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Imprese: per quelle femminili la ripresa è più lenta

Secondo Unioncamere e InfoCamere, nei primi 9 mesi del 2021 la nascita di imprese a guida femminile è in ripresa ma è ancora lontana dai livelli pre-pandemia. Aumentano le donne ai vertici aziendali

Imprese: per quelle femminili la ripresa è più lenta

Fra gennaio e settembre del 2021 le iscrizioni di nuove imprese a guida femminile nei registri delle camere di commercio italiane sono state più numerose di quelle registrate nello stesso periodo del 2020 (+7mila), ma i livelli raggiunti nei primi nove mesi del 2019 rimangono lontani (-9.200). È quanto emerge dell’Osservatorio sull’Imprenditoria femminile di Unioncamere e InfoCamere.

Malgrado l’incremento delle iscrizioni, tra 2020 e 2021 il peso delle nuove imprese femminili sul totale delle iscrizioni si è ridotto di quasi due punti percentuali, passando dal 27,1 al 25,4%.



 Il Sud è l’area del Paese che nei primi 9 mesi del 2021 registra il maggior numero di nuove imprese femminili (22.500). In queste regioni, inoltre, il peso percentuale delle iscrizioni di attività guidate da donne sul totale delle nuove imprese sfiora o supera il 26%.

Segue il Nord Ovest (oltre 16mila le attività nate nel periodo), ma con una incidenza percentuale minore (23,7%).

Le quasi 12mila nuove imprese femminili del Nord Est e le oltre 14mila del Centro rappresentano invece rispettivamente il 24,8 e il 26,3% del totale delle iscrizioni.

Rispetto all’era pre-Covid, al Sud sono venute a mancare quasi 3.300 nuove imprese, 2.300 al Centro, 1.900 nel Nord Ovest e 1.700 nel Nord Est.

Il confronto con i dati del 2020 mostra invece una ripresa della voglia di fare impresa delle donne più elevata nel Nord Ovest: in queste regioni le iscrizioni tra gennaio e settembre 2021 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno sono quasi 2.500 in più, mentre al Centro sono +1.700. Il Mezzogiorno (con +1.600 nuove imprese femminili) ed il Nord Est (+1.300) mostrano una ripresa un po’ più lenta.

Per quanto riguarda il management, tra il 2011 e il 2020 le donne amministratici sono aumentate di 93mila unità, passando dal 23,2 a 24,4% del totale. Le cariche di amministratore ricoperte da donne sono così oggi poco meno di un milione e 140mila a fronte del milione e 50mila di 10 anni fa.

Cresce però la loro età media: se nel 2011 il 43% delle amministratrici aveva più di 50 anni, a fine 2020 le over 50 sono il 58%.

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