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Inter, Cagliari può costare la Champions e il Milan ne approfitta

La sconfitta di Cagliari (2 a 1) può costare molto cara all’Inter che rischia di perdere il treno della Champions mentre il Milan, mai in forma come in questo periodo, cerca oggi di approfittarne contro il Sassuolo a San Siro affidandosi soprattutto ai gol di Piatek – VIDEO.

Inter, Cagliari può costare la Champions e il Milan ne approfitta

L’Inter è nei guai. La sconfitta di Cagliari certifica il momento di grande difficoltà dei nerazzurri, passati nel giro di due mesi dall’insidiare il secondo posto del Napoli a rischiare di ritrovarsi addirittura al quinto. Già, perché se oggi Milan e Roma dovessero vincere, ecco che la squadra di Spalletti si troverebbe scavalcata dai cugini e a pari punti con i giallorossi: scenario impensabile fino a poco tempo fa e diventato invece più che possibile, per tutta una serie di motivi. Scindere le difficoltà tecniche dai guai interni, infatti, sarebbe assurdo: a quest’Inter manca Icardi e la mossa disperata di Spalletti di mettere Ranocchia in attacco lo spiega meglio di tante parole. Un bomber come l’argentino in tribuna è un lusso che, forse, potrebbe permettersi solo Allegri, Spalletti invece ne avrebbe un gran bisogno ma la situazione, attualmente, non gli lascia scelta. “Posso solo tornare a ridire le stesse cose: se c’è un posto dove si può far vedere il bene dell’Inter è il campo – ha ribadito il tecnico nerazzurro.  Si prende sempre quello che fa più comodo per portare il discorso dove si vuole, ma già la settimana scorsa avevo detto che si aspettava che Icardi si rimettesse a posto. Anche lui come Keita potrà usare il campo per fare il bene della squadra”. 

La bugia dell’infortunio però non inganna nessuno e non potrà essere usata a lungo, soprattutto se la classifica dovesse farsi davvero brutta, al di là di Icardi però c’è un’Inter che non gira, lontana parente di quella che, nello scorso autunno, sembrava destinata a una tranquilla qualificazione in Champions. Approcci come quello di ieri non si possono spiegare solo con l’assenza dell’argentino, anzi il suo connazionale Lautaro, seppur con caratteristiche diverse, ha fatto il suo dovere segnando il gol del momentaneo 1-1 (38’) e sfiorandone un altro nel finale (gran parata di Cragno con l’aiuto del palo). A tradire, più che l’attacco (ottima prova anche di un Nainggolan ormai ritrovato), sono stati dunque centrocampo e difesa, il primo costantemente schiacciato dal pressing del Cagliari, la seconda messa alle corde dai numerosi (e precisi) cross della squadra di Maran, da cui non a caso sono nati i due gol decisivi, il primo con un colpo di testa di Ceppitelli (31’, forse però l’ultimo tocco è di Perisic) su punizione di Cigarini (che però, è giusto ricordarlo, doveva essere espulso in precedenza per doppia ammonizione), il secondo con una splendida girata di Pavoletti (42’).

 

Nella ripresa l’Inter ha provato a reagire ma le occasioni (oltre a quella già raccontata di Martinez va segnalato un Politano a tu per tu con Cragno) non sono entrate e i sardi avrebbero potuto chiudere addirittura sul 3-1 se Barella, oggetto del desiderio proprio dei nerazzurri, non avesse spedito alle stelle un rigore concesso nel finale. La palla passa dunque al Milan, chiamato a sfruttare il passo falso dei cugini nell’anticipo pomeridiano contro il Sassuolo (ore 18). Partita che, almeno sulla carta, non dovrebbe creare grossi problemi ai rossoneri e non solo per il momento tutt’altro che brillante degli emiliani (l’ultima vittoria risale al 26/1 contro il Cagliari, da allora 2 pareggi e 2 sconfitte). A dare fiducia a Gattuso, oltre ai 60 mila che riempiranno San Siro, ci sono i numeri più che positivi della sua squadra, diventata, nel giro di due mesi, la meno battuta d’Europa. I soli 3 gol subiti nelle ultime 10 partite tra campionato e coppe varie parlano chiaro, così come il fatto che un rendimento difensivo del genere mancasse dal 2012, guarda caso anno dell’ultima qualificazione in Champions. Certo, tanta solidità raramente fa rima con spettacolo e i puristi, specialmente dopo partite come l’ultima di Roma, storcono il naso.

Tutto questo però interessa relativamente a Gattuso, la cui missione è ben più importante del semplice divertimento. “Contro la Lazio abbiamo sbagliato a livello tecnico ma non è vero che abbiamo preparato la partita per pareggiarla, spiegatemi come si fa – ha replicato il tecnico rossonero. – Adesso ci piace difendere tutti insieme e tenere la squadra cortaora però non dobbiamo pensare ad altro che al Sassuolo, sarà una partita fondamentale. La cosa più importante è che non dobbiamo pensare a quello che ci stiamo giocando. Abbiamo 14 partite, da considerare come finali, dopo vedremo dove saremo arrivati”. E allora è tempo di pensare alla prima, ancor più importante alla luce della sconfitta dell’Inter e del derby di Roma in programma subito dopo. Gattuso avrà a disposizione quasi tutta la rosa e dunque potrà confermare il 4-3-3 tipo con Donnarumma in porta, Calabria, Musacchio, Romagnoli e Rodriguez in difesa, KessiéBakayoko e Paquetà a centrocampo, Suso, Piatek e Calhanoglu in attacco. Stesso sistema di gioco anche per De Zerbi, che risponderà con Consigli tra i pali, LirolaPeluso, Ferrari e Rogerio nel reparto arretrato, Locatelli, Sensi e Bourabia in mediana, Berardi, Babacar e Djuricic nel tridente offensivo. 

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