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Intesa Sanpaolo e sindacati bancari: accordo su assunzioni e pensionamenti

La Banca ha siglato un protocollo con i sindacati bancari che prevede in via sperimentale una nuova forma di lavoro misto (subordinato e autonomo) per assumere fino a 400 giovani promotori finanziari – In arrivo anche incentivi al pensionamento e l’estensione del part time agevolato.

Intesa Sanpaolo e sindacati bancari: accordo su assunzioni e pensionamenti

Una nuova tipologia di lavoro “misto”, ovvero un’assunzione a tempo indeterminato con orario part time cui si somma un contratto di lavoro autonomo. È questo l’elemento più innovativo contenuto nel nuovo protocollo per lo sviluppo sostenibile che Intesa Sanpaolo ha firmato con i sindacati dei bancari Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Sinfub, Ugl Credito, Uilca e Unisin.

Questa novità ha carattere sperimentale e sarà impiegata per assumere fino a 400 nuovi promotori finanziari che abbiano già un loro portafoglio per svolgere la parte di lavoro autonomo. “Questi lavoratori, per le ore di lavoro subordinato, godranno di tutte le garanzie di un contratto a tempo indeterminato, dalla malattia alla gravidanza – spiega a FIRSTonline Mauro Incletolli, segretario nazionale First Cisl – Al termine del periodo sperimentale di 24 mesi potranno scegliere se continuare così o chiedere di essere assunti a tempo pieno dalla banca, che in questo caso, nei successivi 9 mesi, li collocherà nella loro regione di residenza o in una delle regioni limitrofe”.



LAVORATORI INTERNI AL GRUPPO

Anche i lavoratori interni al gruppo Intesa Sanpaolo potranno cambiare il loro contratto per passare a questa forma di lavoro “misto”, ma in questo caso sarà la Banca ad offrire loro un portafoglio di clienti e i lavoratori potranno chiedere in qualsiasi momento di tornare nuovamente a lavorare a tempo pieno.

INCENTIVI AL PENSIONAMENTO

Il protocollo introduce anche altre novità sui pensionamenti. In particolare, coloro che hanno già maturato il diritto al trattamento di anzianità o vecchiaia riceveranno come incentivo all’esodo il 75% dell’ultima retribuzione annua lorda se entro il 24 febbraio chiederanno di andare in pensione. Il termine slitta invece al 30 aprile 2017 per coloro che matureranno i requisiti entro il 31 dicembre 2018.

ASSUNZIONI LEGATE AI PENSIONAMENTI

C’è però anche un rovescio della medaglia: “Al raggiungimento di 750 cessazioni per pensionamento – si legge nel testo dell’accordo – si procederà ad assunzioni, full time o part time, in numero corrispondente a 100 full time equivalent. Nel caso in cui il numero di cessazioni superi le 1.000 unità, si darà luogo ad ulteriori assunzioni in numero corrispondente a 50 full time equivalent”.

PART TIME AGEVOLATO

Infine, chi maturerà i requisiti per la pensione di anzianità o vecchiaia fra il 31 dicembre 2018 e il 31 dicembre 2020 potrà chiedere la trasformazione del proprio rapporto di lavoro da tempo pieno a part-time “per una durata di massima non inferiore ai 24 mesi” e fino al giorno prima della pensione. La retribuzione sarà ridotta in modo proporzionale ma la Banca verserà tutti i contributi, anche quelli a carico del lavoratore, come se il contratto fosse ancora a tempo pieno. I due anni di part time, quindi, non incideranno sull’importo finale della pensione.

ROMANI (FIRST-CISL): “IL SINDACATO DEVE MISURARSI CON NUOVE FORME DI LAVORO PER AIUTARE I GIOVANI”

“In Intesa si avvia una sperimentazione che consente al sindacato di contrattare e rappresentare il lavoro che cambia per effetto del digitale, della multicanalità e delle esigenze della clientela – commenta Giulio Romani, segretario generale di First Cisl – Rappresentare nuove forme di lavoro e creare opportunità per i giovani che vogliono mettersi alla prova per costruirsi un futuro è una nuova frontiera con cui il sindacato deve sapersi misurare”.

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