campo difficile come Napoli. A questo però si penserà solo domani, perché oggi sarà il giorno di Milan e Lazio, impegnate rispettivamente con Frosinone e Cagliari: impegni che sarebbero stati anche abbordabili, se non fosse per i tanti problemi che attanagliano Pioli (soprattutto) e Sarri.

Monza – Juventus 1-2, Allegri esulta ma non si sbilancia: “L’obiettivo resta la zona Champions”

Difficile sintetizzare l’anticipo del Brianteo con un titolo, perché al suo interno si sono succedute talmente tante fasi da somigliare più a una fiction (o un romanzo, a seconda dei gusti) che a una partita di calcio. La Juve, schierata da Allegri con Alex Sandro al posto di Rugani e Nicolussi Caviglia in regia, ha dominato per quasi un’ora, tanto che lo 0-1 di Rabiot (12’) le stava persino stretto. La prima emozione, a dire il vero, era arrivata un minuto prima con Vlahovic, ipnotizzato dal dischetto da Di Gregorio, bravissimo sul rigore e addirittura eccezionale sulla ribattuta dello stesso attaccante serbo. Sul corner successivo però la Signora passava con il centrocampista francese e il match si metteva in discesa, anche grazie a un atteggiamento insolitamente aggressivo che la portava più volte vicina al raddoppio, specialmente con Gatti e ancora Rabiot. Ma agli albori della ripresa il Monza, dopo aver inserito due punte “vere” come Colombo e Mota Carvalho (Palladino aveva scelto di partire con Ciurria falso nove), guadagnava metri, fino a costringere (?) la Juve nella sua trequarti: il punto di domanda è lecito, perché la sensazione è che Allegri abbia voluto abbassarsi a protezione del vantaggio, proprio come in numerosi precedenti. Questa volta però la tattica non pagava, perché al 92’ un tiro cross di Carboni beffava Szczesny, illudendo Monza (e Inter) di aver fermato la Signora. Nulla di più sbagliato, visto che al 94’ Rabiot s’involava sulla sinistra e serviva un cioccolatino a Gatti, che prima lisciava, poi colpiva Di Gregorio per il definitivo 1-2. “È stata una vittoria importante contro una squadra forte, ma il nostro obiettivo resta la zona Champions – ha ribadito Allegri -. Nel primo tempo abbiamo fatto bene e abbiamo avuto anche delle occasioni per raddoppiare, poi nel recupero abbiamo sbagliato su Carboni, ma abbiamo reagito subito e i ragazzi sono stati bravi a cercare questo successo. Dobbiamo migliorare per rimanere più vicini possibile alla testa della classifica emantenere questa positività fino in fondo, con la consapevolezza che vincere non è facile”.

Milan – Frosinone (ore 20.45, Dazn e Sky)

I riflettori si spostano così sulle partite di oggi, a cominciare da quella di San Siro tra Milan e Frosinone. Gara delicatissima, inutile sottolinearlo, perché dopo la sconfitta col Borussia Dortmund e la quasi eliminazione dalla Champions, il Diavolo non può più permettersi passi falsi. La vittoria della Juvee lo scontro diretto tra Napoli e Inter, inoltre, rende il margine d’errore vicinissimo allo zero, anche se i motivi per non fallire vanno al di là della classifica. I rossoneri attraversano un momento molto particolare e hanno bisogno di risultati, pena rischiare un’implosione del progetto che andrebbe a colpire anzitutto Pioli, sempre più nella bufera dopo gli ultimi infortuni. Con quello di Thiaw (severa lesione al bicipite femorale, 2 mesi di stop) il totale è salito a 25 di cui 18 muscolari: tanti, troppi per non finire sul banco degli imputati assieme al suo staff, specialmente ora che la Champions è appesa a un filo. Battere il Frosinone non cancellerebbe la delusione, ma quantomeno darebbe una boccata d’ossigeno all’ambiente, mentre in caso opposto la situazione diventerebbe quasi insostenibile. 

Pioli risponde a Maldini: “Con Cardinale incontro positivo, è falso dire che sono solo”

A completare il quadro (poco) rosso e (molto) nero ci si è messa l’intervista di Maldini a Repubblica, condita da bordate verso chiunque, da Cardinale (“mi disse che io e Massara eravamo licenziati, giustificandolo con i cattivi rapporti con Furlani, con lui in un anno solo una chiacchierata e quattro messaggi”) a Scaroni (“lasciava lo stadio in anticipo per non trovare traffico, poi era in prima fila per lo scudetto”), passando da Furlani (“quattro giorni prima del licenziamento mi comunicò imbarazzato un budget basso, ne presi atto”) per poi arrivare a Pioli (“dargli compiti che esulano dai suoi, senza sostegno, lo renderà sempre più solo”). “Nessun commento su quello che ha detto – ha replicato il tecnico in conferenza stampa -. A lui e a Massara sarò sempre riconoscente, ma ora non posso che buttare tutte le mie energie sul lavoro e nel provare a vincere le prossime partite. Comunque io non sono solo, sono sempre stato sostenuto dal club”. Pioli è poi entrato sul tema infortuni, vero e proprio tallone d’Achille della sua stagione. “A breve l’emergenza finirà – ha sospirato -. Nel reparto offensivo sicuramente, in quello difensivo ci vorrà un po’ di più. Kjaer non ci sarà col Frosinone, ma potrebbe tornare quella dopo. tra due settimane le cose andranno meglio. Come si esce da questo momento? Vincendo, inutile girarci intorno”.

Milan – Frosinone, le formazioni: in difesa tocca al diciottenne Simic, Bennacer torna tra i convocati

La formazione anti-Frosinone sarà molto rimaneggiata, viste le assenze di Leao, Giroud (squalificato), Okafor, Thiaw, Kjaer e Kalulu, a cui vanno aggiunti i meno “importanti” Sportiello, Pellegrino e Caldara. Emergenza vera, insomma, che Pioli affronterà con un 4-2-3-1 con Maignan in porta, Calabria, Simic (diciottenne aggregato dalla Primavera), Tomori e Theo Hernandez in difesa, Musah e Reijnders a centrocampo, Chukwueze, Loftus-Cheek e Pulisic sulla trequarti, Jovic in attacco, con il giovanissimo Camarda pronto a subentrare dalla panchina. Da segnalare poi il ritorno tra i convocati di Bennacer, di nuovo a disposizione (per la panchina) 206 giorni dopo l’infortunio al ginocchio destro. Stesso sistema di gioco per il Frosinone di Di Francesco, sin qui autore di un campionato sorprendente: il tecnico cercherà il colpaccio con Turati tra i pali, Monterisi, Okoli, Romagnoli e Oyono nel reparto arretrato, Mazzitelli e Barrenechea in mediana, Soulé, Reinier e Ibrahimovic alle spalle dell’unica punta Cheddira. 

Lazio – Cagliari (ore 18, Dazn)

Gara importante all’Olimpico, dove la Lazio, fresca di qualificazione agli ottavi di Champions, proverà a rimettersi in marcia anche in campionato. Le 6 sconfitte raccolte in sole 13 giornate spiegano il deludentissimo undicesimo posto in classifica, ma la distanza dai piazzamenti europei è ancora relativamente bassa: infilare un filotto di vittorie, a cominciare da oggi, ridarebbe un senso alla stagione italiana dei biancocelesti, visto che quella internazionale procede a gonfie vele. Il successo sul Celtic potrebbe aver dato una svolta, almeno questo è ciò che si augura Sarri, apparso molto deluso dopo Salerno (al punto di paventare le dimissioni) e comprensibilmente cauto nel post Champions. Mau vuole vedere continuità prima di sbilanciarsi e considerare archiviato il momento di crisi, ecco perché la sfida odierna contro il Cagliari di Ranieri sarà decisamente indicativa. Sor Claudio, romanista doc, farà di tutto per prendersi i 3 punti e continuare la risalita in classifica, iniziata con il clamoroso 4-3 sul Frosinone e interrotta solo a Torino con la Juve (prima e dopo una vittoria sul Genoa e un pari col Monza). La Lazio, invece, non vince in campionato dal 30 ottobre con la Fiorentina, dopodiché ha raccolto solo un punto nel derby e due brutte sconfitte con Bologna e Salernitana: il momento di cambiare passo è arrivato, altrimenti l’Europa del futuro rischia di essere molto meno interessante di quella attuale.

Lazio – Cagliari, le formazioni: Romagnoli e Zaccagni ancora fuori, Immobile torna titolare

Rispetto a martedì sarà una Lazio diversa, anche se Romagnoli e Zaccagni la guarderanno ancora dalla tribuna. Sarri tornerà ad affidarsi alla vecchia guardia, risultata decisiva in Champions: Immobile, in particolare, ha vissuto una notte magica, riassaporando le glorie del passato. Il 4-3-3 biancoceleste vedrà così Provedel in porta, Lazzari, Gila, Patric e Marusic in difesa, Guendouzi, Cataldi e Luis Alberto a centrocampo, Isaksen, Immobile e Felipe Anderson in attacco. Ranieri sembra orientato a riproporre il Cagliari di domenica scorsa contro il Monza, dunque 4-3-1-2 con Scuffet tra i pali, Nandez, Goldaniga, Dossena e Augello nel reparto arretrato, Makoumbou, Prati e Jankto in mediana, Viola alle spalle della coppia offensiva formata da Petagna e Luvumbo.

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